Mamme Coraggio

IL PICCOLO MATTEO E LA SUA MAMMA COSTRETTI ALL’ESILIO? E’ UNA POSSIBILITA’

Posted on: 22 aprile 2010

Stamattina, 22 aprile, lo splendido sole romano ha accolto, davanti al Tribunale dei Minori, il comitato Vittime della Giustizia Minorile, che è andato a manifestare pacificamente in favore del piccolo Matteo e della sua mamma, di cui ho ampiamente raccontato in due articoli precedenti, lamentando, anzi condannando quanto sta accadendo.

Il forte disappunto del comitato tutto, è dovuto sia all’assurdo decreto di un giudice minorile, supportato dal Collegio tutto (fatto gravissimo, perchè c’è un sentire ed un applicare comune molto pericoloso), di portare il bimbo in casa famiglia , servendosi di ogni mezzo,  sia al blitz a Latina di 14 agenti delle forze dell’ordine (immagino come si siano sentiti i poveri agenti a dover trattare Matteo alla stregua di un boss malavitoso), con cui doveva appunto essere prelevato.

I suoi adorati nonni, i suoi amici, i suoi compagni di classe, ma soprattutto sua madre, non avrebbero più potuto vederlo, sino ad ordini superiori.

Ora Matteo si è rifugiato con la madre in un posto sicuro, in attesa di conoscere i risultati degli ultimi ‘movimenti’ legali.

Dicevo dunque che stamattina erano presenti molti compagni di Matteo, venuti apposta da Latina, con i loro genitori a manifestare , armati di giocosi palloncini bianchi che,  inutile dirlo,  brandivano allegramente come una spada e facevano quello che tutti i bambini sanno e devono fare: giocare.

Giocare anche per Matteo, che non può, per il momento, correre dietro ad un pallone con loro, non può imparare e recitare una poesia o leggere di come nascono gli alberi o quante forme prendano le nuvole in cielo.

C’erano anche i nonni materni, i familiari, gli amici di famiglia, la squadra al completo della pallavolo di Aprilia, composta da giovani campionesse,tra cui la zia di Matteo. Ad affiancarli numerose mamme, che stanno vivendo il dramma feroce dei loro piccoli  già in casa famiglia o con provvedimenti ancora non attuati riguardo proprio la destinazione alla casa famiglia.

Mi ha colpito la compostezza di queste persone, la capacità di controllare il loro dolore, di saperlo raccontare con una dignità, un coraggio, una capacità dialogica, impressionanti. Mi ha colpito l’equilibrio dei nonni materni di Matteo, che hanno mantenuto sempre un atteggiamento più che corretto e niente affatto sguaiato.

Non ho ascoltato quello che si ascolta a qualunque manifestazione si vada: insulti, parole scomposte, linguaggi scurrili che condiscono ogni tanto i discorsi. Ho guardato i loro volti, le loro espressioni e mi dicevo: “Ma gli psicologi, le assistenti sociali, i giudici, li lasciano i loro libri, le loro carte, guardano in faccia le persone di cui devono giudicare, non sanno leggere il cuore, non sanno ascoltare?

Lo so, lo so, le carte sono importanti, non ditelo a me che vivo sommersa da loro, me le trovo in ogni dove e sono da sempre amante dello studio ma, chi non sa leggere il cuore, non  sa leggere le carte.

E mi prendo il permesso di affermare che in questa storia, gli atti non sono stati letti bene e non si è neanche capito da che parte sia la verità.

Perchè la verità esiste.

Ed in questo caso è una : Matteo deve essere rispettato come persona e deve essere ascoltata la sua volontà.

Matteo deve rimanere con sua madre.

Era presente anche la mamma del piccolo Gabriele, strappato alle sue braccia con il suo arresto. Ricordate la storia del bambino che si faceva chiamare Liam, conteso dal padre americano?

L’avevo conosciuta in un sit-in davanti al tribunale penale, forte, con i suoi occhi color ghiaccio, pronta a difendere suo figlio contro tutti, l’ho rivista oggi, magra, i suoi splendidi occhi nascosti da occhiali neri enormi, il volto sofferente, le lacrime pronte ad uscire incontrollate al solo nominargli il figlio.

Può vedere suo figlio ogni tre settimane circa, al buon cuore di chi comanda. Potete immaginare da soli come stia il bambino senza la madre.

Ritornando al comitato, erano presenti Roberta Lerici, responsabile del Movimento per l’infanzia Lazio, che insieme a Carlo Stasolla ha organizzato e diretto la manifestazione, è intervenuto anche il senatore Pedica, che si è informato del motivo della manifestazione ed ha chiesto di conoscere il caso di Matteo.

Erano presenti alcuni giornalisti e una troupe di canale 5 per occuparsi del caso.

Poichè il presidente del tribunale, Melita Cavallo, si trovava all’estero, una piccola delegazione è stata ricevuta dal vice presidente, giudice Isabella Foschini, a cui sono state consegnate circa 2000 firme di persone che appoggiano l’iniziativa in favore di Matteo e a cui sono state riferite le ragioni del contendere. Soprattutto, Roberta Lerici, ha tenuto a sottolineare che il tribunale dei minori sta prendendo troppi provvedimenti in cui i bambini vengono spediti in case famiglia, bambini che non appartengono di certo a famiglie disastrate o con problematiche pericolose.  Ha inoltre detto che si stanno creando dei nuovi orfani, bambini che una mamma ce l’hanno, ma che è come se non ce l’avessero.

Mi domando come questi giudici, che dovrebbero essere l’espressione del buon senso, della giustizia giusta, non arrivino alle stesse conclusioni da soli.

Ma dove vivono? Sulla luna? Comincio a crederlo.

Alla manifestazione erano anche presenti una coppia che ha avuto in affido, sin da piccola, una dolce bimba eritrea, che oggi ha 12 anni.  Le assistenti sociali di un municipio di Roma (tanto mi accorgo, che  la pensano tutte allo stesso modo, in qualsiasi municipio tu vada), hanno pensato bene di allontanarla da questa coppia, che era divenuta il suo mondo e, poichè la ragazzina non vuole ritornare con la sua vera madre, in Italia senza neanche il permesso di soggiorno e con uno stile di vita non adatto ad una bambina (non mi riferisco certo alla povertà), è esistita per lei solo una possibilità:  andare in casa famiglia. Ed in casa famiglia ci sta fino a che non si convince che deve ritornare, dalla sua madre naturale e deve dimenticare, con un colpo di spugna, la coppia che l’ha cresciuta con tanto amore.

Incredibile, nonostante la bimba sia spaventata per le cose che le ha fatto la madre naturale e quindi non voglia vivere con lei, le assistenti sociali insistono: l’opposto di questa storia, in cui Matteo invece deve allontanarsi dalla madre, contro il suo volere. C’è da dire  che nel caso di Matteo anche le assistenti sociali si sono rese conto anche se in ritardo,  che non sia un bene per il piccolo separarsi dalla madre.

Proprio mentre scrivo, vengo a sapere che mentre i parenti tutti erano presenti al sit- in, c’è stato un altro blitz  dei carabinieri a casa del piccolo, voluto dal giudice che ha deciso per Matteo, col chiaro proposito di prelevare Matteo.

Inutile dire che Matteo non era in casa.

FLO, il Direttore

Annunci

13 Risposte to "IL PICCOLO MATTEO E LA SUA MAMMA COSTRETTI ALL’ESILIO? E’ UNA POSSIBILITA’"

Sono Manila Garofalo oggi ero presente alla manifestazione , sono l’affidataria della bimba di 12 anni (che è nata a Roma ma che ha origini Nigeriane (non eritree) che oggi si trova in istituto lontana da tutti i suoi affetti,costretta a non poter vedere ne sentire NESSUNO… grazie di cuore a tutti voi che avete ascoltato con il cuore in mano la storia di questo angelo che oggi è incatenato e non può più volare …Matteo deve retare con sua mamma oggi ho conosciuto la sua famiglia sono distrutti i bambini hanno diritto di vivere una vita serena e spensierata e NESSUNO deve negarglielo diciamo BASTA a queste ingiustizie!!

la mail giusta è questa!

Non potevo venire. Ma sono impegnato su un altro fronte. Quello che mi vede immerso nella ricerca della verità, quella con la V maiuscola.

Pedrchè tanti allontanamenti di minori dalle familie per nessun motivo e con queste mostruose modalità?

Vi dirò una cosa: ripensate, chi ha quel minimo di istruzione per farlo, alle Crociate. Avevano le stese caratteristiche. Pensate ora che effetto farebbe se qualcuno tirasse fuori una storia che alcuni “poteri” del momoento stessero riproponendo un modello avanzato di Crociate.

Stiamo lavorando ai responsabili.

Cara Manila io sono una madre a cui un giudice di Venezia ha portato via 3 bimbi nel 2004 a causa della cattiveria e delle bugie di mia madre che mi ha abbandonato quando ero piccola ,e fatto di tutto ad affinchè io mi portassero via i bimbi…mi sono stati strappati dalle braccia senza alcun motivo…due anni fa ebbi altri 2 bimbi e la assistente sociale ne è venuta a conoscenza e mi è arrivato un provvedimento,ma sono scappata e ora rischio di essere arrestata per sottrazione di minori..queste storie devono finire.Ho scritto anche al presidente dello stato il cui mi ha scritto una lettera rispondendomi che lui non ha i poteri costituzionali o di un intervento e che devo aver fiducia della magistratura perché operano nell’interesse dei minori..Ora dimmi:secondo te come possiamo fermare questa ingiustizia ?E se non comanda il capo dello stato,allora chi comanda ??io non consegnerò mai i miei bimbi a questa gente..grazie e ciao

Inutile dire che casafamiglia è sininima di prigione nella mente di tanti di questi bambini … e che lo vivono come un “dramma” e non come un “aiuto”.

Non c’è modi di riunire le testimonianza dei bambini che hanno purtroppo visutto o che vivono tutt’ora questo tipo di esperienza? Forse a leggere e sentire i bambini parlare proprio con le loro parole, i giudici e psicologi che prescrivono queste cose riuscirebbero a capire meglio?

Emeline, Madri Protettive nel Mondo

Altro commento: Se hanno eliminato i manicomi, proprio perché vivere in comunità è anormale e difficile, come mai non eliminano le casafamiglia? Perché i pazzi dovrebbero trovarsi liberi e i bambini no? A me sembra tornare al mondo di Charles Dickens.

MI HAI LETTO NEL PENSIERO. HO SCRITTO UN NUOVO ARTICOLO STAMATTINA, DI CORSA, MOLTO DI CORSA, MA CON LA MENTE FUNZIONANTE…E ARRABBIATA.

Sono stata una mamma affidataria di una bimb di 5 anni, diversi anni fa. Dopo 9 mesi mi hanno “tolto” la bambina (una storia molto triste e lunga da scrivere). Risultato, l’ho rincontrata sul web, ci siamo sentite e lei vuole tornare a “casa sua”, nella “sua famiglia”: cioè noi, mio marito ed io. Tralascio le cose che ha subito, ma questo è il risultato di come le istituzioni, ancora una volta, hanno fallito il loro progetto di adozione. Chi ripagherà a questa adolescente tutti i danni morali e psichici che ha subito, solo perchè a suo tempo hanno sottovalutato i problemi che avevamo denunciato?
Buona giornata a tutti

Occorre una proposta urgente di legge per limitare fortemente l’accesso alle case famiglia, solo per casi gravissimi , che devono essere specificati nella legge, e accertati con mezzi previsti dalla legge. Non certo ogni volta che si verifica una mera conflittualità tra i genitori e che i padri invocano pretestuosamente la PAS!
Non certo ogni volta che un bimbo manifesta dei problemi ad incontrare il padre!

se passa la legge sull’affido condiviso bis sara ancora peggio. Bisogna muoversi ora.

Lo so, ho letto due delle proposte in ballo. E condivido pienamente.
Bisogna fare arrivare alla gente il grido di dolore di questi bambini e delle loro mamme. E nonni.

CARI LETTORI, UN’OTTIMA NOTIZIA. IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DEI MINORI HA BLOCCATO LA SENTENZA CHE DECIDEVA LA CASA FAMIGLIA PER IL PICCOLO MATTEO. LA VERA GIUSTIZIA HA VINTO!!!!!

EVVIVA!!!!!!!!!!!!!!!!!
Un abbraccio di cuore al piccolo Matteo e alla sua coraggiosa mamma!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

aprile: 2010
L M M G V S D
« Mar   Mag »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Categorie

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: