Mamme Coraggio

GENITORE VIOLENTO? ISTRUZIONI PER L’USO

Posted on: 18 marzo 2010

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Non vorrei rigirare il dito nella ferita, ma è necessario che le donne che hanno subito un percorso fatto di violenza psicologica e fisica, sappiano che, per uscire completamente dallo stato di sottomissione permanente, vissuto come atteggiamento nei confronti di un uomo padrone, ma anche nei confronti della vita stessa, bisogna imparare a comprendere quale molla le abbia spinte ad accettare una situazione che, guardata dall’esterno, risulta improponibile.

Ancora oggi molte donne subiscono in silenzio, al chiuso delle loro case, insieme ai loro figli e chiedono il silenzio.

Capita spesso, aprendo i quotidiani, di scoprire che un uomo ha ucciso moglie e a volte anche i figli. I commenti di molti vicini sono:” Era così un brav’uomo!
Lo sentiamo spesso, come se tutti gli assassini fossero improvvisamente presi da raptus omicidi nei confronti delle loro compagne, così, per un immanente impazzimento.
Non nego che talvolta la situazione sia veramente tale, ma non posso neanche nascondere che purtroppo molto spesso le relazioni familiari sono malate alla radice, mancando i principi base del reciproco aiuto e del reciproco amore e sostegno.

Quando accadono queste atrocità, in genere, le vittime, madre ed eventualmente figli, hanno tenuto nascosto il dramma familiare che si andava tessendo. Nessun aiuto esterno, nessun appoggio. Le tragedie accadono e non sono di certo un fulmine a ciel sereno per chi le vive.

Grazie a Dio, alcune donne e oggi sempre più (questo è positivo, perché si rompe il muro di omertà), cominciano a denunciare i loro aggressori, cominciano a metterli con le spalle al muro, superando la vergogna che deriva dal fatto che tutti sappiano del proprio fallimento familiare, imparando anche ad accettare che il mondo mostruoso creato intorno e al quale ci si era abituati, è crollato.

Ormai trovo insopportabili i commenti di chi, alla fine di una storia dolorosa di questo genere, si ostina immancabilmente, neanche fosse un proverbio, a dire: “A sbagliare si è sempre in due“.

Desidero sfatare la veridicità di questa frase fatta. Quando un uomo usa la violenza, psicologica e fisica, è sempre e solo lui a sbagliare. Sempre e solo lui, che ha distrutto non solo sogni e speranze, ma la vita stessa delle persone che l’avevano scelto per stargli accanto.

Non è vero che il fallimento di una relazione burrascosa sia da imputare anche alla donna, che però molto spesso continua ad incolparsene: “Se fossi stata più sottomessa, se fossi stata più buona, se mi fossi stata zitta, se non mi fossi intromessa, se non avessi bruciato la cena, se avessi finto un pò di più a letto…..”

Se, Se, Se….

I rimorsi di una donna distrutta da un uomo violento spesso, sono fatti di tanti se.
Qui, è il caso di dirlo, non esistono né se, né ma.

Quando un uomo usa la violenza, sceglie il linguaggio aggressivo del corpo e vuol dire che non sa utilizzare altri tipi di linguaggio, che conosce solo quello, quando si trova in una situazione che non gli piace o in cui è messo alle strette.

Sono tanti i casi in cui le donne raccontano di essere state picchiate selvaggiamente, con calci, pugni, capelli tirati con violenza, in un corpo a corpo in cui loro cercavano di difendersi, di chiudersi a riccio per parare meglio i colpi. Ebbene dopo che magari, per un nonnulla, l’ometto è scattato in questa maniera, condendo il tutto con improperi, ebbene dopo lo tsunami, sempre lo stesso ometto, magari la sera stessa obbliga la compagna a rendersi presentabile per la cena con gli amici.

Chi non conosce queste dinamiche può rimanere impressionato dal cambio repentino di umore: a casa mostro- padrone, fuori casa amabile.

Cosa fanno in genere le donne? Quasi grate di avere qualche ora di tregua, morte interiormente, ubbidiscono, si vestono ed escono con il loro ometto che darà grande prova della sua simpatia. Pensate, in un moto tardivo di affetto arriverà pure a fare una carezza alla sua cara compagna.

Come attraverserà il volto della donna quella carezza? Come una spada affilata. Quella carezza diviene la tregua che la donna accetta, proponendosi di non più far arrabbiare il suo ometto (mi scuserete, ma la parola uomo non mi esce dalla tastiera). Magari gli amici penseranno: che bella coppia e forse li invidieranno anche un pò. Perché alcuni ometti riescono a dissociarsi in una maniera tale da sembrare due persone diverse.

Stronza, puttana come tua madre, mentecatta di merda e tante altri fonemi sullo stesso tema vengono ogni giorno ad aggredire la povera donna che, alla fine, penserà di essere stronza, puttana e mentecatta di merda.

Ho voluto scriverle queste parole, sentire il puzzo sulla carta stampata per provare a capire cosa possa passare una donna che si trovi sommersa da questi improperi. Deve essere devastante, deve essere terribile. Vorrei che mai, nessuna donna, debba sentirsi chiamare così.  Nessuna donna lo merita, nessuna persona.

Quante donne alla fine di una relazione di questo tipo mi ha detto: “La mia vita è finita!“.
Vogliono dirmi che il loro mondo è distrutto, vogliono dirmi che il loro sogno di una famiglia è crollato, che loro stesse non sono altro che un fallimento.

Ed io rispondo con forza, quasi lo urlo: ” NO, LA TUA VITA NON E’ FINITA, LA TUA VITA RICOMINCIA QUI, ADESSO.”

Si, la vita ricomincia, nuova, tutta da scrivere, ma bisogna ritrovare il desiderio della vita, distrutto dalle volgarità e dalle botte. E non dimentichiamo le violenze sessuali.

Se leggeste qualche incidente probatorio sulle violenze sessuali continuate, inorridireste, voi padri preghereste Dio che non permetta mai su vostre figlie e sorelle un orrore del genere.

Qualche volta dimentico di ridere. Quando ascolto questi racconti, muoio dentro, una voragine minacciosa mi si spalanca davanti, soffro con le donne come se queste violenze fossero sulla mia persona. So che quello che raccontano è tutto vero e non sopporto che qualcuno metta in dubbio ciò che queste poverette hanno vissuto sulla loro pelle.

In questi casi penso spesso a Primo Levi, che dopo i sei milioni di Ebrei morti nei campi di concentramento, dopo quello che aveva visto, vissuto, sofferto e che ha lasciato in eredità alla memoria in “Se questo è un uomo“, si suicidò perché non riuscì a sopportare che in Italia, malintenzionati cominciassero a diffondere notizie sul fatto che le sofferenze ed il numero dei morti ebrei fosse falso. Dopo aver visto morire i suoi, come poteva accettare un simile affronto?

Ecco, quando le donne raccontano le loro tragedie e si sentono replicare che la maggior parte delle cose sono false, vengono ammazzate nuovamente. Non basta, devono pure ascoltare che se loro fossero state più amabili, certe cose non sarebbero successe.  Sono sicura che si sentono come primo Levi.  Io, a nome loro, mi sento così.

Capita di incontrare giudici, uomini e donne indifferentemente, pieni di acume ed attenti ai racconti, che si convincono della credibilità di quanto affermato dalle vittime. Ci sono ometti che si difendo affermando che cadono dalle nuvole riguardo ai fatti di violenza raccontate dalle loro stesse compagne.

Signor giudice, io l’ho sempre trattata con i guanti!

Mettono in scena una commedia dell’assurdo che pure chi assiste si sente assurdo. Continuano asserendo che, signor giudice, il problema è che non mi vuol far vedere i figli, per questo sta facendo tutta questa sceneggiata.

Capita allora che gli sguardi si posano tutti, sulla povera vittima, e tutti pensano per un istante e forse più, che allora è una falsa, una ingannatrice. Povero uomo, che megera ha incontrato e guardate come soffre per i figli che non può vedere!

E mica è finita lì. Non potete immaginare cosa inventano gli avvocati difensori, che linguaggio offensivo usano durante la difesa!
Che volete, è il loro lavoro (chiedo scusa ai tanti avvocati che non fanno queste cose, chi mi conosce sa che li stimo).

