Mamme Coraggio

FALSI ABUSI, FALSI RICORDI? NON CONDIVIDO

Posted on: 9 maggio 2010


Il tema è di grande attualità, è delicato e non sempre affrontato in maniera corretta.

Poichè negli ultimi tempi sono emersi casi penali in cui i testimoni sono i bambini, soprattutto nei casi di abuso verificatisi in varie scuole, in varie parti dello stivale, credo che sia importante domandarsi come si comporta la memoria nei bambini.

Cosa ricordano i bambini?

Già negli USA il problema di come i bambini ricordino, di cosa ricordino e se ricordino in maniera sbagliata è molto importante e determinante soprattutto nei casi di abusi sessuali nei confronti dei minori.

Sappiamo che in alcuni processi non è stato possibile verificare la veridicità o meno delle testimonianze.

Questa problematica purtroppo sta risalendo anche nel nostro paese, a causa di varie denunce di abusi sessuali sui minori, i cui testimoni principali sono appunto i bambini.

Dagli Usa ci arrivano una serie di studi, di articoli che tentano di dimostrare che il meccanismo della memoria, va perfezionandosi nel tempo, con il passare degli anni. Gli adulti quindi avrebbero una relazione più matura con la memoria, cioè i loro ricordi sarebbero più vicini alla realtà, quella dei bambini invece sarebbe meno affidabile.

Le implicazioni di queste conclusioni, possiamo ben immaginare a cosa portino.

Al fatto che i bambini siano ritenuti poco attendibili.

Quindi…fate vobis.

Io oggi vorrei farvi conoscere due psicologi della Cornell University, non certo due pivellini, Charles Brainerd e Valerie Reynas.

Se girate su internet, potrete imbattervi nei loro articoli, ma in lingua inglese.

Ancora nessuno mi sembra abbia tradotto, per i più, i loro studi.

E questo per me è una grave mancanza per la conoscenza nel campo degli studi di psicologia infantile.

Con gran fatica dunque, ho potuto avvicinarmi ai loro studi, che ritengo affidabili, seri ed importanti al fine di contrastare una certa mentalità che si basa non su certezze razionali, ma su teorie a mio parere poco modellate sul reale.

Dunque, i due ricercatori, al termine della loro indagine, sono giunti alla conclusione che la memoria dei bimbi è certamente più ‘limpida’  se rapportata a quella degli adolescenti ed a quella degli adulti.

In definitiva, Brainerd e Reynas sono giunti ad una conclusione assolutamente opposta rispetto ad altri loro colleghi.

Come hanno fatto, cosa hanno analizzato?

I due psicologi sono partiti dal fuzzy-trace theory, cioè si sono avvalsi di un approccio teorico che giunge alla ricostruzione ottimale della memoria partendo da vaghe memorie che si codificano lungo un percorso continuo.

In parole più semplici i ricercatori hanno cercato di indagare e scoprire come si creassero i ricordi nei bambini, nelle varie età.

Si sono avvalsi di due liste di parole, che hanno presentato a bambini di 6, 10 e 14 anni, a pochi minuti l’una dall’altra.

Nella prima lista gli studiosi hanno inserito termini divisi per categorie quali, cose, animali, mobili, frutti.

Nella seconda lista hanno catalogato le stesse parole della prima, ma con l’aggiunta di sostantivi assolutamente nuovi rispetto alla prima lista, ma che appartenevano agli stessi gruppi di significato.

Gli psicologi, dopo aver dato il tempo di ascoltare le due liste, hanno chiesto ai bambini quali parole appartenessero alla prima lista.

Ebbene, è risultato che i bambini più grandi erano quelli che cadevano più facilmente in errore perché erano sicuri che parole presenti solo nella seconda lista, fossero già presenti nella prima.

Perché?

Per effetto della correlazione semantica, cioè per la loro capacità di collegare i significati delle parole: due parole diverse, ma con lo stesso significato.

I due studiosi quindi, in base ai loro studi sostengono che, poiché i bambini piccoli  non hanno ancora sviluppato l’abilità di collegare i significati delle parole, non possono, per conseguenza, creare falsi ricordi né fare errori riportando alla mente avvenimenti accaduti.

