Mamme Coraggio

CASA FAMIGLIA: ASPETTAMI. Quando ad Erode gli facciamo un baffo

Posted on: 21 marzo 2010


Nel momento in cui scrivo, in un antico borgo sul mare, una mamma (tra tante), sta soffrendo, Anche un bambino (tra tanti), sta soffendo, è impaurito, frastornato e non sa cosa ne sarà di lui.

Sara e Matteo, li chiameremo così.

Lei minuta, occhi neri, resi più scuri dall’ombra del dolore che è poggiato lì . Esile, ma forte, una mamma coraggio, che ama il suo piccolo e vuole che cresca sano, robusto e libero. Soprattutto libero. Che diventi un uomo, un vero uomo, capace di amare. Ma soprattutto che diventi un uomo buono.
Ha tanti sogni per lui. E sono tutti sogni belli.

Lui alto biondo, gli occhi neri della madre, la stessa ombra che li ricopre. Ha nove anni, ama la scuola, gli amici ed il calcio, il grande calcio. Sua madre è tutto per lui: la sua vita, il suo respiro stesso, la sua forza, la sua sicurezza.

Sara e Matteo sono soli. Abitano in una piccola casa bianca con le imposte verdi, un giardinetto intorno, pieno di fiori, con la palla sempre in mezzo, perché Matteo adora (come tutti i bambini italiani) il calcio. Sogna di giocare con Totti, guarda tutte le partite ed urla di felicità quando la sua squadra segna.

A pochi metri da loro, vivono i nonni materni, Maria, minuta come la figlia e grande cuoca, Giuseppe, un gran lavoratore, un imprenditore, di poche parole, ma dal cuore grande.

Matteo spesso si ritrova con i nonni ed uno zio, il fratello della mamma, che lui adora perché è giovane e lo porta a vedere le partite. Da lui scrocca pure qualche euro per le figurine. Questo è il suo mondo sin dalla nascita perché la sua amata madre rimase giovanissima incinta di un uomo che la abbandonò appena saputo della gravidanza.

Sara e Matteo hanno imparato a cavarsela, aiutati ed appoggiati dalla braccia forti dei nonni. Sara ha trovato un buon lavoro e ha cresciuto Matteo nel migliore dei modi.

Sara e Matteo erano felici insieme. Capitava spesso di vederli correre giù sulla stradina che conduce alla spiaggia, acchiapparsi e buttarsi sulla sabbia rotolandosi e ridendo fino alle lacrime. Il loro cuore scoppiava di gioia…

Piccolo mio ti voglio bene” gli sussurrava Sara e Matteo sentiva il cuore battergli d’amore.

Un giorno, quando Matteo aveva circa quattro anni, il padre (io lo definirei ‘biologico’ perchè ho tutt’altra idea di paternità) decise che era giunta l’ora di conoscere quel figlio che non aveva mai voluto. Entrò nella vita della madre e di Matteo come un uragano.

In tempi non tanto lontani, Matteo sarebbe stato figlio illegittimo, perché nato fuori da una relazione matrimoniale, non avrebbe avuto gli stessi diritti dei figli legittimi, avrebbe sofferto per il rifiuto, e ne sarebbe stato segnato per la vita.

Meglio sarebbe stato! Meglio per lui continuare ad essere figlio non voluto!

Ed invece le nuove leggi, che hanno portato tanti benefici ai figli illegittimi, hanno recato la possibilità per il padre che non si è mai sognato di occuparsi, neanche nell’anticamera del cervello, del figlio, di potersi riprendere tutti i diritti che aveva volontariamente rifiutato e cioè di divenire a pieno titolo ‘padre’, con la conseguenza di avere gli stessi diritti della madre.

Madre che l’ha tenuto nel grembo, che ha trascorso nove mesi da sola a sostenere controlli medici e tutto quello che concerne una gravidanza. Madre che l’ha partorito da sola, senza il sostegno del compagno. Madre che l’ha cresciuto, che ha vissuto le angosce per una malattia e le gioie dei primi passi completamente senza il supporto del padre di suo figlio.

Non parliamo della situazione economica, non la nominiamo neppure, perché è all’ultimo posto delle priorità in questa storia, visto che i nonni hanno provveduto abbondantemente ed a larghe mani, cercando di fare il meglio per amore, solo per amore.

Insomma, dicevamo che il padre entrò nella vita di Matteo, con tutti i bolli, con tutte le carte burocratiche a posto, con l’arroganza data dai suoi diritti riconosciuti. Chissà se a questo lo spinse il fatto che Sara aveva da poco conosciuto un uomo, che sembrava voler entrare nella vita sua e di Matteo! Questo non lo sapremo mai, ma il dubbio che il padre biologico fosse preso da un attacco di gelosia e dalla voglia di distruggere la madre di suo figlio, rimane. Si rimane.

Qualsiasi uomo, preso da rimorso per aver abbandonato una donna e suo figlio nel momento del maggior bisogno, avrebbe prima di tutto chiesto perdono alla madre di suo figlio e avrebbe cercato di rientrare nella loro vita o perlomeno nella vita del bambino, a passi felpati. Ora dopo ora, giorno dopo giorno, mese dopo mese, con una gradualità dovuta alla situazione, avrebbe pian piano conquistato suo figlio e forse avrebbe avuto la grande gioia di sentirsi chiamare ‘papà’.

Qualsiasi uomo dotato di buon senso si sarebbe comportato così.