Capita però che quei giudici di cui parlavo prima, dotati di molta esperienza, capiscano da che parte stia la verità. E capita, grazie a Dio, che la verità salti fuori e che il colpevole si becchi una condanna. Condanna che comunque il colpevole non farà mai.

Ma tale condanna, scritta in una sentenza, sarà molto importante pr la donna, che vedrà riconosciuto il fatto che è lei la vittima, che lei non ha fatto nulla per scatenare le violenze, che l’uomo è un violento e va punito.

Perchè ha ucciso una donna nel più profondo dell’anima.

FLO

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65 Risposte to "GENITORE VIOLENTO? ISTRUZIONI PER L’USO"

Bellissimo articolo. COMPLIMENTI!

grazie, lo dedico a tutte le donne che stanno soffrendo.

Il bambino deve essere tutelato, protetto dal padre e, in questo caso, anche dalla madre che non lo aiuta e accresce le sue paure. E’ triste doverlo dire, ma in un caso così, la cosa migliore è una famiglia affidatari (purchè sia una ‘buona? famiglia che ha scelto questo impegno per amore e non per quel che le ritorna in termini economici). Il bambino ha bisogno di serenità per poter crescere e consolidare la ropria personalità. se continuerà ad essere oppresso da un padre violento crescerà male e probabilmente avrà atteggiamenti a sua volta aggressivi con i coetanei più fragili. Bisogna togliere il bambino dalla situazione in cui si trova. E farlo al più presto. Ha bisogno di amore, di certezze e di serenità!

conosco meravigliose famiglie affidatarie, ma in questo caso le vittime sono due: madre e bimbo. Si renderebbe la madre ancora più vittima senza il figlio ed il figlio non potrebbe avere un recupero veloce. Bisognerebbe trovare una soluzione che tutele tutti e due, Uniti, perchè la simbiosi tra madre e figlio è una cosa naturale. Grazie per essere intervenuta.

non parlate cosi quando non siete nella siuazione.io ho subito una violenza sessuale dal mio ex e ora dopo sei anni mi ritrovo che mio figlio vuole confrontarsi col padre vuole giocarci anche avendo paura di quella persona ma la violenza l ho avuta io non posso ne negargki un padre a mio figlio ne darlo in adozione per la situazione che ne lui ne io ci siamo cercati;anzi si fida solo di me e deve capire che le donne non vanno trattate come il padre ha trattato me.

Anch’io ho avuto un marito violento. Dopo 21 anni di matrimonio ho avuto il coraggio di dire basta. Ho chiesto la separazione giudiziale. Ho denunciato anche i maltrattamenti che i miei figli hanno subito…..non è servito a nulla…..il giuduce lo ha assolto perchè “le violenze erano a titolo educativo”. Da quasi 2 anni non passa gli alimenti ai figli e la giustizia è TROPPO LENTA e gli avvocati costano.

Tranquilla Rossella sei in triste compagnia, sono madre di quattro figli, ho subito violenze per 18 anni, sono stata investita dal mio ex marito dopo la separazione, ma gira tranquillo e pacifico, non passa gli alimenti, perchè povero con questa crisi, ma devo fare i salti mortali per fargli incontrare il mio piccolino di 5 anni che usa spudoratamente contro di me….. L’articolo sembrava il riassunto di tutte le mie vicende….

adelina, mi sento di dirti di buttarti questo dolore alle spalle e di ricominciare a vivere superando l’odio . Ricominciare a vivere per te e per i tuoi figli, per cui sarai sempre un insegnamento. Per il resto Dio farà giustizia a te ed ai tuoi figli. Grazie per la tua testimonianza, perchè molti che non pensano che esistano violenze così gravi nei confronti delle donne, credano.

COME FACCIO A COMMENTARE, MIO PADRE ERA CON ME VIOLENTISSIMO E MIA MADRE GUARDAVA CON GELIDA FREDDEZZA, LUI VENIVA DA UNA FAMIGLIA DIVISA, DALLA GUERRA ,DAL CAMPO DI CONCENTRAMENTO, LEI NO, ENTRAMBI COME UNA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE HANNO DEVASTATO LA MIA VITA, NON HO VOLUTO FIGLI ,IL MIO TERRORE ERA QUELLO DI RIPETERE LE MEDESIME MODALITA, ASSOLUTAMENTE LEVARE I FIGLI A GENITORI VIOLENTI E CONSENZIENTI, PRIMA DI DEVASTARGLI LA VITA CON POCHISSIME SPERANZE DI RIPRESA, SE CI SARA SARA LUNGA E DOLOROSISSIMA

grazie per aver scritto. Vorrei che ti leggessero quelle donne che non difendono i figli o chiudono gli occhi anche sugli abusi. E’ vergognoso. Va bene avere paura, ma per i figli bisogna saper dare la vita. Comunque abbiamo risorse inimmaginabili e anche le vittime possono risollevare la testa e vedere la bellezza della vita. Non lo sai, ma hai tanto amore da dare. Grazie.

Vi prego, leggete questa storia ” VERA ” , mi costa fatica ricordare, ma spero che qualcuna leggendo ,capisca che dalla violenza si può USCIRE ,prima che sia troppo tardi come il caso di mia figlia.

MONICA DA BOIT, UCCISA A CALCI E PUGNI
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Omicidio di Valeggio. Nell’ordinanza di custodia il giudice attribuisce
all’indagato una personalità instabile e violenta

Tradito dalla fedeltà del cane

L’animale non ha reagito perché conosceva l’aggressore della
sua padrona

Per l’accusa l’avrebbe punita per averlo insultato in pubblico

provincia di Verona

A tradirlo è stata la fedeltà del cane nei confronti della sua padrona.
L’animale non avrebbe permesso a nessuno di aggredirla. A nessuno tranne
che al convivente, alle cui scene di violenza si era dovuto abituare. È
questo uno degli elementi che hanno portato il giudice, Enrico Sandrini, a firmare
l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Giampaolo Regazzini,
37 anni, il carpentiere di Valeggio indagato per l’omicidio della convivente,
Monica Da Boit; Regazzini è difeso dall’avvocato Maurizio Corticelli,
la famiglia di Monica si è invece costituita parte civile con l’avvocato
Guariente Guarienti. L’indagine del sostituto procuratore Paolo Sachar, condotta
dai carabinieri di Valeggio e Peschiera, ha preso avvio la mattina del 14 ottobre
quando i militari sono intervenuti nella villetta di via Mazzi 9.

All’interno c’erano già i medici di Verona emergenza e il padrone
di casa, Regazzini. L’uomo raccontò di aver chiamato i soccorsi dopo
aver scoperto, rientrando a casa, il corpo esanime della donna. La convivente,
Monica Da Boit, era stesa a terra, in corridoio; per lei non c’era più
nulla da fare. I sospetti su Regazzini furono immediati. Il cadavere presentava
infatti ematomi diffusi su capo, tronco e arti. L’autopsia confermerà
in seguito che il decesso è stato causato da percosse che hanno provocato
alcune fratture e la rottura della milza con un estesa emorragia interna. Monica
Da Boit, sottolinea il giudice, è stata sottoposta a un pestaggio violento,
accanito e feroce all’interno della stessa abitazione.

E l’assassino ha utilizzato per colpirla anche una bottiglia di birra piena,
che sarà ritrovata in casa avvolta in un sacchetto sporco di sangue, e
un posacenere. Il giudice Sandrini rileva come la donna da tempo era sottoposta
a maltrattamenti da parte del convivente, confermati anche alcuni conoscenti e
riscontrati dai carabinieri, intervenuti nell’abitazione di Valeggio soltanto
un mese prima perché chiamati da Monica. Ed è certo, aggiunge il
giudice, come nelle ore precedenti l’omicidio si verificò l’ennesimo
litigio tra Regazzini e la Da Boit; e fu quello, probabilmente, a scatenare la
successiva violenza. Teatro dell’episodio, un locale notturno del Mantovano
dove il carpentiere era arrivato la sera prima del delitto con un conoscente e
dove rimase fino alle quattro del mattino. Poco prima delle 2 Monica Da Boit lo
aveva raggiunto; i due avevano avuto un’accesa discussione nel parcheggio
del locale e le telecamere avevano immortalato l’uomo mentre prendeva a schiaffi
la compagna. Tornata a casa, Monica Da Boit telefonò in questura: era terrorizzata
perché temeva di essere picchiata di nuovo. Alle 6.39 del mattino successivo
la donna era ancora viva. Infatti, chiamò al telefonino l’amico per
chiedergli dove fosse il convivente. Dalle testimonianze emerge come Regazzini
tornò a casa non più tardi delle 7.45.