Ecco che le conclusioni a cui giungono i due psicologi hanno delle implicazioni veramente importanti, che voglio esprimere attraverso le loro stesse parole:

“POICHE’ QUESTI IMPLICAZIONI SONO FREQUENTI NELLA VITA REALE, L’IDEA CHE LE TESTIMONIANZE DEI BAMBINI SIANO PIU’ FACILMENTE SOGGETTE A FALSE MEMORIE NON E’ PIU’ FACILMENTE SOSTENIBILE”.

Avete compreso bene, cari lettori, la memoria dei bambini è più attendibile di quella di un adulto.

E direi che sia ora di smettere di trattare i bambini come dei trogloditi, degli uomini a metà, che non vanno ascoltati, né tantomeno ritenuti credibili.

IO CREDO AI BAMBINI.

CREDO ANCHE CHE I FALSI ABUSI SIANO IN REALTA’ ABUSI, VERI ABUSI, NON RICONOSCIUTI, PERCHE’ LA PAROLA DELL’ADULTO, CHE HA MOLTE POSSIBILITA’ DI SAPER MENTIRE, HA PIU’ VALORE DI QUELLA DEI BAMBINI.

CHE TRISTEZZA, CHE AMARA VERITA’.

Voglio concludere questa discussione, appoggiando la tesi dei due psicologi, con quello che la maggior parte delle persone vive accanto ai bambini: se qualche volta siete colpiti dalle frasi simpatiche dei bambini e le riportate ad amici o parenti alla loro presenza, avrete più volte verificato che, siete  stati corretti dai bambini stessi perchè non avete riportato le loro stesse parole, ma avete utilizzato dei termini assonanti dal punto di vista semantico, che loro non hanno riconosciuto. I bambini hanno dunque pensato che voi aveste mal ripetuto le loro frasi.

Questo con i bambini piccoli succede spesso. Loro, non conoscendo altre terminologie, richiedono che i loro discorsi siano riportati utilizzando le loro stesse parole.

In conclusione:

I ricordi dei bambini hanno ampia possibilità di essere veritieri, nei casi di abuso, purtroppo, e sottolineo purtroppo, possono essere veritieri.

I bambini vanno ascoltati, veramente, nella maniera più idonea e smettendo di pensare che la fantasia o gli incubi condizionino la loro visione di ciò che è reale.

Flo

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17 Risposte to "FALSI ABUSI, FALSI RICORDI? NON CONDIVIDO"

Che dire? Personalmente io penso che tutti quelli che combattono contro la piaga della pedofilia, dovrebbero combattere in primis questo uso e abuso dei…”falsi abusi”!
Che interesse può esserci nello far passare i bambini per bugiardi? Mah, a me ne viene in mente solo uno…

due motivazioni: una è quella che pensi tu, l’altra che sia troppo terribile guardare in faccia la verità.

Cara Flo, i tuoi articoli sono un raggio di sole nel buio ed io ti ringrazio di cuore per questo: per saper lottare a testa alta ridando dignità a tutti i bambini maltrattati dagli adulti, dalle autorità!…
Dovremmo tradurre questi testi intelligenti, come sta facendo l’Associazione PAM con L.Bancroft. L’informazione è fondamentale e purtroppo manca, è questa la vera piaga: l’ignoranza permette a teorie invertebrate di stare in piedi!! Diffondiamo un pò di cultura invece di farci schiacciare da ciò che fa “effetto”: in fondo Gadner è diventato famoso inizialmente per aver difeso un noto attore finendo su tutti i giornali e non perchè fosse un genio, poi ha spopolato per le tristi e vergognose ragioni che conosciamo.
Ma ormai sta diventando “roba vecchia” e fin troppo banale pure la sua teoria, e il vecchio stanca si sa: ed è per questo che in troppi si stanno affannando per tenerla in vita e rafforzarla, perchè sanno pure loro che è un concetto effimero, destinato a fare un boom di successo, come ora, ma poi a morire perchè primo di una logicità che lo sostenga.
La fantomatica teoria del suddetto, nei tribunali l’hanno talmente distribuita così alla cieca da ridicolizzarla per primi proprio loro stessi che la diffondono!!.
Il gadnerismo morirà questo è ovvio. Accelleriamo i tempi il più possibile, prima che altre migliaia di bambini continuino a subire violenze legalizzate!

