Mamme Coraggio

GLI OTTO SINTOMI DELLA PAS…(come portare madri e bambini a 8 PAS dalla …fossa)

Posted on: 3 giugno 2010

Mi è stato da più parti richiesto di entrare nel dettaglio dei famosi otto punti di cui parlava l’ormai defunto Richard Gardner, riguardo alla sintomatologia che secondo il suo modestissimo, ma gettonatissimo parere, insorgeva esclusivamente nei figli che subivano le separazioni ed i divorzi dei genitori.

A mio avviso la sua teoria della Pas, fortemente incastonata con gli otto sintomi, nasceva più che dallo studio e dall’osservazione, da forti interessi e da elucubrazioni fantasiose tristemente creative, che lo portarono, come ho in altre parti già detto, ad ottenere fama e successo in certi ambienti del sistema giudiziario americano.

Ma ecco in sintesi questi benedetti sintomi specificamente tipizzati.

Dunque, il genitore alienante (tranquillamente pensate alla ‘madre’), secondo Gardner induce nei figli un tale astio, un tale disprezzo nei confronti del genitore alienato (leggete pure il ‘padre’), da provocare in loro un distacco dal vissuto reale ed un lavaggio del cervello tali da scaturire in otto sintomi così espressi:

1- campagna di denigrazione;
2-razionalizzazione debole dell’astio;
3-mancanza di ambivalenza;
4-fenomeno del pensatore indipendente;
5-appoggio incondizionato ed automatico al genitore alienante;
6-assenza di senso di colpa;
7-scenari persi a prestito;
8-estensione dell’ostilità alla famiglia allargata.

Ora credo sia il caso, di cercare di spiegare il più semplicemente possibile a cosa si riferiscano.

Iniziamo dal primo sintomo: la campagna di denigrazione.
Con questa espressione Gardner si riferisce agli atteggiamenti di un figlio che mima, scimmiotta il genitore alienato e ripete i messaggi denigratori e di disprezzo, che impara dal genitore alienante.
Il genitore programmante in questo caso non mette in discussione il fatto che il figlio si comporti malamente con l’altro genitore, anzi lo favorisce.

Il secondo sintomo, la razionalizzazione debole dell’astio, si riferisce al fatto che il figlio descrive il genitore rifiutato come del tutto negativo, adducendo motivazioni illogiche e superficiali.

Il terzo sintomo, la mancanza di ambivalenza, fa registrare nel figlio una tendenza ad atteggiamenti opposti, per cui il genitore rifiutato viene descritto come una presenza assolutamente negativa e, al contrario, l’altro genitore è vissuto come completamente positivo.

Nel quarto sintomo, il fenomeno del pensatore dipendente, il figlio afferma di essere assolutamente indipendente e non condizionato nella sua campagna di denigrazione nei confronti di un genitore, e di non subire alcuna influenza da parte dell’altro genitore.

Il quinto sintomo, invece, quello dell’appoggio automatico al genitore alienante fa riferimento al fatto che il bambino, in qualunque conflitto si viene a trovare, prende posizione sempre e solo a favore del genitore alienante.

Il sesto sintomo, l’assenza di colpa, chiarisce il fatto che il figlio viva senza sentimenti di colpa, appunto, il suo disprezzo verso il genitore alienato e si senta quindi autorizzato a determinati comportamenti.

Il settimo sintomo, gli scenari presi a prestito, mette in luce il fatto che il bambino, pur non conoscendo certi argomenti e certe espressioni, a causa della sua giovane età, stranamente le utilizzi.

Infine, l’ottavo sintomo, l’estensione dele ostilità alla famiglia allargata del genitore rifiutato, coinvolge nel’alienazione tutto ciò che si riferisce alla sfera affettiva del genitore alienato.

Tutta questa gamma sintomatologica, produrrebbe una sorta di lavaggio del cervello, un lavaggio della coscienza affettiva, che il genitore alienante indurrebbe attraverso tre atteggiamenti reiterati e ripetuti di fronte al figlio:
-attraverso la denigrazione del genitore negativo con espressioni forti;
-attraverso la produzione di false accuse di trascuratezza;
-attraverso l’accusa di violenze o abusi sul figlio, anche sessuali.

Queste, quindi, le tecniche ideate dal genitore alienante per far sì che il figlio si allontani per sempre dall’altro genitore, distruggendo in lui tutti i sentimenti di affetto e considerazione ed iniettando il veleno corrosivo della paura, della diffidenza e dell’odio senza ritorno.

In pratica il genitore alienante, la madre, otterrebbe una sorta di vendetta ed una sorta di potere che ridurrebbe al silenzio il genitore alienato cioè il ‘povero’ padre.