Ma la telefonata al 118 arriverà solo un’ora più tardi. In
quel lasso di tempo, continua il giudice, sarebbe avvenuto il pestaggio; altrimenti
quel ritardo sarebbe del tutto illogico. Poi Regazzini cercò di occultare
le tracce del reato, lavando i pavimenti e cambiandosi i vestiti, probabilmente
sporchi di sangue: infatti, all’arrivo dei militari, non indossava più
quelli che portava nel locale. Infine spostò il corpo della donna, dice
il giudice, con l’assurda intenzione di farle prendere un po’ d’aria.
L’omicidio non poteva essere commesso da un estraneo. Non solo, rileva il
giudice Sandrini, perché in casa non c’erano segni di scasso. Ma soprattutto
perché nell’appartamento c’era un grosso cane, un alano, che
era molto affezionato a Monica Da Boit e che l’avrebbe certamente difesa
in caso di aggressione da parte di uno sconosciuto; e che invece era abituato
alle manifestazioni di violenza di Regazzini. A carico dell’indagato, rileva
infine il giudice, vi è una serie di violenze domestiche sistematiche;
il pestaggio è stato scatenato dalla volontà di dare l’ennesima
lezione alla convivente che poco prima lo aveva insultato davanti a tutti facendogli
fare brutta figura.

Per tutti questi elementi il giudice ha rilevato che sussistono nei confronti
dell’indagato le esigenze cautelari in considerazione della personalità
pericolosamente instabile e violenta nonché del pericolo concreto che possa
ripetere condotte violente ai danni di altre persone. E trova conferma nella mancanza
di qualsiasi segno di ravvedimento e nell’indifferenza dimostrata verso la
Da Boit resa evidente dalla mancata partecipazione ai funerali della donna.

Paola Caio, madre di Monica Da Boit

cara paola, ricordiamo tutti la terribile fine della tua dolcissima figlia. Lottiamo perché tante donne possano denunciare i loro aggessori e si salvino. Grazie per aver ripercorso lo straziante ricordo per noi.

volevo fare i complimenti per l articolo;;finalmente si dice la verità finalmente qualcun altro oltre a chi ha subito,pensa che i servizi sociali tutto fanno a tutti tutelano tranne che il bambino e noi “vittime”. sono separata da quasi sei anni,ho subito violenza dal mio ex marito. dopo quattro mesi di matrimonio e di battaglia ho detto basta il mio fisico la mia testa non sopportava più violenza psicologica e fisica.stiamo ancora in causa (e non è l unica denuncia di maltrattamento),e lui in questi sei anni si è difeso con i servizi sociali e da grande attore si è sempre fatto credere pensate un paio di anni fa aveva gli incontri padre- figlio sull’ufficio anagrafe dove c’era l’assistente sociale per una distrazione di quest’ultima lui mi prese per i capelli e mi insulto…quando l’assistente sociale si rese conto dell’accaduto (in seguito ho sporto denuncia contro il mio ex) mi disse: ma ora mica mi denunci?tu mi fai perdere il posto!!! gli risposi no non preoccuparti come una cretina non la denunciai mi disse:va bè ma lui l’ha fatto come segno d’affetto…..pensate un pò e questo era solo una parentesi di quello che ancora oggi mi stanno facendo passare non ce la faccio più non so a chi rivolgermi spero e confido solo nella giustizia per la causa della violenza almeno quello.grazie per l ascolto.mamma disperata.

Sto piangendo..tutto quello che ho letto nell’articolo l’ho vissuto per anni, violenza fisica e psicologica e…senso di colpa enorme verso i miei figli, vittime innocenti, perchè non ho potuto difenderli dal loro padre. Ma quello che voglio urlare a tutti è CHE LE DONNE SONO ABBANDONATE A SE STESSE!!! Ti viene detto di denunciare, ma poi ti devi arrangiare tu, da sola ed intanto devi continuare a seguire i figli che stanno sempre più male, devi mantenere l’equilibrio xkè ti senti impazzire dal dolore e dalla paura, devi continuare a lavorare, la casa, avvocati, telefonate dovunque per implorare aiuto…e intanto il tuo ex, che non ha nulla da fare è libero di continuare con la sua violenza, che diventa sempre più forte e aggressiva, devastante…tanto lui non ha nulla da perdere. Ha avuto già 2 condanne, la prima a 3 anni patteggiando sono diventati 1 anno che gli è stato condonato con l’indulto, seconda condanna 3 anni e ora ha chiesto l’appello. Da poco è partito un terzo processo. Finora si è fatto solo qlk mese di carcere e arresti domiciliari,ma non per le condanne avute, ma per la legge sullo stalking in quanto è stato colto sul fatto mentre mi inseguiva in auto.. ma ora è libero! Si è fatto sospendere lo stipendio e lavora in nero e non mi da il mantenimento per i 2 figli. Ha svuotato il conto comune, mi ha rubato la macchina, ha venduto la casa……….cosa devo dire ancora? Ah, va a dire in giro che ovviamente ho organizzato tutto io “facendomi” i lividi da sola, che gli ho messo contro i figli, che gli ho rubato i suoi soldi….basta mi fermo qui xkè mi viene la nausea……….
E non ho parlato dei miei poveri ragazzi, sono seguiti entrambi da psicologi e psichiatri, il piccolo ha tentato 2 volte il suicidio inoltre, era anoressico. Da un pò lo hanno messo in un luogo protetto in una comunità terapeutica, perchè la sua psiche era devastata e per allontanarlo da suo padre che ha continuato finkè non lo hanno arrestato a perseguitarci giorno e notte, porte sfondate, speronamenti in auto e tutto il peggio che si possa immaginare. Inoltre quando i servizi sociali (dopo anni di mie richieste di aiuto inascoltate, dicevano solamente che si trattava di “conflittualità di coppia”!!!)hanno comunicato l’intenzione di inserire il piccolo in comunità il padre gli diceva, che avevo organizzato tutto io perchè volevo liberarmi del bambino per spassarmela. Jl grande è diventato maggiorenne e quindi non è più seguito e si deve “arrangiare” per lo stato…Ha crisi d’ansia, non riesce più a dormire, attacchi di vomito, paure…Per fortuna una psicologa della scuola lo ha preso in cura gratuitamente xkè non avrei potuto permettermi un psicoterapia per lui. Ho chiesto dovunque, ma il mio ex è bravissimo a fare la parte della vittima, dice che io lo provoco, che lui nonostante l’allontanamento del tribunale viene per vedere i figli che io non gli permetto di vedere, cosa assolutamente non vera, anzi non veniva mai prenderli (e poi come si fa a consegnare i figli ad un uomo così? I figli mi imploravano perchè non volevano andare con lui, ma lui ha pure tentato di denunciarmi per questo)e le rare volte che li portava con se per qualche ora, tornavano distrutti perchè il padre diceva cose oscene su di me, li spaventava e li picchiava. Mi ha diffamata raccontando falsità immonde a tutti, alle forze dell’ordine, assistenti sociali. Ha detto di tutto su di me ovunque facendomi terra bruciata attorno…e molti “amici” sono “spariti” o altri hanno girato la testa dall’altra parte.Dice inoltre non mi ha mai picchiata sono io che mi butto a terra per provocarmi i lividi. (dico solo che ho innumerevoli certificati del pronto soccorso che attestano le violenze, ematomi, graffi, morsi, una frattura costale…) e anzi sono io a picchiarlo! Ha picchiato anche i figli, perchè tentavano di difendermi da lui, al figlio più grande ha causato un frattura e ha dovuto subire un intervento.
Qualcuno mi dica se è vero che una donna, una madre, viene aiutata….non è assolutamente così…sono sola ad urlare aiuto, sola a reggere questo massacro e sento ormai che faccio sempre più fatica.