Invece il padre di Matteo costrinse il bambino, che non provava alcun tipo di affetto per lui, a incontri sempre più frequenti ed obbligati.
Fino a quando Matteo, non solo non voleva più incontrare il padre, ma cominciò a mostrare particolari disturbi ed a raccontare fatti strani, episodi inquietanti e iniziò a rivelare una perseveranza nel rifiutare gli incontri, urlando il proprio dissenso a più non posso, fino al punto di sentirsi male.

A suon di tribunale penale, tribunale civile, i giorni trascorrevano con dolore ansia e una improvvisa paura di non poter tutelare il bambino.

Inizialmente i servizi sociali della zona guardarono con sospetto l’atteggiamento del bambino, ipotizzando che probabilmente la colpa fosse da attribuire alla madre che influenzava Matteo nella scelta di non vedere il padre. Così cominciarono ad inviare al giudice preposto le loro osservazioni e contribuirono di certo a far sì che Sara fosse considerata una donna che non permetteva la ripresa della relazione tra padre e figlio.

In seguito si resero conto dell’errore, ma era troppo tardi. Cercarono di rimediare inviando, sempre al giudice, i nuovi dati emersi, che ponevano molti dubbi sulla salute mentale dell’uomo, supportati anche da una diagnosi che un centro di psichiatria infantile aveva effettuato su Matteo, gettando ombre su ciò che poteva aver subito dal padre.

Fu tutto inutile. Ormai la diagnosi era fatta: sindrome di PAS, la famigerata ed onnipresente sindrome di PAS.

Anni a difendersi, a difendere Matteo.

Proprio negli ultimi mesi la situazione è precipitata. Un giudice minorile ha fatto sentenze su sentenze: in una dava la podestà ad entrambi, in un’ altra, ha tolto la podestà alla madre ed ha deciso che il bambino doveva andare a vivere dal padre, poi al rifiuto delle forze dell’ordine di prendere Matteo con la forza, ha deciso che il bambino sarebbe andato in casa famiglia, poi si è convinto in una nuova udienza che forse Sara non è poi così orribile e che forse il padre non è poi così sano e ha ‘concesso’ di nuovo la podestà alla madre.

Neanche il tempo di riprendersi, neanche una settimana dopo, sempre lo stesso giudice, ha pensato bene che la madre stessa dovesse accompagnare Matteo in casa famiglia.

Saggia decisione, vero?
Qualsiasi madre degna di questo nome avrebbe ubbidito vero?
Voi lo avreste fatto, vero?

Immaginate la scena: una madre che tutta felice porta il bambino in una casa che si chiama famiglia, ma dove la famiglia non c’è, come se lo portasse in vacanza al mare.

Per quanto tempo poi dovrebbe rimanere?
Sei mesi. Che volete che siano sei stupidi mesi?

Mamme, voi che avete i vostri gioielli (così li chiamava la madre dei Gracchi), in case famiglia, sei mesi, sono sei mesi, o diventano anni?

Mamme, con quale animo una madre può percorrere la strada verso quella casa, portando suo figlio, sangue del suo sangue, vita della sua vita, in un posto da cui lei sarà esclusa per non so quanto tempo?

Abramo ed Isacco. Ma Abramo ritornò a casa col figlio.

Mi sovviene la favola di Hansel e Gretel, la casa della strega travestita da vecchia…la casa famiglia.

Rispetto la funzione ed il lavoro di chi dirige le case famiglia, alcune sono persone splendide, eccezionali, ma credetemi, quando arrivano bambini che ingiustamente sono destinati alle case famiglia, sono loro stessi, gli operatori, a piangere di dolore, di compassione, perchè sanno che quei bimbi dovrebbero stare con la loro mamma.

La casa famiglia dovrebbe accogliere chi è appunto senza famiglia o perché proprio non cel’ha o perché è così disgraziata e pericolosa che è meglio non avercela una famiglia.

La casa famiglia può salvare tanti, tanti bambini.

Ma vi prego il bimbo che una casa ce l’ha, che è circondato d’amore e d’affetto, vi prego, non può essere allontanato dal suo mondo.

E Matteo una casa ce l’ha.

Una casa dove, ad accoglierlo all’uscita da scuola c’è la sua splendida mamma.

E chissà, forse un giorno Matteo potrà avere un vero papà, non il papà biologico, ma un papà vero, che ami lui e la sua mamma.

Lasciate Matteo alla sua casa, ai suoi amici, ai suoi nonni, alla sua vita.

In questo momento però, Matteo è triste ed ha paura. Sa che verranno a portarlo via.

Mamma non mi mandare via, mamma, mammina, aiutami“.

FLO, IL DIRETTORE

Annunci

51 Risposte to "CASA FAMIGLIA: ASPETTAMI. Quando ad Erode gli facciamo un baffo"

Che vergogna! Che danno fanno ai bambini … Non riesco proprio a concepire una cosa di questo genere!

Penso un idea sarebbe di riunire tutti i giovani usciti da casafamiglia e farli parlare in tv, per fare capire quanto danno è stato fatto a questi ragazzi. Non c’è modo di riunirli?? Farli comparire insieme da qualche parte?

Seitis

Dite la vostra, poi la strada la troviamo. Insieme.

Sto vedendo cosa si pùo fare in questo senso.

Bisognerebbe trovare giovani, usciti da casafamiglia, disposti a parlare, informare il pubblico degli orrori di cosa sta succedendo.

Seitis

Sì ma…non diamo suggerimenti ad altri che potrebbero usarli per altri fini…

VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA…ma vogliamo reagire si o no a queste schifezze immorali ai danni di bambini che non possono difendersi? Vogliamo smettere di condannare le donne e le madri solo perchè di sesso femminile?
Questo è razzismo.