Questo ipotetico atteggiamento rilevato da Gardner nelle madri contro cui interveniva nei tribunali americani,
provocherebbe effetti talmente deleteri sul bambino, da condurlo a divenire un soggetto patologico, con disagi psicologici notevoli, con mancanza di rispetto nei confronti delle figure autorevoli in genere, con paranoie, narcisismo e psicopatologie legate all’identità di genere.

Parliamo dunque di danni psicologici di non lieve entità…

Incredibile quello che possono fare di male oggi le madri!
I poveri figli sono in balia di donne mostruose, che tessono una ragnatela fitta e avvolgente, con cui si adoperano a voler distruggere a tutti i costi ciò che c’è da distruggere.

Per quale alto motivo?
Ma per vendetta naturalmente, per pura vendetta.
La vendetta è donna: un nuovo slogan!
Si a Gardner piacerebbe, ci scriverebbe su, se fosse vissuto ancora, chissà che avrebbe inventato!

Ma vorrei commentare ancora gli otto sintomi.
Non c’è che dire, il bambino è accerchiato: non può fare una mossa, non può parlare, non può gesticolare, né fare una tenera smorfia, né permettersi chissà quali affermazioni, che tutto, e dico tutto, verrà utilizzato contro di lui.
Anche ciò che non dirà.

Qualcuno penserà che stia esagerando.

Basta frequentare certi tribunali, in certe città, che ci si renderà conto che ai bambini, tanti bambini, un salto nella Pas, non gliela leva nessuno.

Basta leggere gli incidenti probatori…perchè,secondo voi vengono letti con la dovuta attenzione da tutti gli addetti ai lavori?

Gli otto sintomi scavano una fossa, enorme, da cui il bambino non può scampare.

E neanche la madre, invero si salverà: sarà valutata gravemente deficiente sul piano genitoriale e si deciderà contro di lei per quanto concerne l’affidamento del figlio.

Gli otto punti della Pas saranno applicati senza realmente trovare prove sufficienti, senza una scientifica analisi del vissuto del bambino…e soprattutto partendo da un preconcetto: il bambino di certo non dice la verità, quando racconta di violenze, soprusi e quant’altro.

E a tutti i costi, poichè si deve dimostrare quest’ultima verità, a tutti i costi si dovranno riscontrare questi benedetti otto punti, anche se non se ne trova traccia precisa.
Anche se in genere la madre è una donna sofferente e stremata dalle battaglie perpetrate nei suoi confronti e nei confronti del figlio.

Otto sintomi sono tanti…eppure in qualche modo ce la faranno ad appiccicarli come un’etichetta, tutti belli allineati come soldatini pronti alla rappresaglia. E non sarà facile, per gli avvocati difensori, scrollarla di dosso.

Tempi duri per i bambini!
Tempi duri per le madri!

Tempi duri, perché se un bambino racconterà alla propria madre le sue angosce, le sue paure, provocate da un genitore violento, se parlerà di abusi, di vario genere, e se la madre deciderà, secondo coscienza e responsabilità, di denunciare il padre, solo per tutelare la sanità morale e fisica del suo bambino, lì inizieranno guai inimmaginabili.

Cosa accadrà?

Quello che accade…

Il bambino, vittima, diverrà il carnefice inconsapevole per parte di madre, sarà scrutato, psicanalizzato con gran velocità, al massimo pochi incontri, al termine dei quali, saggi operatori dichiareranno che il bambino non è in grado di intendere e di volere.
Pronunceranno la fatidica parola: PAS.

Manca quindi solo il salto nella fossa…e tutto è nascosto…
Tempi duri per donne e bambini…

Grazie Gardner, grazie per la tua pseudo-teoria che falla da tutte le parti.

Una persona amica mi ha inviato la traduzione della Dichiarazione dell’associazione spagnola del centro di neuropsichiatria AEN che, nel marzo del 2010, quindi poco tempo fa, ha rimarcato con gran forza e competenza la sua avversione contro l’uso clinico e legale della PAS.
Non male!

Iniziano a fermentare le tesi contro la PAS, la pseudo-teoria, così macchiata di sangue innocente.

Ma questo sarà l’argomento di uno dei miei prossimi commenti…

Speriamo di chiuderla questa fossa, che mi rimembra le immagini agghiaccianti degli autoritarismi del secolo scorso…

FLO IL DIRETTORE

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21 Risposte to "GLI OTTO SINTOMI DELLA PAS…(come portare madri e bambini a 8 PAS dalla …fossa)"