IO VORREI SAPERE, PSICOLOGI, ASSISTENTI SOCIALI GIUDICI, DOVE SIETE??? LO SENTITE QUESTO GRIDO DI MADRE E DI DONNA CHE E’ IL GRIDO DI TANTE MADRI? PENSATE CHE SCRIVA COSE SENZA SENSO? MA VOLETE RENDERVI CONTO DI QUELLO CHE POSSONO FARE CERTI UOMINI? Queste donne per avere un po’ di considerazione devono morire?
Grazie per la tua testimonianza, per il tuo grido di dolore. Resisti, perché hai un grande compito con i tuoi figli così piagati. Dargli una speranza che loro possono cambiare tutto. Sarà difficile, ma devi dare la speranza di una vita diversa ai tuoi figli. E anche per te. per ricostruirti.

Coraggio, coraggio e forza, ti capisco perchè ho vissuto e vivo tutto questo sulla mia pelle. Non contare più sugli altri, guarda avanti e conta soprattutto su te stessa. I nostri figli sono la nostra forza…. la gente, le assistenti sociali…. solo se crepi ti fanno un bel articolo sul giornale e poi dicono pure che eri tu il problema… quindi conta solo sulla tua forza e spera, non perdere la speranza che arriverà un giorno migliore…. La vita è una ruota che gira, credo che prima o poi ritorni quanto si è dato….

PM Barbara Bresci (il secolo XIX, 25/11/2009): “Sempre più spesso si ricorre alla querela del coniuge o del convivente per risolvere a proprio favore i contenziosi civili per l’affidamento dei figli o per l’assegno di mantenimento”

NON E’ STRANO CHE LE FIGURE ISTITUZIONALI RAGIONINO IN QUESTO MODO E PERORINO LA CAUSA DEI PAPA’ SEPARATI, VISTO CHE GLI STESSI TENGONO LORO CONVEGNI E CORSI DI ISTRUZIONE, SECONDO LE LORO TEORIE MASCHILISTE OVVIAMENTE , PRIMA FRA TUTTE QUELLA DELLA PAS…
SVEGLIAMOCI DONNE!!!!

Il padre di mio figlio, è stato allontanato da casa con un provvedimento del giudice, ma l’assistente sociale mi ha richiesto, contrariamente al parere dell’operatore del centro antiviolenza, di avere degli incontri con lui di “mediazione familiare”.

perchè non può finire la violenza?
Perchè questi “specialisti” non si danno all’agricoltura?

Io dico che è un’ulteriore violenza, sentire e sapere che certe persone credono che una donna possa fare finte denunce per impossessarsi dei soldi del marito.

io mi sono rivolta all’avvocato quando ho detto basta alle violenze, senza minimamente pensare alla questione economica, forse, se ero “furba” prima svuotavo in conto in banca e poi denunciavo. Infatti il mio ex appena ha saputo delle denunce ha fatto sparire tutti i soldi (anche i miei risparmi che avevo messo da parte prima del matrimonio).

Ripeto è un dolore immenso dopo quello che si ha subito sentire queste affermazioni.

sono assolutamente d’accordo con te. SE vi offende, vi ferisce, non approvo i commenti di coloro che scrivono certe cose. Avevo pensato di lasciarle perché credo nel dialogo tra persone oneste intellettualmente, ma ditemelo se volete che cancelli

Fa male certo sentire certi commenti, ma posso dire che ne sono abituata perchè me ne sono state dette di tutti i colori!
Grazie al mio ex ovviamente, che quando ho denunciato e quindi si è sentito smascherato, ha messo in atto una diffamazione a largo raggio, raccontando nefandezze e falsità su di me per giustificarsi e si sa che queste voci corrono e si spargono velocemente. Purtroppo ne sono stati colpiti anche i miei figli che sono stati oggetto di maldicenze e prese in giro.
Mi è stato detto di tutto direttamente e soprattutto alle spalle.
Oltretutto addirittura alcuni e purtroppo anche donne, mi hanno dato della povera stupida dicendomi: “Ah cara mia ma tu sei una debole!! Io non avrei accettato e subito io mi sarei difesa, un bel calcio sulle p…..!! Altrochè, oppure avrei assoldato qualcuno e lo avrei fatto pestare !!!”
Lascio a voi ogni commento…
Io all’inizio cercavo di spegare, di far capire come stavano le cose, ma mi sono accorta che è inutile, c’è chi non vuol capire anche perchè è più comodo!
Certi commenti e giudizi fanno male sì, ma perchè si è oneste e con grande dignità, ed è questo che ti fa andare avanti comunque e a testa alta, perchè sai che hai agito per giustizia, senza secondi fini.
Ogni colpo mi rafforza mi dico, anche se devo dire che sono molto stanca e delusa, dopo anni di lotte, dolore e disperazione che mai nessuno, per chi non ha provato, potrà mai capore fino in fondo.

Lasciate pure i commenti, anche quelli che possono ferire, perchè dobbiamo essere forti e sostenerci a vicenda.

Vergognoso, mi viene la pelle d’oca a leggere e a ricordare quello che ho vissuto sulla mia pelle. Rimasta incinta da fidanzata (gravidanza non desiderata), qualche mese dopo la morte di mio padre, sono stata risucchiata nella scia di un matrimonio che nemmeno volevo. Ho cercato di ritrarmi ma il mio fidanzato, che prima di allora mai aveva dato segni di squilibrio, mi ha picchiata selavaggiamente quando ero già nel quinto mese di gestazione, perchè avevo palesato l’intenzione di lasciarlo. Terrorizzata sono andata fino in fondo e mi sono sposata. La bambina è nata 2 mesi dopo il matrimonio. Io non lo sapevo, ma lui aveva cominciato a drogarsi. Sono stati 2 anni di terrore, di botte, di minacce, di violenze psicologiche. Lui faceva dentro e fuori dal carcere e quando era fuori io ero costretta a riprenderlo in casa perchè i familiari non mi davano una mano, non lo volevano in mezzo ai piedi. Mi hanno infatti tenuto nascosto molte cose su di lui solo per riuscire a “levarselo di mezzo” con un matrimonio che li avrebbe salvati dalla piaga rappresentata dal loro figlio. Ho poi scoperto che nemmeno lui voleva sposarsi, ma che era stato convinto dalla madre che gli disse che se non si fosse sposato avrebbe abitato sotto i ponti, perchè lei in casa non lo voleva più. Mi sono decisa, ho denunciato le violenze, dopo una notte di botte e di terrore. E’ stato arrestato e poi rilasciato con una restrizione irrisoria, non poteva avvicinarsi alla casa coniugale , 30 metri di distanza tra lui e noi (quando eravamo in casa ovvio). Il giorno stesso che è stato rilasciato si è fatto trovare dentro casa, dicendo che capiva il motivo che mi aveva spinto a farlo e dicendo che “mi perdonava”. Altri mesi d’inferno. Dormivo nella camera matrimoniale con la mia bambina, chiusa a chiave e con un coltello da cucina sul comodino, pronta ad ucciderlo se avesse fatto irruzione nella stanza. Mia figlia ha assistito a tutto. Pestaggi, urla, vasi rotti, coltelli sollevati, ormai quando sentiva il padre si nascondeva dietro le mie gambe. Nemeno con lei era gentile, non l’ha mai picchiata, o almeno non ho le prove che lo abbia fatto, ma le urlava contro, contro una dolcissima bambina di un anno e mezzo che piangeva disperata perchè non capiva il motivo di tanta rabbia nei suoi confronti. Non ci ha mai mantenute, ne me ne la figlia, sono dovuta andare a lavorare io per pagare l’affitto e le spese e per dare qualcosa da mangiare a mia figlia. Se lui lavorava usava tutti i suoi soldi per la droga. I genitori, dal loro canto, gli davano ogni tanto dei soldi per tenerselo buono, ma io di quei soldi non ho mai visto un centesimo. Usava la figlia per estorcere denaro ai familiari, la portava loro solo per dire che gli servivano dei soldi per fare un pochettino di spesa per comprare della carne per la bambina. Ottenuti i soldi lasciava la bambina da loro e usciva per fare “la spesa”. Rientrava a casa alle 3 del mattino sotto chiaro effetto della droga e di spesa nemmeno l’ombra lontana. Si è tagliato le vene di fronte a me, dicendomi che era tuta colpa mia, che io preferivo morisse, e poi mi ha obbligata a portarlo in ospedale. Con delle lamette si è inflitto ferite alle coscie perchè mia madre è rimasta qualche giorno da noi… e ancora tante altre cose che adesso non sto a raccontare, cose molto peggiori. Al suo ennesimo arresto ho passato qualche giorno da mia madre e poi , nel momento in cui avevo deciso di tornare nella mia casa, mia figlia non è voluta entrare, terrorizzata diceva ” Qui viene papà”, una bambina di un anno e mezzo, mi si è distrutto il cuore. Ho lasciato la casa e sono tornata definitivamente da mia madre. Quando si è avvicinata la data del suo rilascio ho avuto paura e ho deciso di lasciare la mia terra ed andarmene, insieme alla mia bambina. Ho iniziato tutto per la separazione e ho ottenuto che lui non possa fare ricerche sul mio domicilio attuale e quindi, per ora, anche la bambina è salva. Ho chiesto al tribunale dei minori che gli venga tolta la potestà genitoriale, spero che la mia domanda venga presa in considerazione. La bambina adesso ha quasi 5 anni, sarei una bugiarda se dicessi che ricorda i fatti avvenuti, ma ha delle “sensazioni”, dice che il padre è cattivo, una frase ricorrente, di cui non capisco il significato è “Comprava i giocattoli solo per lui, a me non ne comprava mai”. Io adesso ho un compagno, un uomo favoloso che ama la mia bambina come se fosse la sua, e lei con slancio e amore lo chiama papà, pur sapendo che il padre è un altro. Non scendo più nella mia terra se non quando lui è incarcerato, perchè ha il diritto di visita nel caso mi trovassi li durante le vacanze, ma mia figlia non ne vuole sapere di vederlo,quindi quando è fuori con sommo dispiacere, rinuncio ad andare dala mia famiglia. Dopo tuto quello che è accaduto e che io ho meticolosamente descritto in un testo che mi è stato richiesto dal giudice per la separazione, dopo i suoi innumerevoli arresti per scippo, per rapina, per violenze familiari e quant’altro, come si può permettergli di vedere una bambina che già ad un anno e mezzo aveva deciso di non entrare più nella casa in cui lui entrava? Perchè devo contiuare a subire questo tipo di violenza? Perchè io e mia figlia non possiamo liberarci di questa persona che ha cercato di rovinare la vita a me e si è sempre disinteressato alla figlia facendole vivere i suoi primi anni nel terrore? Perchè un tossico dipendente deve essere reputato un “malato” e gli si devono dare tutte le scusanti del caso? Nessuno di questi giudici, assistenti sociali o avvocati è al corrente del fatto che la droga è una libera scelta e non una malattia? Spero di riuscire ad allontanarlo per sempre da noi, si da noi, perchè tenendo in scacco la bambina con il diritto di visita, lui tiene in scacco anche me, e ancora una volta si può permettere il lusso di decidere della nostra vita. Devo ringraziare le persone che mi amano e che mi sono rimaste accanto se non sono uscita fuoi di testa, perchè anche se mi ritengo una donna molto forte, non sono sicura che da sola ce l’avrei fatta.