Sono allibita da questo racconto che ritengo verissimo.
Inizio col dire che un URAGANO di violenza è entrato nella vita di Sara, una violenza inaudita, tanto da sconvolgere la normalità di una vita tranquilla.
Dopo anni di assenza,un padre , che si ricorda di avere un figlio , quando ne sente il rimorso, sà di non essere stato al fianco di una giovane donna, che hà partorito e portato a termine la gravidanza da sola, senza il sostegno del compagno.
Un uomo Padre/Padrone, che vuole a tutti i costi l’amore di un bambino, ma l’amore non lo si compra, nasce dal cuore dall’affetto che un VERO genitore sà dare.
Un Giudice che mostra la sua POTENZA / PREPOTENZA obbligando un bambino , ad accettare suo malgrado la presenza di un uomo a lui sconosciuto.
Infine l’obbligo di portare in una casa/famiglia che di casa hà ben poco , costringendolo tra vari e insensati ripensamenti, un bambino che hà avuto una vita più che felice con la mamma, con i nonni e con lo zio che lo hanno cresciuto con tanto e tanto amore
Che dire?
Questa vicenda hà del grottesco, tutto ad un tratto, la madre NON è capace di essere madre.
Il padre dapprima è un bravo Papà, che in un breve lasso di tempo, si scopre inadeguato fare il Padre.
Ma chi sono questi Signori per decidere se la madre è una buona madre o meno?
Hanno avuto modo di vedere di frequentare Sara e Matteo, per decidere se cè serenità ie armonia tra di loro e in famiglia ?
Un bambino non è un pacco postale da spedire un pò di quà e un pò di là, un bambino và rispettato proprio perchè è una persona con i suoi diritti e non un gioco da tirare a dadi.
Quanto male sanno fare i grandi.

dici bene: quanto male sanno fare i grandi. E’ una storia vera e vero il grido del bimbo.

Vergogna!Da correre a sriscia la notizia!E poi subito far tornare il piccolo nelle braccia di sua mamma!Ma che l’ha partorito il padre?Che il Gidice rimetta tutto al suo ordine.spero velocemente!Da chiedere danni morali e materiali!danni biologici!Quei poveri nonni pensate anche a loro!!!!

troppo dolore per questo bimbo e la sua famiglia! Vi farò sapere come si evolve la situazione. Intanto non può andare a scuola perché c’è il rischio che l bimbo possa essere prelevato dalle forze dell’ordine se ci sarà un mandato.

Lo stato,gli organi competenti, dicono che lo fanno x il bene dei minori! in certi casi*si ! in altri è devastante sia x il minore che x il genitore/i x non parlare a livello psicologico !! la legge va cambiata non è ammissibile; gli assistenti sociali ! non tutti competenti. Va cambiata la legge? SI invece che aiutare la donna !i genitori se indigenti tolgono i figli e li danno in affido assegnando 1 mensile a 1 famiglia che economicamente stanno bene!! x il mantenimento del minore o in tanti altri casi messi in 1 struttura con tutte le ripercussioni destabilizzanti,dove è il diritto? Dove è il rispetto?Di chi? A chi? Si chiedono se questi bambini sono sereni e contenti? Aiutare la donna se ha delle difficoltà e potere crescere e seguire i figli con tutto l’amore che solo 1 madre può dare, ecco in quale senso dico che la legge è disfattista.

No non è giusto togliere il figlio ad 1 madre lo stato deve rivedere la legge, non è concepibile ! già ! lo stato… dove in prevalenza sono uomini !!!! che ci si può aspettare ! questa è 1 violazione di 1 diritto naturale e non sindacato dalla legge al maschile è vergognoso !! mi dispiace che questa discussione avvenga in questo modo e non a tu x tu, ma soprattutto dirlo in faccia ai giudici, che ne sanno loro ! del parto aspettare 1 figlio che con tutto il tuo essere non vedi l’ ora di averlo fra le braccia di allattarlo cullarlo e giorno dopo giorno accudirlo e ti preoccupi se stanno male poi crescendo li segui nei comportamenti e nella educazione ! e in questo! certi maschietti sono latenti. Arriva 1 giorno che ti piantano x andarsene con 1 altra e si disfa la famiglia ! che bello!! la donna si trova da sola a sobbarcarsi di tutto, a pensare al figlio andare a lavorare con tutte le difficoltà risapute !! nel mondo del lavoro cercando il modo di farcela, al’ improvviso ritorna l’x e vuole il diritto di paternità, si comincia la contesa le ripicche le liti fino ad arrivare al punto di chiedere che gli venga affidato adducendo che lei non è in grado non ha i mezzi o ancora peggio che non è 1 buona madre !! certo lui è 1 buon padre ???? La diatriba continua fino a quando qualcuno chiama gli assistenti sociali ! ( bravi questi???) se avete notato la maggior parte donne ( e parte di loro sono vecchie zitelle inacidite) che nemmeno sanno cosa vuole dire essere MADRI* (so che è contraddittorio dire questo in questo!! contesto che si parla a difesa della donna ) ma è 1 realtà ; da qui parte l’iter fino ad arrivare davanti ad 1 giudice, vagliata la situazione, ( non generalizzando) a secondo della condizione della donna e vagliando la situazione del’ uomo*decreta l’ affidamento coatto togliendo il figlio alla madre e ai familiari >nonni, zii; si inizia il calvario !! il figlio/a in 1 casa/famiglia e la madre straziata dal dolore a sopportarsi tutto, cercando di tutto x riaverlo, senza pensare in 1 bambino/a le conseguenze a livello psicologico che effetti produce !! dopo tutto questo ! ( non posso precisare i tempi) l’ uomo pretende l’ affidamento !! si arriva al’ udienza; se il giudice* vagliate le condizioni ( secondo loro + idonee ) a livello finanziario gli lo affidano* fregandosene dei sentimenti, del distacco dalla madre, della sofferenza del figlio/a e dei traumi che si porterà dietro. QUESTA E’ LEGGE !! la LEGGE di CHI????

Posso solo essere solidale con la mamma e il piccolo che soffrono ingiustamente, secondo me. La casa famiglia è certo un bene se non c’è nessuno che si occupi del bambino, ma se c’è la madre, è una crudeltà palese separare due esseri che si amano e che hanno un nido accogliente.
Tanti, tanti auguri per un’ottima soluzione.
Rosanna Rossi

purtroppo tanti bimbi sono nella stessa situazione o già in case famiglia. Chi li aiuterà?

Io con mio figlio siamo passati da una comunità alloggio…ed è una cosa che non auguro neanche al mio peggior nemico…
Purtroppo questo costantemente mi fa paura essendo costretta a vivere un incubo simile, è un ricatto morale che mi accompagna..pur avendo coscienza di quello che daccio per il mio bambino e per la donna che sono.. mi trovo a dover contrastare un ex marito che sfrutta il figlio, e palesa il suo disinteresse in tutti i suoi comportamenti verso il figlio, l’interesse viene solo se per fare dispetto a me..

tutto cio è un orrore senza fine, ma coloro che si occupano dei minori sono dei mostri?

sono persone che non sanno più riconoscere quale sia la verità e prendono lucciole per lanterne.

Con tutte le leggi e leggine che vara questo governo per non fare i processi, perchè non si preoccupa un pò dei problemi della povera gente, dei problemi che questa legge sull’affido condiviso sta producendo in tante coppie separate?
Ma già…non vedete come un giorno si e l’altro pure, in alcune reti televisive si fa propaganda a certi gruppi maschilisti…i mariti a sentir loro sono tutti con le pezze al sedere mentre le moglie fanno le “signore” coi loro soldi…peccato che la realtà sia ben lontana!
Ho conosciuto mariti che non avevano soldi da dare ai figli per mantenerli ma che pagavano l’investigatore privato per controllare la ex moglie e andavano in giro con certe auto che io me le sogno…
Personalmente conosco da sempre mamme separate costrette a fare anche due lavori (quando riescono a trovarli) pur di mantenersi e mantenere i loro figli…quegli uomini separati di cui parla la propaganda maschilista, quelli che mantengono senza fare ostruzionismo i loro figli (lasciamo perdere la moglie!) sono davvero pochi…e sono quelli a cui interessano davvero i figli.
La verità è che questa legge serve a molti uomini per vendicarsi e perseguitare le loro ex (mi appello al diritto di opinione!) USANDO I LORO FIGLI.

Sono anch’io una mamma, che vive quasi lo stesso incubo…io ancora mi domando se “il tribunale dei minori” e i Servizi sociali sono organi che devono tutare i minori?
Perchè permettono a uomini di fare ciò a loro aggrada, fingendosi vittime, a discapito dei propri figli? questi non sono padri..
A malincuore mi dispiace dire che purtroppo queste situazioni, sono anche le cause, di tutti quei casi di mamme che hanno fatto il contrario…e mi dico se queste sistuazioni le diversifichiamo noi che le viviamo…perchè non sono in grado di farlo anche chi in teoria dovrebbero tutelare i nostri figli.

Non vedo proprio in quale modo, facendo soffrire e piangere dei bambini e dei ragazzi, privandoli della loro casa, dei loro amici, giocattoli, parenti, scuole, ecc. si sta facendo qualcosa di buono.

Io vedo la soluzione casafamiglia solo per bambini che non hanno né genitori, né parenti, o che sono morti, o in prigione, ecc.!

E scandaloso procedere in questo modo e non so con quale coraggio queste persone si guardano nello specchio.

ormai è uno slogan dei maschi che le donne vogliono fregarli fingendo cose che non esistono, slogan accettato in pieno da chi ha potere decisionale.

ormai è uno slogan dei maschi quello di dire che le donne si inventano tutto per fregarli, slogn che è stato pienamente accettato da chi ha potere decisionale.

mamme, se avete i figli in casa famiglia, se c’è pericolo che ci vadano , se avete o state subendo violenze ed abusi, lasciate un commento, perché questo blog per farsi sentire e per essere letto dai potenti deve crescere. Grazie.

Fino ad un mese fà mia madre ed io abbiamo fatto i turni tutti i girni per due mesi di fronte alla scuola materna di mio figlio per il terrore che i servizi sociali (completamente pro-padre, ambigui e negazionisti) potessero venire a prenderlo: oltre ad avere pronta la telecamera per riprendere lo scempio (e poi farlo girare in tutto il mondo web e non!!) eravamo pronte a tutto pur di non lasciarlo sequestrare come un delinquente, perchè è così che fanno, umiliandoli innanzi ai compagni e a tutta la gente che guarda…Che schifo!!
Avevo questa paura per strani movimenti delle as in quel periodo, ma non c’era nessun mandato (e invece chi ce l’ha fa bene a non mandare il piccolo a scuola!!!), ho continuato a mandarlo quindi a scuola ma abbiamo vissuto due mesi da incubo…

Ma mio figlio rimane lo stesso uno di quei bambini che il padre e la giustizia stanno continuando a violentare senza vergogna e che “tranquillo”, fino a 18 anni, non lo lasceranno mai!!! E mai ci lasceranno me, mai tranquilla starà nemmeno tutta la mia famiglia distrutta dal dolore…ma noi siamo adulti, lui invece è solo un minuscolo bambino, invisibile ai giudici….

sento che hai una grande forza, nonostante il dramma. Le tue parole possono aiutare quelle madri che forse non hanno il sostegno della famiglia e soccombono. Quindi ti prego di partecipare con i tuoi consigli, di replicare agli interventi anche in questo blog.
Conosco nonni che hanno già pronti i fuochi d’artificio per i 18 anni, perchè finalmente potranno vivere sapendo i loro nipoti e le loro figlie in pace, o forse potranno morire sereni, perchè questi dolori portano presto alla tomba.
Ma noi dobbiamo fare di tutto per salvarli prima. Bisogna essere in tanti.