Fossero solo i casi più gravi, legati alle violenze fisiche e psicologiche… Un bambino non può permettersi il minimo malessere, non può dire che oggi non se la sente di andare dal padre, neanche se il padre è scomparso durante la gravidanza e l’ha conosciuto anni dopo… Qualche operatore dirà che il bambino sta “facendo il furbo” o “fa i capricci” e la madre è troppo “chioccia”…
Insomma intorno alla PAS si è creata anche una sottocultura della PAS, che è agghiacciante e non legata ad alcuna considerazione scientifica. Ma sulla base di queste assurde dichiarazioni di operatori incoscienti si possono decidere le sorti di bambini anche molto piccoli. E’ vergognoso.
Come possono certi operatori dormire tranquilli la notte?
O sono anche loro talmente imbevuti da tali assurdità, da finire per crederle scientifiche?

molto spesso la ragione è serva di stupide analisi, talmente stupide da mettere in pericolo la vita psicofisica delle persone…

Credo che ogni cosa vada pesata nella giusta misura. Mi rendo conto che in certi casi questa teoria può essere un’arma a doppio taglio… ed in certi casi può essere utilizzata per sminuire figli e madri che denunciano degli abusi.
Però certe cose sappi che si verificano veramente:

Un mio zio ha fatto passare sua moglie
(mia zia acquisita) per matta – la maltrattava e la picchiava.

Di fronte ai parenti ed ai figli la faceva passare per matta… accentuando dei comportamenti di disagio che aveva….
la scherniva, la sminuiva sempre. La trattava come una pezza da piedi: lei ovviamente per non far vedere scene di violenza ai figli, subiva tutto in silenzio senza ribellarsi.

All’epoca, e si parla di tanto tempo fa l’ha fatta pure rinchiudere in manicomio solo perchè in realtà – lui aveva conosciuto una ragazza russa di 16 anni più giovane.

Così si è potuto prendere pure i soldi ed i figli sono arrivati al punto di disconoscere la madre.

Lei è una persona buona, dolcissima e legatissima ai suoi figli…

la tua testimonianza è importante per tutte le madri che leggono e che non vengono credute. Grazie Angelo.

Non conosco Angelo e questa storia m’ha fatto venire in mente quella drammatica di una mia amica: la mamma fu fatta rinchiudere dal padre in una casa di cura, i figlioletti mandati in collegio (dove racconta di essere stata molestata da un’educatore) mentre il padre si accoppiava con un’altra donna godendosi, pensate un pò, la pensione della moglie che fece marcire in quel posto fino alla morte.

La mia stessa amica racconta che, sposatasi, suo marito la minacciava spesso di “farla rinchiudere come aveva fatto suo padre con sua madre” ma lei, sapendo l’ingiustizia e l’atrocità vissuta da quella povera donna, s’è separata da lui tendendosi i figli con sè (allora non esistevano ancora le attuali barbarie legislative che siamo costrette a subire oggi e le madri erano considerate madri) e i suoi figli, divenuti grandi, l’hanno sempre amata e protetta.

stralci di storia vera…terribile…grazie nina

Mio figlio, vittima fin dalla nascita di violenze di varie forme da parte del padre, all’età di 2 anni e mezzo è stato visto per qualche minuto da una CTU del Tribunale: gli sono stati sottoposti dei test che si fanno a bambini di 6 anni e fatto domande alle quali un bambino così piccolo non sa proprio rispondere.
L’ incapace in questione (ctu del tribunale di roma) ha tirato fuori l’impossibile da quei tentativi di disegno che il bambino poverino ha tentato di fare sotto la sua pressione!
A voi risulta che un bambino di quell’età (2 e mezzo!)sia in grado di disegnare (così gli è stato chiesto) tutta la sua famiglia e un uomo che cammina sotto la pioggia?
Roba da matti!

Ma non è tutto: in quell’unico quarto d’ora che è stato visto il piccolo non ha assolutamente denigrato il padre, ha risposto con “sì” o con “no” alle domande della “sub-psicologa”. Di questi 8 punti mio figlio quindi NON ne aveva nemmeno uno!!

Com’è finita?
Ma è ovvio: PAS!!!!!
Tutti ci domandiamo ancora come sia possibile diagnosticare una patologia (già di per se assurda ma che comunque ha dei sintomi o meglio, degli indicatori che l’autore ha spiegato in ben 8 punti) ad un soggetto cui NON risponde NEMMENO un punto.

Spiegazione della delinquente psicologa? Reggetevi forte (penso che abbia riso lo stesso Gadner dalla tomba!):
siccome in quei 18 minuti di osservazione il bambino si è messo a giocare con i cubi invece di chiedere lei dove fosse il padre allora il bambino è affetto da PAS!!
Ebbene sì: PAS perchè non ha chiesto lei (perfetta sconosciuta appena vista) dove fosse suo padre.
Siamo giunti alla follia: ora i bambini non solo non vengono creduti se parlano, ma vengono addirittura bollati per “malati di Pas” pure se tacciono!

Giuro che questo schifo è storia vera. Giuro anche che non finirà così.

monica, la tua storia è esmplare, è la cartina di tornasole del mio articolo….
ti credo che la storia è vera e l’hai riassunta molto bene…
no non finirà così…non deve finire così… e lotteremo tutti, ognuno secondo le sue potenzialità, perché non finisca così…per tuo figlio…per tutti i bimbi che non possono difendersi da questi incompetenti…grazie, facci sapere…

Il mio è un urlo a tutti i psicologi che pongono in essere simili crudeltà nei confronti di bambini che non possono difendersi da soli: VERGOGNATEVI!
Devo solo pensare che sia per SOLDI, TANTI SOLDI!
E perciò VERGOGNATEVI!

“Il bambino non è in grado di intendere e di volere.”

La gravità è proprio qui, cioè che né il bambino, né la madre saranno più creduti. Può succedere qualsiasi dramma, ma nessuno li ascolterà più. Da questo punto in poi, verranno ascoltati soltanto i padri. Si troveranno in una botte di ferro ed è proprio per questo che la PAS conviene tanto a certe persone.

Emeline

ma noi proviamo a fare il controcanto…dobbiamo essere in tanti…

Comincia a rinascere in me un velo di speranza: nell’arco di 24 ore ho letto due bellissimi articoli sulla PAS.
Uno è questo, il tuo: le tue importanti riflessioni Flo arrivano nel cuore di tutte noi e ci danno forza e carica per reagire, per non isolarci con i nostri dolori e per unirci e lottare insieme per la causa più giusta al mondo: i bambini.

L’altro articolo è pure di FONDAMENTALE importanza e vi consiglio vivamente di leggerlo tutto, è questo:

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2010/06/09/la-pas-stata-da-tempo-rigettata-dall-istituto-di-ricerca-dei-procuratori-americani

eccone un accenno:
“L’Istituto di Ricerca dei Procuratori Americani, che ha lo scopo , ha anch’esso rigettato la PAS.

In uno studio del 2003 intitolato: “Parental Alienation Syndrome: What Professionals Need to Know”,

ha messo in evidenza le della “sindrome”. (…) Circa la teoria sostenuta da Gardner, cioè che molte delle accuse di violenza fatte in ambito giudiziale siano false, l’Istituto risponde :
e fa notare che lo studio condotto . ” ecc.

grazie, elena. Lo leggerò, Sono contenta che ci siano persone valide che si muovano nella stessa direzione.

Ho fatto di TUTTO e d più perchè mio figlio di due anni e mezzo si abituasse a frequentare un padre che era sparito prima della sua nascita e che ora pretende di tutto e di più, tranne ovviamente di contribuire economicamente, che presenta ricorsi a dir poco feroci e pieni di falsità contro la madre.
Ho chiesto soloun po’ di tempo perchè mio figlio potesse CONOSCERE suo padre e affidarsi a quello che sino a poco tempo fa era uno sconosciuto e sapete cosa mi dicono gli psicologi a fronte di normalissime reazioni di disagio del bambino? Ma Lei signora come sta vivendo questo distacco da suo figlio, lo vive male? Perchè non si fa seguire da uno psicologo?
Anche questo rientra nel mondo della SINDROME della PAS, che ha contagiato mi pare un mucchio di professionisti.

e poi dicono, perchè non si trova un altro uomo? Così non si attacca troppo a suo figlio… bisognerebbe rivedere certi corsi alle università…. grazie Erika…

certo, però se poi l’uomo lo si trova e si cerca di rifarsi una vita, si dirà che il figlio è turbato da questa seconda figura maschile e che può fare confusione sulla figura paterna…nella migliore delle ipotesi..per non parlare di accuse più pesanti.

Sono sconvolta, ma per la prima volta da mesi trovo sollievo nel leggere un sito Internet. Ho letto di tutto in rete (compresi i deliri intrisi di odio feroce dei padri separati). Sono contenta di aver trovato questo blog e di poter ascoltare anche le voci di quei padri che non si nascondono dietro battaglie ideologiche (un mix micidiale di misoginia e tirchieria) e che ai propri figli ci tengono sul serio.
Vi continuerò a leggere.
Io sono con voi.

grazie…sono contenta che ci siano persone che si rendano conto che qui non si fanno battaglie sessiste, ma si cerca di informare su tematiche scottanti e di difficile soluzione…grazie…flo

Io son mamma di una bimba di due anni,sono separata e la bimba mi racconta cose agghiaccianti subite dal padre mi son rivolta ad un centro che si occupa di questo e mi parlano di pas! Allora o siamo incapaci o complici! E i nostri figli?lasciamo che subiscano o lottiamo?io non parlo mai male del padre nonostante la conflittualità ordinaria,la invoglio a parlare con lui a guardare le foto ma lei si oppone!non avrei mai fatto così del male alla mia piccolina.

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