Tiziana hai la mia piena solidarietà. Sei stata brava e forte come una vera donna e madre sa essere.

Come tutte le donne che hanno subìto, ma sanno andare avanti comunque anche se distrutte nel fisico, nella psiche e nell’anima. E hanno un’immensa dignità.

Tiziana, grazie perché hai messo la tua vita nelle nostre mani. Ripercorrere è doloroso, troppo doloroso, ma ti prego se non ti fa male all’animo, continua a farlo per aiutare le tante donne che leggono e sono distrutte. Si può uscire, si può ricominciare. Tua figlia in mano a quell’uomo mai più. A proposito, lo sai che puoi chiedere anche la nullità del matrimonio ecclesiastico?

Si, infatti appena finirà questo percorso provvederò a farlo. Purtroppo ci sono ancora troppe donne che vivono nella paura, e le istituzioni preposte alla difesa dei deboli prendono sempre le cose troppo sotto gamba… Se ci fosse più attenzione le disgrazie, soprattutto quelle, sarebbero molto meno…

Hai ragione A.G.M. anche il mio ha svuotato il conto in banca appena ho detto basta alle sue violenze ma non è tutto!…
Mi ha svuotato l’appartamento facendo il trasloco a mia insaputa, non m’ha lasciato nulla…poi s’è messo a piangere pregandomi di non denunciarlo e ora pretende la metà di tutto quello che mi sono dovuta ricomprare. Caliamo un velo sul resto che ha fatto, voglio soltanto dire che L’HO TROVATO TRA I PAPA’ SEPARATI A FARE LA VITTIMA!!!

in questo articolo è raccontata la mia odissea, anche il mio ex ha ripulito il conto in banca e non corrisponde gli alimenti e altro, altro ancora, anche lui fa la vittima forte del fatto che due dei miei figli hanno scelto di vivere nella ricchezza che ADESSO garantisce loro. io vi chiedo donne e mamme perchè non ci uniamo e formiamo un’associazione così come hanno fatto “i poveri padri separati,” siamo molto più numerose di loro, sicuramente, avremo più peso per far valere i nostri diritti e cambiare le cose non credete?

sto provandoci. Donne non abbiate timore. Unitevi in questo gruppo. Intanto scrivete per far sentire quante siete, fate un tam tam. contiamo e vediamo. Grazie per la tua dolorosa testimonianza.

grazie a tutte voi, donne coraggiose per quello che scrivete. Siete splendide.

Grazie a tutte. In effetti sarebbe anche il mio desiderio di formare un’associazione di mamme e donne.

Morena, anche il mio ex l’ho visto iscritto in FB e mette post, link, commenti disperati. Si proclama vittima di una donna malefica e un sacco di altre disgustose bugie.
Si è portato via tutto persino i libretti di risparmio dei figli, dove io ogni tanto mettevo qualche soldo per loro.
E quando ancora vivevamo assieme pretendeva ad ogni fine mese che gli consegnassi tutto il mio stipendio.

Quando una ha una trave nell’occhio….

Ripeto quello che ho già detto, quello che ha postato paolo è un’ulteriore violenza, per le donne che hanno denunciato i maltrattamenti.

ho deciso di cancellare, offende troppo chi combatte per essere creduta.

sono pienamente d’accordo!!! l’informazione distorta e tendenziosa fa male, tanto male..
ma soprattutto fa tanti danni: perchè lasciargli un ennesimo spazio?
sento di poter respirare aria pura almeno quì e mi piacerebbe davvero continuare a farlo.

siete voi che portate aria pura.

questo articolo ha descritto talmente fedelmente tutto quello che sto passando io che mi era quasi venuto il dubbio si parlasse di me. Ed invece dalle centinaia di realtà tutte uguali capisco che è un’agonia comune che chiunque ha la disgrazia di fare un figlio con un delinquente senza saperlo dovrà pagare, lei ed i bambini ovviamente.
Non sono d’accordo invece sul lasciare i commenti di certi individui che invece di limitarsi a dire il loro pensiero fanno solo falsa informazione: ho la nausea di certa gente, ormai te li trovi da per tutto, pure sotto lo zerbino di casa e hanno davvero stufato con questa campagna finalizzata a ferire ed umiliare ulteriormente donne e bambini vittime di gravi violenze.
Questo finalmente è un sito serio e sincero, un sito non inquinato e frequentato da uomini e donne che amano i propri figli: per favore non lasciamolo diventare uno dei tanti infestati da ambigui individui che gettano zizzania per sminuirlo.

Elena, ho letto il tuo intervento e mi ha fatto riflettere e devo dire che hai ragione. Certi interventi è vero inquinano, mettono dubbi e confusione, sminuiscono il problema e fanno perdere il vero senso che ha questo sito, dove donne urlano il loro dolore e chiedono giustizia. Questi commenti feriscono ulteriormente chi ha già subito e rendono, chi ha fatto violenza, convinto di continuare a diffamare e a offendere le donne che hanno avuto il coraggio di denunciare e a farle perdere credibilità, sminuendole e indurre tutte le persone a pensare che in fondo le donne sono delle opportuniste. Assolutamente squallido e vergognoso. E quindi è giusto confermare e affermare la prima sensazione che ho avuto, cioè quella di sentirmi ferita e offesa da certe dichiarazioni. E quindi, se sto lottando contro un ex marito che per anni mi ha fatto violenza continuando a sperare inutilmente che cambiasse e non appena mi sono decisa a denunciare lui ha amplificato la sua violenza uscendo poi allo scoperto per giustificarsi e trovare alleati, riversando ancora una volta colpe su di me calunniandomi e facendomi un linciaggio morale. Andando a raccontare anche le cose che sono state messe negli interventi sopradescritti.

QUINDI E’ GIUSTO COMBATTERE CHI METTE IN DUBBIO FACENDO FALSA INFORMAZIONE.

volete rispondere voi agli attacchi? o volete che non li accetti perchè vi feriscono? Non vorrei però che divenisse un blog in cui entrano per il gusto di attaccarvi. Non lo voglio di certo.

E’ giusto respingere con civiltà rimanendo ferme sulle nostre convizioni, ma assolutamente non bisogna rispondere alle provocazioni!
Perchè altrimenti si fa il gioco di chi vuole screditare le donne che trovano la forza di combattere la violenza e cercano sostegno.

Quindi si può rispondere ai commenti, continuando a raccontare le nostre esperienze e continuando a contrastare in ogni modo la violenza.

prendo atto di quello che pensi sugli interventi. Dite la vostra su questo punto. Ho girato per i siti a cui fai riferimento ed il livello è molto basso. non voglio che il mio blog diventi così. Per l’ennesima volta mi ripropongo di non aprirli più.

Basterebbe pensare prima al bene dei figli anteponendolo al nostro, ma non sempre è facile e mi rendo conto che a parole siamo tutti bravi, sono i fatti che fanno la differenza. Spero tanto che un giorno mio figlio pensi a me come una mamma che ha fatto tutto per amore del suo bimbo.
Isabella

noi siamo IL POPOLO DI ALE il piccolino ucciso a Genova massacrato dalla madre e/o dal compagno.. non ci diamo pace così stiamo buttando giù i punti di una PROPOSTA DI LEGGE A TUTELA DEI MINORI E DELLE FAMIGLIE… PREVENZIONE e CERTEZZA DELLA PENA sono alla base delle nostre idee.. partecipate con noi nell’area discussioni, ISCRIVETEVI E INVITATE I VOSTRI AMICI PERFAVORE..
una volta finito di buttare giù i punti clou della proposta un avvocato si occuperà della forma scritta e della presentazione in parlamento, ma nel frattempo dobbiamo diventare 50.000 perchè questa è una INIZIATIVA POPOLARE totalmente apolitica e imparziale

siamo con voi, aiutiamoci a vicenda, attraverso questo blog potete arrivare a tante persone, viceversa consigliate nel vostro sito il blog di mamme coraggio. grazie, vi siamo vicini e aderiremo.

in fin dei conti Paolo aveva solo citato le parole di tre Pubblici Ministeri donna, mi sembra assurdo averlo censurato come “violento”

NESSUNO HA DATO DEL VIOLENTO A PAOLO, MA OFFENSIVO QUELLO CHE HA POSTATO. LEGGI BENE.

pure io la penso così.
comunque non potete immaginare in quanti convegni comunali sul tema della violenza nelle città le forze dell’ordine hanno detto che le violenze familiari sono di un ordine numerico impressionante.

Ciao! ho un bimbo di due mesi e mezzo. Il suo “papà biologico”, con cui ho avuto una storia di due anni, lo desiderava tanto, tanto da non riuscire a resistere alle mie assurde provocazioni, finendo sempre per ammazzarmi di botte ben sapendo che ero incinta; specifico una provocazione da lui insostenibile, poteva essere ad esempio la mia pausa tra la sua domanda e la mia risposta, oppure un piccolissimo fraintendimento.
Non l’ho mai tradito, gli sono stata sempre fedele più di un cane, gli ho pagato l’avvocato perchè aveva rotto due denti ad un ragazzo che mentre lui mi prendeva a pugni era rimasto incantato(cosa c’è di strano avrà pensato, da star li a fissarmi), gli ho pagato ogni santo sabato sera che passava chissà dove con i suoi amici mentre io ero a casa(per fortuna).
Insomma si è capito che è una persona molto disturbata (ha addirittura ucciso la mia gatta), con dei genitori che sono tali e quali a lui(bimbo vede, bimbo fa)…da sempre seguito dagli assistenti sociali.
Quando dopo essermi resa bene conto della mia gravidanza, l’ultima volta che ha provato a picchiarmi sono letteralmente fuggita tra dolori atroci alla pancia (tanto che io da quella sera ho creduto di aver perso per sempre il mio bambino) e la testa che era un turbinio di dubbi e domande.
Ora vivo con i miei genitori che sono persone tranquillissime che si fanno il culo tutti i giorni e che riescono a portare a casa tutto ciò che serve al “nucleo originario” della famiglia, al nuovo arrivato Giovanni e ai miei due nonni malati di halzeimer.

Arrivo al punto, lui è in comunità perchè ha minacciato un ragazzo (non è chiaro se con una pistola o no) e gli è stata trovata in casa della droga; il suo psicologo ha avuto la brillante idea di fare da Maria de Filippi della situazione, e ha avuto il coraggio di organizzare un incontro tra me, lui e il mio ex…invitando anche il mio psicologo.

So per certo che non appena uscirà dalla comunità mi citofoneranno i cari assistenti, gli stessi che nonostante i lividi, le disperate richieste(implicite) di aiuto di due bambini(lui e suo fratello), i racconti di chi sapeva, hanno permesso che gli stessi bambini, potenzialmente fantasitici, si trasformassero in due violenti, drogati, disadattati, assassini e molte altre cose; si gli stessi mi suoneranno alla porta e pretenderanno di organizzare la vita di mio figlio, pretenderanno di farglielo conoscere, mettendolo davanti ad interrogativi a cui non si può dare risposta.
A quel punto non potrò neanche chiedere l’intervento delle tante persone che mi hanno visto sanguinare dopo ogni suo pugno morso calcio in mezzo alla strada, perchè come non hanno avuto il coraggio allora, non ce lo avranno quando arriverà il momento.
Ma non mi arrendo e non mi arrenderò e fino a quando sarò viva lotterò con tutte le mie forze, e se invece prima di passare dagli assistenti passerà da me…allora parleranno i miei diari, messaggi come questo, chi mi vuole bene, per me.
Bellissimo articolo, mi ha fatto sentire capita! Grazie Mille

non lo hai denunciato per violenze nei tuoi confronti? Risulta da qualche parte? E’ importante, conserva tutto.
Può sembrare assurdo ciò che ti dico, m per ora lui non può nuocere né a te né a tuo figlio. Ma se tu potessi avere la possibilità di trasferirti e rifarti una vita con tuo figlio da un’altra parte, se dovesse ritornare, dovrebbe superare il problema distanza. E’ un uomo da tenere lontano.
E terrai lontano anche chi sai che pretende di aiutare e non lo sa fare.

Ti capisco benissimo, purtroppo non è facile, ne so qualcosa io… devi essere forte, fortissima e determinata ad andare avanti nonostante le enormi difficoltà di ogni genere che la situazione ti crea.
Il consiglio che ti posso dare è…ci vogliono prove e prove e ancora prove!!
Lo so che i testimoni hanno paura (il mio ex li ha minacciati e pure aggrediti i miei, per scoraggiarli tanto che si è beccato 3 denunce da due di loro) Ma sappi che devi provare tutto, altrimenti i giudici, assistenti sociali ecc finiscono col dire che si tratta di conflittualità di coppia…. assurdo !! Perche lui dirà (come dice il mio ancora oggi dopo 6 anni di processi ecc) che lui si E’ DIFESO DA ME !! Che io lo provocavo, che io lo picchiavo e altre ignobili bugie. E’ importante inoltre che i testimoni dicano le cose precise, e non solo: Sì.. li ho sentiti litigare..li ho sentiti urlare….
Queste cose non servono a nulla! I giudici, ass. sociali e forze dell’ordine ne trarranno solo la conclusione che siete in DUE a litigare QUINDI LA COLPA E’ DI TUTTI E DUE !!!!
Per questo è importante dare delle indicazioni precise nei racconti dei fatti da parte di testimoni, perchè si sa che altrimenti la tua parola è contro la sua, ci vogliono prove.
Quindi:
Chi urlava? Chi offendeva? Si sentivano rumori di percosse….ecc
Putroppo è così.
Io ho denunciato dopo 15 anni di matrimonio/violenze !! e dal momento delle denunce 6 anni fa l’incubo continua….e bisogna pure difendersi dalle maleinterpretazioni di chi deve intervenire a difesa e dalle manipolazioni della verità/realtà che mettono in atto gli uomini per discolparsi.
Un abbraccio

infatti, non denunciare subito porta al fatto che poi nessuno ti crede, denunciare tardivamente fa pensare che lo fai per togliergli i figli, denunciare tutto e subito, porta comunque anni e anni di sofferenze, rabbia perchè l’incriminato sputa bugie credibili, gli avvocati ti fanno domande terribili, i testimoni, a distanza di anni di tempo dai fatti possono contraddirsi anche se raccontano la verità.
oggi inoltre capita che se la donna non è creduta e perde la causa, arrivano a prelevarle i figli per portarli in casa famiglia. Mentre parlo penso ad alcuni bambini con nome e cognome.

Care mamme,
nel leggere tutto…mi sento ancora più impotente e scoraggiata.
Se non sono tutelate quelle mamme che sanguinano per la strada, quei figli che piangono perché non vogliono andar via, che sono maltrattati, che si trovano in evidenti difficoltà economiche…figuriamoci quelle che hanno a che fare con personaggi inquietanti che apparentemente sono affabili ed attenti, che per lo più pagano, che si fanno vedere presenti agli appuntamenti più importanti della vita del bambino, ma che, per problemi personali, hanno una competetività con la madre altissima e sul filo del rasoio che passa sopra anche sulla sicurezza del proprio figlio (ricorderò sempre per fare un esempio quando un bambino di due anni fu messo dal padre su una giostra contro le raccomandazioni della madre di non farlo e rischiò di finire tra i bracci di acciaio che si erano sollevati a velocità), che hanno un egoismo e una violenza psicologica che passa attraverso i ricatti affettivi, che costringono il proprio piccolo a condurre una vita all’insegna dei propri comodi invece che degli interessi e dei bisogni personali dello stesso…o che non hanno il senso di responsabilità che comporta un figlio, che bevono ma lo occultano, che propongono modelli diseducativi o che fanno i padri padroni reagendo appena sentono un’osservazione da parte dell’altro genitore o distruggendo ciò che costruisce l’altro genitore solo per un senso di possesso, persone che hanno tutti i diritti riconosciuti…
parlo a nome di tante donne di cui ho raccolto le confidenze e le preoccupazioni….
insomma come si possono tutelare i bambini in questi casi più ambigui e non eclatanti ma altrettanto devastanti e pericolosi?…Non sono dannose solo le botte…esistono forme di violenza diverse non molto considerate dalla legge che comunque a volte sfociano anche nelle botte o sono sempre lì lì per sfociare…
e ce ne sono tante di quete situazioni definiamole, così con un eufemismo, di immaturità del genitore maschile…
perché non esiste la possibilità per la madre di segnalare qualcosa, senza incorrere in drammi ancora più grandi e ingestibili…?
perché deve sentirsi dire, di fronte alla proprie preoccupazioni, non c’è nulla se non a tragedia avvenuta…
in che modo queste madri possono far qualcosa per i propri figli, senza volere negare il rapporto affettivo di questi ultimi con il proprio padre, senza intraprendere guerre di privazione per nessuno?
perché non esiste la possibilità di un richiamo sui comportamenti da parte delle autorità..?
in alcune occasioni sono sicura che questi richiami, un’attenzione maggiore a certi comportamenti, darebbero una mano…
vi sono anche piccoli gesti che a volte possono dare un stop ad alcuni individui…fore sono ingenua….
perché nella legge non si possono porre dei correttivi in questo senso, dei riferimenti che possano far paura a chi ha questi atteggiamenti e tenersi all’interno di confini più responsabili…?
Cosa possiamo fare?
Ho letto in un’altra vostra pagina che c’è da firmare una petizione…potete dirmi quale e per cosa? Dove si firma?
Anch’io vorrei che ci fosse un comitato, un’associazione delle madri che veramente serva a qualcosa, protegga, serva a portare avanti proposte di legge che aiutino a migliorare la situazione dei bambini, a tutelarli veramente nella loro crescita serena…tutto quello che c’è ora mi sembra un peggioramento rispetto alla legge precedente, che rende difficile la vita dei bambini…
a leggere tutto, resto veramente scoraggiata…
se non vengono, ripeto, aiutate veramente come dovrebbero nemmeno quelle madri che hanno subito reati riconosciuti dalla legge…

Carissime mamme,
arrivare a questo sito per cercare altre mamme disperate con cui condividere un dolore immenso è davvero perchè si ha bisogno di sentirsi parte di qualche cosa, sentire il bisogno di essere capita.
sposata da molti anni non potevamo avere bimbi e il nostro rapporto con il tempo non ha retto e siamo entrati in crisi, ma la vita riserva sorprese immense, così è stato per noi l’arrivo del nostro bebè meraviglioso.
Ma subito dopo l’abbandono da parte di mio marito e di tutta la sua famiglia (ovviamente schierata da parte sua), nel momento più delicato della vita di una donna è stato dolorosissimo e ancora porto enormi ferite… da li i suoi terribili giochi psicologici, urla, mortificzioni dirette a me, azioni di violenza in casa, soprattutto davanti al piccolo. troppo da sopportare, con immenso dolore ho iniziata la pratica di separazione (difendere e proteggere il mio cucciolo è l’unica cosa giusta da fare).
il mio bimbo il padre lo vede, ma per me è una pugnalata nel cuore, perchè lui non mostra nessun rispetto nei nostri confronti nemmeno nelle poche ore in cui viene a casa.
E’ capace di farmi sentire una fallita, una che non vale nulla, sono talmente sensibile che se ne approfitta… ma la cosa più angosciante è che a vederlo sembra l’agnellino che a casa di scatena in lupo, mentre io sembro la nevrastenica. Peccato che quella che non dorme mai e non stacca nemmeno cinque minuti SONO SOLO IO sono completamente solo a crescere, educare e accudire il mio tesoro (lui dov’è?).
Aggiungiamo che ho l’incubo di aver perso il mio lavoro perchè la ditta ha chiuso…non so dove sbattere la testa. Ma non mi abbatto… sono davvero una madrecoraggio.
auguri a tutte le mamme speciali che stanno attraversando immense difficoltà.

mi chiamo flo, sono il direttore di questo blog e voi che scrivete siete le madri coraggio di cui desidero gridare il dolore perchè qualcuno se ne occupi. Tu sei una madre coraggio. Spero che il Signore ti aiuti a trovare una nuova occupazione, ma ricorda una cosa sonia, madre coraggio. Devi trovare dentro di te una forza ancora più grande, che ti dia la voglia di curarti, di essere bella, di credere che vali, vali tanto, al punto da essere riuscita a dare la vita. Vedrai, che tuo figlio sarà un gran figlio se vedrà una madre che si risolleva, si lecca le ferite e riparte e ricomincia a sorridere. Grazie sonia, ce la farai, le croci ci rafforzano. E non dimenticare un giorno, quando sarai più tranquilla, di aiutare le tante donne che hanno bisogno di un tuo conforto

Scusate lo sfogo di golore, certo non mollare è la cosa giusta, ma non ce la faccio più.domani ho la firma per la separazione e so che è ormai l’unica cosa da fare ma dopo una vita insieme a mio marito non accetto dentro di me il fallimento, non accetto di non avere nessuno con cui condividera la gioia della crescita del mio bimbo, che una famiglia la meritava davvero,non accetto di essere sola, non accetto di aver dedicato metà della mia vita in un rapporto che proprio mentre si completava con l’arrivo del bimbo si è sciolto come neve al sole. NO!
so che ci sono situazioni peggiori ma non mi è di coraggio quando vedo gli occhioni sorridenti del mio piccolo perchè mi sento di non potergli dare quello che al mondo conta davvero UNA VERA FAMIGLIA ,come quella che ho avuto io. Ora è piccolo ma stà crescendo velocemente e la mancanza del papà lo farà sentire diverso, e prego ogni giorno di riprendermi per potergli spiegare il perchè, e di sapergli dare tanto amore anche per quella figura mancante.
Comunque grazie.

mi dispiace molto, non è una situazione che hai voluto tu, ed è normale che tu soffra perchè hai riposto tutte le tue speranze in questo rapporto. Ci vuole tempo per elaborare il lutto del matrimonio. Ma il matrimonio è veramente finito? Lui non ha alcuna voglia di cambiare? Non ha mostrato alcun segno di pentimento, di richiesta di perdono perdono? Se ci sono stati atti di violenza è molto difficile tornare indietro e riprendere la fiducia, Ma mi sembra di aver capito che tuo marito non lo voglia. E allora piangi, piangi pure, ma domani presentati bella e dignitosa, perchè devi difendere la tua dignità di donna oltraggiata per te stessa e per tuo figlio a cui darai tanto amore e a cui insegnerai quello che non hanno insegnato a tuo marito: amore e rispetto per le donne. E il tuo dolore sarà ricompensato. coraggio, hai la vita davanti. flo

Ho letto con profondo dolore le cose che srivette.
La mia e’ una lunga storia piena di violenze ,dolore, sofferenze e ingiustizie che nn finisce piu’ da 14 anni.
Mi sono separata e poi divorziata dopo 6 anni di matrimonio e tre figli.Lui era violento con me e con i bambini,nella sua famiglia lo sapevano ma si facceva silenzio,nella mia anche i mi si incoraggiava a manterere il matrimonio per io bene dei figli.Non ho mai dennunciato le violenze subbite perche ero da sola in Italia,nn avevo famiglia qua,non lavoravo ero giovane e nn sapevo come muovermi legalmente.
Finalmente mi sono separata in Spagna e i miei figli sono rimasti con me.Lui nn ha mai accetato questa separazione e ha fatto diventsre la mia vita un incubo,subbivo ancora minace e insulti in continuazione,usava i mie figli e i mie parenti er fare la vittima e cercare di farmi apparire come una squillibrata,una sgualdrina e per fino una drogata.Mai in vita mia ho fatto niente per che lui potesse dire queste cose di me,ma andava avanti nel tempo creando dubbi,faccendo rumore per distorsionare la verita.In Spagna e’ stato condannato per minacce e insulti verso di me e questo invece di fermarlo lo ha imbestiallito ancora di piu’.Tanto che ogni cosa rivolta a me era solo per vendetta.Ha continuato il suo gioco di potere per tutti questi anni.Io lo avevo lasciato e lui come padre padrone nn poteva subbire questa umigliazzione.Per anni si e’ lavorato i mie figli mettendomeli contro cosi come ai mie parente,che per mentalita ed educazione molto simile a quella di mio exmarito davanno torto a me,pur sapendo i maltrattamenti che avevo subbito,so che e’ una situazione difficile da credere,ma oggi so che l,ignoranza a la mentalita stretta e maschilista sono le cose piu’ difficili da combattere(mio padre sapeva che mi picchiava ma lo giustificava e dava colpa a me)Incredibile ma certo.Non era mio exmarito a fare del male picchiando e urlando come un disperato,no,ero io che sbagliavo a non voler piu’ subbire queste violenze.la missione della donna e’ mantenere la famiglia unita .Non e’ assurdo?Quando uno dei partner perde il rispetto per l,altro,oer i figli e anche per se stesso che unione famigliare c,e?La violenza non e amica dell,amore,non c,e piu’ coppia per che fare finta che non succede niente? per i figli?Propio per i mie figli mi sono separata.Non volevo che la violenza,gli urli,gli insulti fossero parte della sua vita.Ma secondo tanti sbagliavo pero mi sono fatta avanti lo stesso e mi sono separata..inconsapevole completamente che quello che pensavo fosse la fine del incubo..era solo l.inizio d,un altro incubo molto piu’pesante.
Durante gli anni posteriori alla separazione mi ha resso la vitas impossibile,gia mi occupavo pratticamente da sola dalla crescita ed educazione dei mie figli.perche lui lli vedeva solo un fine settimana al mese,pero in questo piccolo periodo di tempo che passava con i bambini riusciva a distruggere l,equilibrio che io cercavo di costruire con loroe mi li riportava ridotti male,irritati,agressivi e contro di me.Due anni fa aprofittando di una situazione particolare che si viveva in famiglia mi ha fatto una denuncia penale per maltrattamento e abbandono ai mie figli.Fatto completamente falso che poi con le indagini si e’ verificato falso.Ma aveva gia cercato di incastarmi e farmi finire in prigione,cosa non accaduta perche mi hanno dichiara innocente.Ma lui ha ottenuto diffamarmi,creare dubbi,farmi perdere il lavoro,la estabilita,economica,la estabilita emozionale,allontanare da me i mie parenti e farmi firmare un accordo di avere lui la qustodia provisoria dei nostri figli.Questa qustodia provisoria l,ha fatta diventare definitiva per una serie di trabbochetti legali e giri di tempo giocando con i tempi della processali e la difficolta delle leggi internazionali.Per non parlare de gli errori commessi sia per parte della istutuzioni spagnole sia per parte di quelle italiane,tutto provato per posteriori sentenze.Pero e’ rimasto un solo fatto,pese che lui non ha datto retta alle sentenze che mi permettevano stare con i mie figli e avere il mio regime di visia.Lui si e’ impossesato literalmente dei mie figli non permettendomi vederli per molti messi.Adesso sono in Italia,cercando di far compiere queste sentenze e vedere i mie figli,a uno lo vedo ogni 15 giorni alla bambina di 14 anni non la vedo da piu’ di 2 anni salvo sporadiche volte quando vado a prendere il bambino.La bambina da quando e’ nata ha vissuto semore com me e tutto ad un tratto non mi vuole piu’ vedere.Non sono riuscita ancora a farla visitare da un specialista per verificare cosa gli sta succedendo,perche questo riffiuto.e da quasi un anno che lui deve provedere a chiarire questa situazione ma non fa niente…e i tempi giudiziri sono molto lenti,lo sapiamo tutti.Quando vado a prendere mio figlio cerca sempre di umilliarmi,provocarmi e quant,altro per farmi saltare e avere una giustificazione.Lui vive per farmi del male ancora oggi.Ho visitato diversi specialisti e tutti mi dicono che puo essere una persona disturbata e un sadico,pero nn si puo provare perche non e’ stato sottomesso a nessun tipo di essame.
Mio figlio mi racconta de gli episodi di violenza verso di lui,ma come nn ci sono segni fisici non lo posso dimostrare.E io cerco di sopravivere a questa situazione per essere vicina ai mie figli,per essere un punto di apoggio per loro,per non crollare.Perche se io crollo chi sta vicino ai mie figli,chi cerchera di diffenderli?Non posso lasciarli nelle mani di questo personaggio che ha dannegiato tanto a tante persone.Non lo posso fermare,non posso diffendere i mie figli.Non posso portarli d aun speccialista senza il suo consenso,non posso far intervenire servizi per paura a perdere il diritto a vedere a mio figlio o per nn crearli a questi bambini altri traumi.Allora cosa posso fare?I mie figli sono nelle mani di un mostruo(non dimostrato)e io devo aspettare a cosa?Adesso non ci sono segni di violenza fisica ,devo aspettare che li spachi la testa perche ci siano?E i segni di violenza psicologica?sono molto difficili da dimostrare e chi sono io una santa martire che devo vedere cosa accade e non posso manifestarlo perche non ci sono prove?Perche tutti sono solidari e fanno ed strafanno a fatto compiuto quando gia le disgrazie sono irreparabili?Non so piu’ con chi parlare a chi accudire.La complessita del caso e tanta che sto essaurendo le vie di uscita,tutto si complica,manca il lavoro,mancano i soldila fortaleza fisica.le risorse animiche.Lui continua il suo maltratto verso di me s traverso il tempo ma cosa vuoi che sia e solo maltratto psicologico che non si puo dimostrare.
Grazie per questa oportunita’ di poter esprimere tutto il mio dolore.

posto questo link qui, penso sia doveroso sapere

http://traccediumano.blog.rassegna.it/2010/10/13/559-alla-destra-piace-la-violenza-sui-minori/

E sì, è così, ormai è parecchio che si sa, ma i punti controversi sono vari…grazie…flo

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