C’è invece bisogno di ripristinare un pò di sano buon senso prima di creare una generazione di pazzi e perversi, e tutti questi studiosi e specialisti sono davvero importanti!

grazie elena, condivido tutto ciò che dici. Ma la teoria gardneriana, la stanno tenendo in vita con una tale spesa di forze in campo, l’hanno addirittura perfezionata, che prima che muoia, bisogna reciderne la testa. Come attraverso la conoscenza, lo studio e la diffusione di tanti studiosi che la contrastano.

Che morirà presto ho qualche dubbio…c’è un sistema che protegge e che è legato da interessi a chi ne fa tanta propaganda. Bisognerebbe far crollare tale sistema…alle prossime elezioni teniamo d’occhio da chi sono appoggiati questi sostenitori!
Detto questo, la PAS è uno strumento ad uso e abuso di chi dei figli non è mai importato nulla e cerca semplicemente una rivalsa nei confronti dell’altro genitore a cui i figli sono legati (quasi sempre per motivi economici).
I genitori pedofili sono altri soggetti che invocano la PAS per farsi passare per “vittime e perseguitati” denunciando chi li ha denuciati per le loro ignobili azioni…
Se è vero che in Italia esiste la democrazia, allora mi appello al diritto di opinione.

Sì, è vero che naturalmente “presto” non morirà, ma sono convinta che se se ci ribelliamo in massa (con prudenza e saggezza) possiamo accelerare i tempi di qualcosa che già di suo è destinato a finire come qualsiasi batterio che minaccia il sano sviluppo di un corpo: se stimolata alla fine vince sempre LA VITA!!

La PAS non è un cancro contro il quale purtroppo non si può fare quasi niente, la PAS è UN’INVENZIONE, una supposizione come tante, un’idea, un’immagine personale, un’illazione, un criterio, ecc. ma NON E’ REALTA’, o meglio: è una “realtà virtuale”, è un batterio perverso del pensiero umano.
E possiamo noi farci sconfiggere da UN PENSIERO?
Noi che abbiamo un’arma così potente come l’ISTINTO materno alla vita e alla protezione della stessa.
Noi siamo naturalmente (e numericamente!) più forti non dimentichiamocelo mai!
Rifocilliamoci presto dunque, imbottiamoci di vitamine e troviamo il vaccino per questo male: noi siamo mamme e per natura abbiamo una marcia in più, e su questo non c’è pensiero che regge.
A noi mamme è arrivata così tra capo e collo la castrazione artificiale della tutela dei nostri figli: un’epidemia che chiunque abbia la sventura di entrare in un Tribunale per Minorenni rischia di contrarre anche se perfettamente sano.

Ora siamo solo sbigottite, sbalordite, attonite da cotanta INCIVILTA’ che solo una mente perversa come quella di troppi uomini poteva fabbricare.
Ma credo fortemente nella nostra forza e sono anche straconvinta che prima ci “rialziamo” in piedi, armate di corazze e sani princìpi, prima rafforziamo i veri valori di essere solo sane madri che proteggono i propri figli perchè PROTEGGERE E’ UN ISTINTO CHE ABBIAMO PER NATURA (e gli uomini che ne vogliono sapere della NOSTRA natura!!), prima recuperiamo quei valori primordiali senza i quali la specie umana finirebbe di campare all’istante, prima cominciamo ad IMPORRE i diritti dei nostri figli (e poi anche i nostri di essere normali madri protettive) e prima questo “presto” diverrà realtà!

per aiutare il piccolo matteo, alla manifestazione a roma, le mamme…
coraggio…

L’associazione americana di Bancroft si chiama PMA = Protective Mother’s Alliance
http://pma-madri.blogspot.com/
http://protectivemothersalliance.org/about.html