Sagge parole, mammecoraggio!

VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA…..
Non si possono fare certe cose ad un bambino, che ha meno di 5 anni….E’ violenza, solo violenza ai danni di minori
MA A COSA CAVOLO PENSANO CERTI GIUDICI?
COSA HANNO NEL CUORE CERTI ASSISTENTI SOCIALI?
Viene una moda, quale quella della PAS e da quel momento in poi le madri diventano tutte “malevole”? Ma a cosa servono i Tribunali se non per garantire che le singole situazioni siano valutate caso per caso? Allora chiudiamo i tribunali e facciamo solo le leggi…Tanto decidono le assistenti sociali. Costano pure meno allo stato.
Perchè si dà per scontato che sbagliano solo le madri?
Perchè i padri hanno ragione per antonomasia?
DONNE, MAMME, RIBELLIAMOCI!!! DIFENDIAMO I NOSTRI CUCCIOLI DA CERTI SORPRUSI. LORO HANNO BISOGNO DELLA NOSTRA FORZA E DEL NOSTRO CORAGGIO

E’ un momento difficile per le donne. Non è più tempo di tacere. Pena, l’allontanamento dei figli.

dopo due anni di di sofferenze psicologiche dovute ai comportamenti prepotenti da parte del mio ex compagno abbiamo avuto l’incontro preliminare con il Giudice del tribunale dei minori per l’affidamento di mio figlio chiesto in via esclusiva da me in quanto dal primo incontro con il mio avvocato e l’avv. della controparte per stabilire i tempi e i modi di permanenza con il padre lo stesso non ha voluto acconsentire alle richieste proposte, in questi due anni a livello psicologico sono state strazzianti in quanto il personaggio decideva sul tutto e per tutti, con minacce verbali al quale io non ho mai potuto reagire, mi sono recata presso il comando dei carabinieri e per risposta mi hanno detto che fin quanto non ci sarebbe stata un atto del giudice lui aveva diritto di prendersi suo figlio quando voleva, addirittura di ha denunciato dichiarando che io volevo uccidere il bambino pur di non farglielo vedere, facendo in un secondo tempo una querela per lesioni in quanto un giorno che era andato a prendere il bambino a scuola senza avvertirmi volevo delle spiegazioni e per tutta risposta a iniziato a insultarmi e spintonarmi stava facendomi cadere e mi sono aggrappata alle sue mani e devo averlo graffiato, a quel punto si e’ recato presso un pronto soccorso dove lavora un medico suo conoscente,dichiarando che era stato ferito dalla madre di suo figlio con prognosi di cinque giorni lui prende l’iniziativa di andare a prendere il bambino a scuola senza avvertirmi e senza accordo tra di noi, naturalmente il bambino che non vedeva spesso il padre era felice quando era disponibile per lui,
oggi durante l’udienza preliminare con il G.T. ha presentato ricorso per l’affido esclusivo per lui adducendo che io madre non sono in grado di gestire il mio bambino, e che cerco solo di spillargli dei soldi.
Oggi ha anche riferito al Giudice che il bambino non e’ stato cercato ma e’ arrivato perche’ io non mi sono fatta bene i conti e aggiungendo che questo lui non lo sapra mai.
Stiamo vivendo una situazione angosciante e psicologicamente insostenibile.

è importante che tu recuperi forze e stima in te stessa, se possibile cerca aiuto, esistono degli ottimi centri antiviolennza in cui ci sono ottime psicologhe, che ti sosterranno anche alle udienze. Nel prossimo articolo riprenderò il tema della violenza. Grazie per acver trovato la forza di scrivere e coraggio, non ti abbattere, vivi giorno per giorno. Sei sicuramente una brava madre. Mostrati per quel che vali se li giudice decidesse di far verificare la situazione ai servizi sociali. Un buon avvocato troverà la via migliore.

A questo punto siamo arrivate noi donne, Fina?
Ho letto prima un paragrafo scritto in fb per prendere in giro certi gruppi maschilisti ma che – purtroppo – sono la realtà…

“Le donne mettono i figli contro i padri.

La donna infatti porta un figlio in grembo per nove mesi, nutrendolo, accudendolo nel suo stesso organismo e patendo le pene dell’inferno durante il parto… l’uomo, che contribuisce solo con un singolo spermatozoo per poi non impicciarsi minimamente nei successivi processi gestazionali, deve giustamente avere più diritti sul bambino rispetto alla madre. Quindi la madre è fonte di separazione fra il figlio ed il padre, e la legge ancora non ha riconosciuto tale reato terrrrrrribile!!!!”

Secondo la chiave di svolta devono essere gli assistenti sociali, hanno commesso un errore e quindi ora loro con tutti i mezzi possibili e non possibili devono e sottolineo devono ridare il figlio alla madre, spingendo in tutti i sensi che LORO hanno SBAGLIATO, e che il BENE del bambino è quello di ritornare a casa, nella sua casa. Comunque l’errore che hanno commesso comprometterà per sempre il futuro di quel bambino, per non parlare di quel ‘padre’ biologico. Ma perchè mai nessuno pensa prima al bene dei bambini. Mi auguro che il giudice rifletta bene e prenda una decisione mettendosi nei panni del bambino, le leggi sbagliano ma per questo le decisioni le prende un giudice che è anche PERSONA, e quindi fatto di sentimenti. Prego che gli organi competenti ci mettano il CUORE non solo la mente.
Un bacio e un abbraccio alla mamma e il suo bimbo.
Isabella

Avete visto ieri sera alle IENE la testimonianza delle figlie abusate dal padre, dal nonno e dai componenti di una setta…e la madre,dopo aver denunciato e DOCUMENTATO tutto,compreso con perizie fatte su di lei e sulle bambine da professionisti,non può più vedere le sue figlie nè può più andare a trovarle nel suo paese perchè l’arrestano…
ma la cosa più agghiacciante è che LE FIGLIE SONO STATE AFFIDATE AL LORO STUPRATORE…

e la cosa ancora più vergognosa è che dopo questa notizia così seria hanno fatto vedere il solito papà separato che pulisce le scale per mantenere i suoi figli…
ORA DITEMI: QUANTE MAMME CONOSCETE CHE PER MANTENERE I LORO FIGLI PULISCONO LE SCALE? CENTINAIA DI MIGLIAIA! perchè queste mamme non vengono intervistate? che le TV di Mediaset siano di parte, s’era capito…

condivido le tue riflessioni sulle Iene di quella sera: storie assurde!
Assurdo il servizio sui “poveri papà” a seguire di quella storia allucinante di un comprovato padre incestuoso a cui sono state ugualmente affidate le figlie!! Ancora “poveri papà” maltrattati? la finissero con questa pietosa storia.
mi delude proprio Enrico Lucci (o Luzi?)di cui avevo simpatia e stima: cosa c’entra che il poverino stia lavando le scale in quanto povero perchè “papà separato”: ma se ha dichiarato che i figli sono affidati a lui e vivono con lui allora che c’entra dire che è povero xchè papà?? se deve mantenere solo la moglie allora dicessero povero “marito separato” e non papà: povera la moglie allora, che non ha i figli con lei!!
ma di lei non si è preoccupato nessuno ovviamente.
E poi, come dici tu Marina, è pieno di donne che fanno le pulizie delle scale per mantenere i figli e famiglia ma non mi sembra nessuno le abbia mai compatite.

Ma arriviamo alla cosa più scottante della puntata: ho conosciuto personalmente quella mamma del servizio, è davvero una Mamma Coraggio, sta lottando con forza e dolore da anni per le sue figlie legalmente sottratte dallo Stato e affidate al padre che le ha violentate! Lei è stata accusata della stessa patologia che hanno detto a me, così come l’hanno attribuita alla mamma di quel bimbo italo-americano di Chi l’ha visto (Gabriele), e così come accusano qualsiasi mamma testimone di una violenza sessuale perpetuata dal padre sul figlio: sto parlando della Sindrome di Munchausen per Procura, ovvero una patologia inventata ad hoc (così come la PAS) quando i bambini riportano segni fisici della violenza subita, una patologia che sostiene che i segni glieli avrebbe fatti la mamma per sostenere un’accusa inventata!!!
premetto che la letteratura non riconosce NESSUN caso comprovato di questa patologia (tra l’altro non ancora riconosciuta nel DSM) riferita a questo tipo di denuncia: si tratterebbe di una vera e propria pazzia, pazzia di cui secondo una cara ctu sarei anch’io affetta!! tutto pur di negare l’evidenza e PUNIRTI PER AVER AVUTO IL CORAGGIO DI DENUNCIARE, in uno Stato che si sta muovendo verso la legalizzazione della pedofilia!

questa è la realtà terribile che stiamo vivendo io e mio figlio, così come la mamma del servizio delle Iene, la mamma di Liam, e migliaia di mamme vittime dell’uomo prima, delle istituzioni poi.
un caro saluto a tutte voi

Purtroppo quando ci sono minori di mezzo le cose vengono prese troppo alla leggera. Gli assistenti sociali sono degli incompetenti che altro non fanno che peggiorare le cose. Io ho una paura assurda per me e per la mia bambina, paura che anche nella mia situazione, un padre violento, delinquente, tossicodipendente e assente dalla nascita possa avere i suoi “diritti”. Ma quali diritti poi…
Non è difficil ediventare padri. Essere padri, questo è il difficile.
Bosgonerebbe ricordarlo a queste persone quando devono prendere delle decisioni, perchè un padre, non è tale solo perchè ha contribuito alla procreazione, un padre è tutt’altro.

concordo. oggi poi le mamme non sono credute. Dobbiamo iniziare a far cambiare mentalità.

a proposito di assistenti sociali….all’inizio mi dicono che se la mia piccola di tre anni che ha da poco conosciuto il padre, sinora assente, ha segni di disagio e non vuole allontanarsi con lui, se piange ecc..guai a me se la forzo ad andare.
Poi, a seguito delle continue accuse del padre nei confronti degli assistenti sociali di parteggiare per la madre, improvvisamente cambia versione!!! ora devo costringere mia figlia ad andare anche se urla, scalcia ed è disperata. Motivazione? Molto molto professionale: così il padre può rendersi conto, dopo ore di urla di mia figlia, che ha torto a forzare la situazione!!!! tanto dopo un’ora sarà stanchissima e si addormenterà.
E, visto che non ci penso proprio a fare una cosa del genere alla mia piccola, che si fida di me, immagino che sarò tacciata di ostruzionismo nei confronti del padre, devo aspettarmi una relazione al Giudice in cui aleggi la PAS?

premunisciti rivolgendoti ad un bravo avvocato che si occupa principalmente di questi problemi.

esatto cara diana. una relazione sulla PAS non te la leverà nessuno. ma tu vedi di quale crudeltà sono capaci queste persone e poi hanno il coraggio di dire che lavorano per tutelare l’interesse dei minori!
con l’interesse dei minori ci stanno mangiando tutti,questa è l’unica verità. primi fra tutti quelli che promuono l’affido condiviso e la pas per distruggere le mamme e tutelare i loro interessi economici. che pena mi fanno quelle donne che l’appoggiano.

care mamme è nata una letteratura giuridica di donne che appoggiano la pas. Assurdo. Si trincerano dietro al fatto che le mamme irridono la figura del padre con i figli.
Ne parlerò prossimamente.

meglio rinchiunderli e distruggergli la vita x sempre..mi chiedo che differenza c’è tra la tratta dei bambini che avviene da decenni e strapparli dalle famiglie rinchiudendoli in gabbie pericolose dette “case famiglia”..tutto questo continuerà ad accadere finchè continueranno ad esserci parassiti della società detti “ass.sociali” che danno un prezzo all’infanzia di un bambino al miglior offerente…son numeri x loro non bambini…parlo x dati certi ed esperienza diretta..cominciamo con una denuncia di massa solo così questa “tratta di bambini “può finire..è l’unica soluzione che abbiamo è così che riusciremo a dire basta!!!

credo che sia importante ricominciare a mettere al centro della discussione il BAMBINO e ciò che è realmente bene per lui, e non i suoi egocentrici genitori, forse troppo poco cresciuti e immaturi anche loro, persi dalle proprie frustrazioni e dalle proprie angosce esistenziali.
Non assistenti sociali, ma centri dotati di psicologie specializzati in bambini, delle diverse età, mirati non a punire i genitori, punendo peraltro i bambini, ma ad aiutarli ove non arrivano a fare il meglio per i loro piccoli.
Non si possono fare pagare ai piccoli le stronzate che facciamo noi adulti. E non si salvaguardano i piccoli strappandoli dalle braccia delle loro mamme.

concordo. Ma non esiste il genitore perfetto. Ogni genitore impara ogni giorno e costruisce insieme all’altro ed al piccolo la propria storia. Se ne ha la volontà. Lì dove sussistono gravi problematiche sono importanti questi centri che non si devono sostituire al genitore, ma aiutarlo. Se il bimbo manifesta malessere verso uno dei genitori, malessere grave, va ascoltato e non gli si deve dire come fanno oggi molti assist,: dici bugie.
E non lo si toglie alla madre (o al padre perchè esoistono anche madri violentatrici, sembra una favola, ma non lo è).

centri di psicologi…magari che NON HANNO FIGLI! ma davvero pensi che la psicologia sia una scienza infallibile e che essere dei bravi genitori si impari sui libri che studiano queste persone? sai chi ha tirato in ballo il ricorso massiccio agli psicologi? i genitori (per la maggior parte papà) prepotenti che se ne servono per far del male alle loro ex compagne fregandosene di fare del male anche ai loro figli.

si, ma dove siamo finite noi donne? non si sente altro che di padri separati finiti in miseria a causa di noi terribili arpie (non perchè hanno deciso di mettere al mondo delle creature per le quali chi ama fa dei sacrifici).
La crisi ha colpito tutti, madri, padri e single.
Non si può strumentalizzarla, ai propri fini.
So bene, perchè lo sto sperimentando sulla mia pelle e purtroppo su quella di mia figlia, di tre anni, come funzionano certi ambienti. E’ uno schifo.
Secondo me, però, se noi donne vogliamo cambiare davvero le cose dobbiamo enrare nel nuovo sistema, non starne fuori. Se i centri di psicologi che ci sono ora non funzionano, (perchè di fatto li gestiscono loro), pretendiamo di entrare nella gestione e lottiamo per modificarli secondo equità nel rispetto della dignità del bambino, in primis e poi della pari dignità dei genitori.
Sull’affido condiviso non si tornerà indietro, perciò tutte noi dobbiamo fare un passo avanti e non lasciare in mano dei peggiori la gestione della cosa.

Ciao,
sono l’autore del blog IL CUORE DI ALBERTO. Stiamo lavorando sui responsabili di tale eccidio di bambini. Le notizie sonos convolgenti, poichè di mezzo c’è una macromolecola di istituzioni deviate e ordini religiosi, ufficiali e non e, dulcis in fundo, anche sètte deviate.

La questione deve esplodere al più presto come è esplosa, quasi del tutto, quella della Chiesa deviata e corrotta, con preti e sacerdoti pedofili, ma non così, pedofili violenti e satanici.

E’ un supermercato all’ aperto. I bambini spariscono anche per nessun motivo e vengono ritrovati poi in comunità gestite da logge pseudo-religiose.

ho cercato il blog di alberto ma sia quello sia i link collegati sono stati bloccati dal server dll’ufficio. Ti rintraccerò altrove.

per Marina:
condivido le tue riflessioni sulle Iene di quella sera: storie assurde!
Assurdo il servizio sui “poveri papà” a seguire di quella storia allucinante di un comprovato padre incestuoso a cui sono state ugualmente affidate le figlie!! Ancora “poveri papà” maltrattati? la finissero con questa pietosa storia.
mi delude proprio Enrico Lucci (o Luzi?)di cui avevo simpatia e stima: cosa c’entra che il poverino stia lavando le scale in quanto povero perchè “papà separato”: ma se ha dichiarato che i figli sono affidati a lui e vivono con lui allora che c’entra dire che è povero xchè papà?? se deve mantenere solo la moglie allora dicessero povero “marito separato” e non papà: povera la moglie allora, che non ha i figli con lei!!
ma di lei non si è preoccupato nessuno ovviamente.
E poi, come dici tu Marina, è pieno di donne che fanno le pulizie delle scale per mantenere i figli e famiglia ma non mi sembra nessuno le abbia mai compatite.

Ma arriviamo alla cosa più scottante della puntata: ho conosciuto personalmente quella mamma del servizio, è davvero una Mamma Coraggio, sta lottando con forza e dolore da anni per le sue figlie legalmente sottratte dallo Stato e affidate al padre che le ha violentate! Lei è stata accusata della stessa patologia che hanno detto a me, così come l’hanno attribuita alla mamma di quel bimbo italo-americano di Chi l’ha visto (Gabriele), e così come accusano qualsiasi mamma testimone di una violenza sessuale perpetuata dal padre sul figlio: sto parlando della Sindrome di Munchausen per Procura, ovvero una patologia inventata ad hoc (così come la PAS) quando i bambini riportano segni fisici della violenza subita, una patologia che sostiene che i segni glieli avrebbe fatti la mamma per sostenere un’accusa inventata!!!
premetto che la letteratura non riconosce NESSUN caso comprovato di questa patologia (tra l’altro non ancora riconosciuta nel DSM) riferita a questo tipo di denuncia: si tratterebbe di una vera e propria pazzia, pazzia di cui secondo una cara ctu sarei anch’io affetta!! tutto pur di negare l’evidenza e PUNIRTI PER AVER AVUTO IL CORAGGIO DI DENUNCIARE, in uno Stato che si sta muovendo verso la legalizzazione della pedofilia!

questa è la realtà terribile che stiamo vivendo io e mio figlio, così come la mamma del servizio delle Iene, la mamma di Liam, e migliaia di mamme vittime dell’uomo prima, delle istituzioni poi.
un caro saluto a tutte voi

ancora articoli su articoli anche sulle riviste femminili in cui si dice che i genitori che non si comportano bene devono essere puniti..
E’ talmente un lavaggio del cervello che oramai anche diverse donne si fanno abbagliare da tali affermazioni..
Ma qualcuno si chiede quanta sofferenza comporta una separazione, anche ai genitori? Forse non si è nelle proprie migliori condizioni emotive in certe situazioni, certo, però forse i genitori andrebbero supportati, non PUNITI. Tanto più che la legge sull’affido condiviso sta comportando una vera rivoluzione di pensiero, per la quale non eravamo preparati. I bambini vanno tutelati, sicuramente, ma gli sforzi di tutti i soggetti coinvolti dovrebbero andare nel cercare di favorire, ove non ci siano situazioni di pericolo o di violenza, la vicinanza fisica ed emotiva dei bambini ai propri genitori, non nell’allontanarli al primo sospetto

CARI LETTORI I VOSTRI INTERVENTI SONO LA DIMOSTRAZIONE VIVENTE CHE CIO’ CHE HO MESSO NERO SU BIANCO E’ VERO SIN NELLE VIRGOLE. AUGURIAMOCI CHE QUELLI CHE HANNO TRA LE MANI LA VITA VOSTRA E DEI VOSTRI FIGLI, LEGGANO, LEGGANO E COMINCINO A CAPIRE DA CHE PARTE STA LA VERITA’. PERCHE’ LA VERITA’ ESISTE.
GRAZIE FLO

Buonasera a tutte.
sono ormai tre anni quasi quattro che sono entrata nel tunnel del divertimento e quando ora dopo la ctu tanto sospirata che avrebbe “smascherato” finalmente le intenzioni reali del mio ex compagno padre di mio figlio, che mi ha denunciato, vessato, maltrattato e che ha calpestato la povera psiche di un bambino di 8 anni..ecco, come una doccia fredda come un pugnale nello stomaco la sentenza: PAS. Equivale a dire: BOCCIATA forse Rimandata a settembre per il rotto della cuffia, se l’avvocato e la consulente di parte riescono a fare qualcosa.
Ho paura per il mio piccolo che non vuole vedere il padre violento.
Ma se non hai le denunce tu madre sei alienante,alieni tuo figlio per negargli suo padre. Sei tu la sbagliata.
Lo proteggi e chiedi aiuto, ma le porte sono lontane e il tempo passa e pensi a 12 anni puoi scegliere, ma quattro anni sono lunghi da passare e puo’ succedere di tutto, sei così piccolo ancora…e poi sei già cresciuto in fretta con il dolore più grande della tua età. Perché é dovuto capitare a noi mi chiedo.
Il 7 giugno c’é l’udienza e l’11 é il mio compleanno: ho paura a scartare quel “pacco”.

monica,è dura in questo momento per le madri, speriamo che il tuo avvocato e la tua perita di parte riescano a trovare la chiave per far ragionare chi è ormai pieno di preconcetti. La pas non esiste, o per lo meno non può essere applicata a tutti i casi. Si può chiedere che il bambino venga ascoltato dal giudice, perchè il bambino deve essere l’interlocutore principale per la sua vita. Questa sembra essere la strada, oltretutto è nella carta dei diritti del bambino e non viene mai applicata. Facci sapere come andrà, speriamo che brilli il buon senso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

marzo: 2010
L M M G V S D
    Apr »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Categorie

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: