Mamme Coraggio

Quando il pedofilo e’ in casa

Posted on: 28 aprile 2010


Mi sono resa conto che è sempre bene ricordare e sottolineare che nella maggior parte dei casi di separazione, gli ex coniugi, che rimangono comunque e sempre entrambi genitori, si accordano per provocare meno traumi possibili alla loro prole. Essi devono far fronte a varie problematiche, alla gestione di un nuovo stile di vita, alla nascita di nuove relazioni, alla divisione dei beni comuni, ma soprattutto a saper aiutare i bambini, posti loro malgrado, di fronte alle nuove scelte dei genitori.

I figli delle coppie separate, sicuramente risultano più fragili a livello emotivo e relazionale, sicuramente soffrono per la rottura di un equilibrio che li vedeva al centro di un mondo, che più o meno improvvisamente cambia scenario e panorama.

I genitori, dunque, devono essere pronti a rendere meno traumatico possibile il passaggio ad un nuovo assetto familiare e devono certamente essere entrambi presenti nell’educazione e nel cammino di crescita.

Ciò detto, quando si parla di queste separazioni, fa ridere l’affido condiviso, perchè un padre coscienzioso, sa e comprende che i figli debbono avere una stabilità e riconoscere un luogo preciso come la loro casa. Sa che bisogna rispettare le necessità dei bambini e cercare di essere il più presente e disponibile possibile.

Le madri invece, sanno che i figli amano il loro padre e sono contente che lui si occupi di loro, che le aiuti a risolvere i problemi contingenti che nascono di continuo. Le madri quindi, dal canto loro, stando maggiormente a contatto con i figli, hanno anche il compito di aiutare a mantenere un clima disteso e naturale nelle relazioni col padre.

I figli, che amano entrambi i genitori e che mai potrebbero scegliere tra i due, si devono sentire liberi di frequentarli entrambi, senza eccessive imposizioni di orario. Non c’è nulla di male se i bambini non possono andare tutti i week end col padre, ma non c’è neanche nulla di strano se ci si mette d’accordo di volta in volta, tenendo presente sia le necessità dei figli, sia quelle degli adulti.

Non dovrebbero essere i giudici, i servizi a d organizzare gli incontri, ma i genitori stessi, alla luce di tutte le peculiarità che sono proprie di ciascun nucleo familiare.

Queste coppie che sanno fare il bene dei figli, ma che sanno anche organizzarsi , che sanno continuare a cercare un modo per sostenersi esistono.

Sicuramente mai nessuna separazione sarà priva di questioni da dirimere ( vi racconterei favole), ma persone di buon senso e con capacità di ragionare e di amare possono superare le difficoltà ed imparare ad accordarsi nel miglior modo possibile, anche con momenti di tensione probabilmente superabili.

Tutta questa premessa crolla in toto di fronte ad una serie di separazioni che definire conflittuali è troppo poco.

In alcuni casi, purtroppo sempre più frequenti, i problemi non riguardano solo la relazione tra due persone, ma i rapporti con i figli.

Prendiamo il caso di un marito violento, perchè è di questo che per l’ennesima volta mi voglio occupare. E’ chiaro, che anche una santa Maria Goretti, non riuscirebbe a trovare un punto d’incontro possibile per i figli, se l’ex marito appartiene al club degli uomini malevoli. E’ chiaro che la separazione, non riuscirà ad essere consensuale e, tra giudici, avvocati di parte, capaci di fomentare a più non posso, la situazione, omai lo sappiamo, va a degenerare quando intervengono anche i servizi sociali che, salvatori dei poveri bambini, cercano di barcamenarsi alla meno peggio.

Un uomo violento non è pericoloso solo con la ex moglie, un uomo violento è malevolo sempre e fino in fondo e, da quanto osservo, non vuole il bene di nessuno, neanche dei propri figli.

Con quanta angoscia, una madre, che conosce bene, fin nei più intimi particolari le brutture dell’animo e delle azioni di un uomo violento che le è vissuto accanto, con quanta angoscia dicevo, vede uscire di casa i suoi piccolini per recarsi col padre.

Con quanta paura, paura inascoltata, paura che attanaglia, ma che nessuno riconosce. Inutile affidare le proprie angosce ai servizi sociali: per loro sei semplicemente una madre malevola, che vuole trasmettere il suo odio sui figli, non consentendogli regolari incontri col padre che, chissà perchè, è sempre un povero padre, bistrattato ed ingiustamente offeso.

Inutile sperare in un aiuto dagli avvocati: signora è la legge, e la legge non si discute.

Inutile supplicare il giudice che si occupa del caso: a malapena si legge le carte, ti guarda in faccia, ascolta, ascolta e poi decide che, come dicono i servizi, la signora deve rispettare in ogni modo gli incontri tra padre e figli altrimenti sono guai e che, per favore, si facesse passare tutta questa montagna di odio.

La mamma, ex mogle di un uomo malevolo, cosa può saperne di cosa sia il bene dei figli?

Interessanti sono le famose terapie di coppia, gli incontri presso i servizi con esperti del mestiere, che mettono di fronte vittima e carnefice.

La vittima, se è stata vittima e per anni non si è saputa difendere, come pensate che si sentirà?

Qui uno psicologo in gamba avrebbe molto da raccontare.

Inoltre è bene sottolineare che le paure della madre di fronte ad un uomo malevolo sono alimentate dalle paure dei figli.

E’ questo il punto: tutti pensano che la madre crei paure nei figli nei confronti del padre.

In realtà le paure della madre non nascono solamente dal suo vissuto con l’uomo violento, ma soprattutto da quanto raccontano i bambini, dai loro pianti dal cambiamento di atteggiamento che spesso presentano, dalla volontà di non voler ripetere gli incontri col padre per il grande timore.

Chi ha creato quest’aurea di terrore intorno al povero padre?
LA MADRE, E’ LEI LA COLPEVOLE: su di lei gli indici puntati di avvocati della parte avversa, servizi, ctu, giudici.

Su di lei è puntato anche l’indice del marito malevolo: è lei, solo lei che mi mette contro i figli.

E’ STATA EVA.

Che abbaglio terribile!

Come è possibile dare questa lettura, così poco aderente alla realtà?

Come è possibile che non attraversi la mente di questi competenti e non vi alberghi, la possibilità che i figli sono terrorizzati dal padre perchè il padre è un violento?

Il padre è un violento: può esserlo e incutere terrore a livello psicologico, può esserlo nel linguaggio, può esserlo nei modi.

Può anche nasconderlo molto bene con gli adulti. E tutti a credere che la madre sia una disgraziata.

E quando poi la madre si rende conto che il padre malevolo è anche un uomo che abusa dei suoi figli?

Alcuni leggendo cominceranno a sentirsi la sedia bruciare: ancora con queste storie!

Apriamo gli occhi. Finora si sono nascosti i fatti grazie a periti consenzienti, si sono chiusi i casi e le denunce sono andate a farsi benedire con la scusa che i bambini mentono e dicono le cose suggerite dalla madre.

In primo luogo chi arriva a conclusioni affrettate e rassicuranti non conosce bene le dinamiche che avvengono in una madre che si trova di fronte ad un possibile abuso sui figli.

Prima che la madre apra gli i occhi su una realtà del genere, devono accadere molti , ma molti fatti, devono essere superate tutte le barriere ed i tabù della madre stessa e, se questa riesce a sopravvivere ad un infarto, non può far altro che chiedere aiuto e denunciare.

Denunciare per poi sentirsi dire, dopo che tutti gli esperti hanno parlato, che i bambini sono indotti.

Interessante. Immaginiamo che un bambino senta sempre sua madre ripetere che il papà è cattivo. E’ assolutamente probabile che il bimbo, in tenera età, impari a credere che il padre sia cattivo. Ciò non lo aiuterà di certo a continuare un buon rapporto con lui.

Inmmaginiamo ora una madre convincere il figlio che il padre gli ha fatto questo, gli ha messo quello e quell’altro:scusate non mi va ora di ripetere le cose che si trovano scritte negli incidenti probatori e che annichilebbero qualsiasi persona normale.

Beh, potrebbe essere che una pazza possa riuscire a convincere un figlio di dieci, undici anni e più. Ma sicuramente non può indurre un bambino di tre, quattro, cinque sei anni a racconti del genere, perchè i bambini a quell’età non conoscono quello di cui parlano. O hanno mangiato sin da piccoli latte e film porno?

No, è assolutamente non credibile che una madre abbia indotto il figlio a racconti di abusi sessuali, descritti, vi assicuro, nei minimi particolari, anche se con un linguaggio infantile.

Un altro fatto che mi colpisce e su cui si pone poco l’attenzione, è l’atteggiamento dei bambini, che durante gli incidenti probatori, pur se messi a loro agio, si vergogano moltissimo di quello che raccontano. Non lo fanno come se fosse una filastrocca imparata a memoria.

Asoltare un incidente probatorio di un bambino piccolo è devastante. Ma gli esperti riescono a dimostrare che è tutto falso. E le perizie di parte non vengono prese in considerazione.

Mi voglio ripetere: non è possibile che una madre induca, più o meno consciamente un bambino piccolo a parlare di abusi.

Mamme e bambini in questo caso non mentono, solo che non vengono creduti.

Ma anche se non vengono creduti, la realtà rimane la stessa, non cambia di certo: il bambino è stato abusato.

E questi poveri bimbi verranno costretti ad incontrare i loro padri abusanti con l’avallo della giustizia.

CHI LI DIFENDERA?

Flo il direttore

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25 Risposte to "Quando il pedofilo e’ in casa"

Signora mammacoraggio, visto che i miei post sono da te cancellati e opininioni contrarie alle vostre sono vieteta, siete pregati di non mandarmi le notifiche delle vostre belle discussioni.

come mai ti arrivano le notifiche? ti sei forse iscritto al blog o a qualche gruppo? cancellati e vai a trovare chi condivide le tue idee maschiliste…!

Uno dei più grandi studiosi della materia (Prof. Claudio Foti) scrive:

“Non si può introdurre nella mente di un bambino un falso ricordo che non sia in qualche modo plausibile, già presente nei suoi script interni.

(…) l’adulto abusante trasmette al bambino il messaggio metacomunicativo implicito od esplicito: “Non devi accorgerti che questa è violenza…”, “Non è abuso, tutti i padri lo fanno…”ecc.
(…) c’è un autore della violenza che attraverso la minaccia e il diniego punta a isolare la vittima dalle comunicazioni con il contesto sociale.

La violenza sessuale sui bambini non avrebbe modo di prodursi in modo continuativo se non ci fossero adulti perversi interessati a costruire un cordone di silenzio attorno alle loro prede,
se non ci fossero piccole vittime, incapaci di esplicitare con chiarezza il proprio malessere e,
soprattutto, se non ci fosse un ambiente circostante tendente all’insensibilità e all’indifferenza e scarsamente disponibile all’ascolto dei bambini”.

Ho riportato alcuni passi ma vi consiglio di leggerne di più in un bellissimo articolo di
http://mammissima.blogspot.com/2010/04/lascolto-del-bambino-vittima.html

la violenza sessuale è forse la più grave…ma trovo che sia ampiamente sottovalutata anche quella psicologica: soprattutto se esercitata su un bambino piccolo che non è in grado di catalogare certe informazioni , credo possa creare danni devastanti. I bambini più sani, di fronte a certi comportamenti di padri malevoli, cercano di evitare di incontrarli.
UNA SANA REAZIONE, non trovate?
Che i giudici considerano riprovevole.
Anzi, trovano riprovevoli le madri che cercano di proteggere i loro piccoli, da tutto ciò.
Oggi essere padre è sinonimo di “essere” al di sopra di ogni sospetto. Si potrebbe parlare di immunità paterna. Se poi insiste nel volersi occupare della propria prole, sfioriamo la santità.

mia figlia non è stata molestata: mia figlia di tre anni è stata violentata dal padre, violentata nel senso completo del termine…
lui nega, ovviamente, lui ha cultura, lui ha soldi, lui sa parlare bene.
Io no, non ho tutto questo, e nel paese delle apparenze e delle finzioni a qualcuno è interessata mia figlia??? certo che no: troppo piccola per testimoniare e la mia parola non conta in quanto madre!!
hanno archiviato, nulla è servito che io l’ho beccato, nulla la lettera del terapista della bimba, nulla i sospetti del pediatra, nulla!
avrei fantasticato tutto per conflittualità, conflittualità!! ho speso 30mila euro in avvocati, perizie, ctu, processi, ecc., mi sono rovinata la vita in lacrime per tentare in ogni modo di aiutare la bambina e le sue crisi epilettiche, la sua anoressia,il suo male che tuttora l’accompagna…
per lo Stato questo è un Falso Abuso, per Dio che vede NO, ed in troppi sappiamo quanto purtroppo sia vero!! e sono migliaia i bambini come la mia, migliaia le madri guardate come delinquenti da tutti: non solo nei tribunali anche da troppa gente che dopo l’archiviazione e le cattiverie che con orgoglio ha potuto dire il perverso in giro, ora ho dovuto cambiare paese, ma non città però: devo rimanere vicino al padre della bimba ovviamente, vicino a quell’essere, perchè lui deve incontrarla e tra un pò, mi dicono i cari servizi sociali la riavrà anche per le notti.
(ma questo lo credono loro: nessuno pensasse mai che un popolo di pazzi possa rovinare ulteriormente la vita ad una bambina di sei anni, mia figlia!).
un saluto

no, tua figlia non può rivedere il padre, sarebbe assurdo io ti credo.

Dannatamente vero tutto quello che é scritto in questo articolo, purtroppo. Dannata pure la storia di BettY: tutto questo schifo non si può più tollerare…..qualcosa dovrà succedere per forza!!

Ho conosciuto un caso in cui hanno archiviato nonostante la visita medico legale confermasse la violenza del bimbo subita dal padre: il giudice ha avuto la faccia di scrivere nel suo decreto:
“E chi lo dice che il bambino non sia accidentalmente caduto sopra un corpo contundente?”. Nonostante l’ipocrisia di queste parole e l’assurdità di accettare che certi giudici nostro malgrado esistano, credetemi: è successo tre mesi fà, a Roma.

Forse é proprio vero che i miserabili sub-uomini in questione stiano infiltrati nei luoghi strategici (compresi tribunali e servizi sociali: ho troppi esempi da portare!) per tutelare in pieno le loro perversioni.

Sono passata x lo stesso calvario e so cosa vuol dire…sono ancora le stesse cose… se vuoi scrivermi io ti risponderò volentieri… dobbiamo unirci tutte noi mamme e figli che abbiamo avuto queste ingiustizie e triple violenze e tutta la vita rovinata da dei mostri che nessuno vuole fermare… scrivete tutte uscite fuori UNIAMOCI!!! Vediamo cosa esce fuori….

dove ti scriviamo alba? io spesso vorrei sentirvi in privato ma non so come…..

in un forum privato qualche giorno fa ho trovato questo, ancora ne sono toccata:

“Sono un ragazzo di 19 anni sono maggiorenne ora finalmente posso parlare, non so neppure io perché sto scrivendo e come sono in questo forum…
So solo che quando ero piccolo mio padre mi toccava, prima con le mani poi con altro…provavo dolore ma credevo che tutti i padri fossero così, poi mamma lo capì e successe il finimondo, capii solo così che era una cosa sbagliata.
Avevo sei anni, il giudice non mi ha creduto, disse che sembravo troppo tranquillo, io volevo solo essere forte.
Mia madre sta ancora male, mi hanno staccato da lei i giudici, non ha mai più avuto un uomo, invece colui che sarebbe mio padre si è risposato felicemente per anni.
Sono gay, ma avrei voluto esserlo per mia scelta…la mia vita fa schifo ma so che ce la farò forse, che mi staccherò anche dall’alcool un giorno, che rinascerò in qualche modo, forse. Chissà.
Devo solo recuperare mia madre, voglio aiutarla: ha distrutto la sua vita per salvare me. Se ora io esisto è solo grazie a lei, al suo coraggio, all’esempio che mi ha dato, lei è l’essere più prezioso al mondo.
Due mesi fa chi mi ha sporcato finalmente è morto di ictus e io ora sto ricominciando ad apprezzare la vita perchè mi sento più libero.
Non scriverò più sto partendo per un viaggio, ciao a tutti. Max”.

ciao anita,
non so io ho scritto ieri per la prima volta in questo sito, spero che “mammecoraggio” che credo lo conduce pensavo potesse dare questa possibilità… se scrivete anche qui mi arriva un email che mi avverte… io sono anche su Fb… ma non so se posso lasciare dati qui… chiediamo il permesso a mammecoraggio
Per me ripeto sono disponibile
Un Caro Abbraccio

per me non ci sono problemi, il mio nome è flo

Possimo scrivere tutte sul FORUM Donne e Infanzia…li ci possiomo inviare anche messaggi privati.
Per arginare quelli che vogliono solo dar fastidio, è necessaria la registrazione (dove c’è la faccina gialla)… si riceve una email di conferma nella nostra posta elettronica con un link che bisogna cliccare …
http://infanzia.fullforums.com/login.forum?connexion

Fatto questo, possiamo entrare per sempre nel Forum con il nome scelto e la nostra password e discutere di quello che più ci piace!

Vi aspetto di là, CIAO…
http://infanzia.fullforums.com/login.forum?connexion

Ciao a tutte,
mi sono registrata al FORUM ma non riesco a capire come “muovermi” ci sono molti argomenti è vero… ma non è semplice e chiaro come questo sito… chi non s’intende bene di forum e internet rischia di essere scoraggiata… scusate
e
ancora grazie

ma com’è possibile? io entro benissimo!

http://infanzia.fullforums.com/

mmmmh… adesso non riesco più nemmeno ad entrare? Non mi riconosce già + la password???

senti, ho trovato nel Forum l’email dell’amministratore…gli ho scritto e ora è tutto ok, puoi entrare tranquillamente…

c’è un post all’inizio di ogni argomento che ti spiega come scrivere e pubblicare i commenti, funziona come tutti gli altri forum…
spero di esserti stata d’aiuto ;-) …

http://infanzia.fullforums.com/

sara, ma non potresti semplificare il forum, blindandolo come hai fatto, ma passando i commenti come su questo blog, senza divisioni per tema Sarebbe tutto più veloce e le mamme potrebbero parlarsi, chiedere in privato più facilmente, botta e risposta insomma, a cui possono partecipare tutte.

CIAO a tutte è veramente un peccato non poter comunicare con le altre mamme in questo sito o nell’altro perchè veramente avete fatto un ottimo lavoro e pochi hanno le competenze e l’onesta di intraprendere come lo avete fatto voi!

Altrimenti potrete contattarmi / ci anche su Facebook, sempre con il Vs permesso

Alba Marina Curl
o dalla mia amica Angel Shine
Baci a tutte / i
e
Grazie

vediamo come rimediare, perchè la comunicazione è un inizio fondamentale. Secondo me bisogna semplificare l’altro sito.

e si… se anche qui non possiamo parlare…

Grazie :-)

si potete parlare liberamente, ma si può creare un posto ulteriore per cose che non si possono dire apertamente o per chiedere consigli più specifici ecc.

si cerctamente questo è più che giusto, l’importante è che riusciamo a trovarci!
Grazie
:-)

Il “posto” è pronto…un salottino di discussione virtuale ci sta aspettando…
http://infanzia.fullforums.com/

benissimo, preparate il the, mi raccomando, bello caldo.

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