Si legassero una corda al collo pure tutti i fautori dei “falsi abusi”!!
vergogna, vergogna, vergogna!!

a causa di queste associazioni (tutte fortemente motivate…e chissà perchè!) che fanno falsa informazione e creano allarmismi pericolosi, TROPPI INNOCENTI ne stanno pagando le spese!!

se si vuole ottenere giustizia bisogna raffinare le tecniche di osservazione e di indagine e NON SCREDITARE I TESTIMONI DIRETTI SOLO PERCHE’ BAMBINI: sono bambini? a maggior ragione vanno protetti, aiutati, ascoltati!!

Periti e giudici attualmente sono quasi tutti affetti da una preoccupante ed infettiva patologia:
la PSICOSI DEL FALSO ABUSO.

la serpeggiante psicosi da sindrome di PAS inizia a manifestarsi già tra gli assistenti e operatori sociali (appositamente inviati a corsi di formazione) che, nel mio caso, hanno ridicolizzato mia figlia, una bimba di 3 anni, dicendo che “faceva la furba” quando si rifiutava di incontrare il padre che per lei è un estraneo.
E hanno anche catalogato come “bugie” e ” falsi racconti immaginari” gli episodi riferiti dalla piccola che l’avevano spaventata durante gli incontri con il padre. Oltre ai tribunali, dovremmo perciò preoccuparci, di questa microcultura della PAS che stanno facendo serpeggiare dal basso. Da non trascurare gli articoli che si trovano nelle riviste “da parrucchiere” in cui “esperti legali e psicologi” vendono per legge e norma quanto ancora per fortuna legge non è.
E così tante donne, magari con un livello di cultura non troppo elevato, assorbono come VERITA’, le opinioni di una ristretta cerchia.

quello che sconvolge è che moltissimi sono gli operatori sociali che si comportano così, con le stesse modalità…c’è quindi un filo conduttore…

….Certo: e sono proprio quelle le cose che contano! NO ALLA VIOLENZA ma SI’ ALLA RIBELLIONE SENSATA!!
Un applauso a tutte quelle mamme che lottano da vere mamme e che devono servirci da esempio, un applauso anche alla madre di Gabriele e a quella di Matteo.

di fronte a sentenze ingiuste che possono provocare gravi danni ai bambini, ritengo sensato non ubbidire, ma chiedere di intervenire a ripristinare la giustizia.

sono pienamente d’accordo con te.

ciao a tutti, mi ciamo Chiara e sono a casa di una mia amica che mi ha appena fatto conoscere questo splendido blog, sano ed intelligente, complimenti.
volevo portare la mia piccola testimonianza sui ricordi dei bambini: innanzitutto sulla loro indiscutibile memoria e capacità associativa è inutile che tirino fuori teorie, basta fare una partita a Memory col proprio figlio (anche di pochi anni) per capire le loro strepitose capacità di registrare pure se distratti suoni, colori e forme, abilità che poi purtroppo perdiamo nel tempo crescendo!…
ma cmq volevo dirvi di un piccolo fatto: mio figlio all’età di anni quattro ha sentito alla radio una canzoncina a tutti sconosciuta, mi ha detto che quella la cantava sua zia F., per curiosità sento mia sorella e glielo chiedo:
bè mia sorella gliela aveva veramente cantata ben due anni prima (e dopo mai più!) sulla spiaggia al mare.

Quindi confermo con l’esperienza quanto osservato dai più grandi studiosi in materia:
i bambini sanno memorizzare e conservare nel tempo benissimo ciò che li colpisce particolarmente, sia in positivo che in negativo.
ciao

riferisco il caso di una mia conoscente: la figlia ha denunciato molestie del padre alla madre che lo ha riferito alle autorità competenti. Intervengono gli assistenti sociali che interrogano la bimba, che però con loro si rifiuta di parlare. Ora la mia conoscente è obbligata a essere sempre presente ai week end alternati e altri incontri paterni.
Per lo meno si è evitata la Casa – famiglia…

e questo è terribile, una ulteriore violenza sulla madre e sulla bambina

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