Mamme Coraggio

18 SETTEMBRE 2010:UNA LUCE ACCESA SULLE VITTIME

Posted on: 22 agosto 2010

Sole, mare, colazione al bar con la compagnia di sempre, giornali, commenti in libertà, critiche mordaci da cui non esce vivo nessuno, confidenze segrete, abbastanza pulcinelliane, sulle donne dei politici e sugli intrallazzi di palazzo.

Un fiume di parole…ascolto, ammicco,  mi  interesso, o fingo di interessarmi…

Ma davvero! ma che dici…aspetta, aspetta…chi è l’amante di chi, no, non ci credo…e va bè, che volete, saranno fatti loro…

Fino a che non arriviamo a commentare le pagine della cronaca…

Che orrore…ragazze violentate, donne uccise da mariti ed amanti gelosi e chi più ne ha più ne metta.

Tutti si fanno seri, finiscono i chiacchiericci, spunta uno stupore amaro, non si può non essere solidali nel dolore.

Io faccio osservare che, da mesi ormai, la pagina della cronaca sembra un necrologio al femminile: vittime su vittime, donne su donne, giovani e anziane.

A decine e decine, decimate come fossero insetti fastidiosi.

Negli ultimi anni la lista delle vittime è aumentata in maniera esponenziale: Monica, Rossana, Emma, Simonetta, Maria, Francesca…quante madri, quanti padri potrebbero aggiungere i nomi delle proprie figlie a questa lista, quanti fratelli, quanti parenti piangono delle vite, spezzate come fragili canne, dalla violenza funesta e distruttrice, che lascia un campo di macerie fumanti come al passaggio delle orde vandaliche.

Una lista senza fine…

Un vero e proprio bollettino di guerra.

La guerra…io,  grazie a Dio, la conosco solo attraverso i racconti dei vecchi. Ma le parole antiche che hanno tatuato i miei ricordi sono le storie ereditate dalle donne della mia famiglia.

Mia nonna, ad esempio, quasi mimava quando rammentava la calata dei nazisti, tra i poderi, fino alle case, dove le donne curavano i beni familiari,in attesa dei loro uomini  in guerra.

La corsa ai pozzi per nascondere l’oro, l’argenteria, la biancheria di famiglia che si tramandava da generazioni…insomma le cose più preziose.

Tutto era in pericolo, ma la cosa più difficile da difendere era il proprio corpo, velocemente infagottato in panni laceri ed informi, con i folti capelli mortificati in fazzoletti ben annodati.

Quando i nazisti passavano, nessuna donna era al sicuro.

Formaggi, olive, cereali, ogni alimento, conservato e razionato per non morire di fame in quei tempi infami, veniva servito per orientare gli appetiti maschili in quella direzione.

Che racconti!

Sono cresciuta con una folle paura dei nazisti e dei loro alleati…certe cose non si dimenticano.

Ma ricordo anche quelle confidenze tutte femminili, tra le donne della mia famiglia, d’estate, mentre fuori cantavano le cicale, ed io fingevo di dormire, nell’enorme stanza padronale, sul lettone di mia zia, con due materassi, altissimo da raggiungere per me, e tra un’infinità di cuscini rigorosamente di lino bianco.

Stavo ben attenta a non muovermi mentre loro parlavano, perchè sapevo che avrebbero smesso, dato che le cose che si dicevano non erano adatte alle mie orecchie.

Ricordo quei momenti tra i più belli ed i più intimi…

Bisbigliavano i loro segreti da donne, si confortavano, si consigliavano, si riprendevano, litigavano pure…

E così venivo a conoscenza della tragica storia della cugina di mia madre, quella dal sorriso spento e dagli occhi sempre tristi, condannata, per un errore giovanile, ad essere serva di un debosciato che faceva di lei quel che voleva…fino a che lei non si liberò da sola: suicidandosi.

La compativano e nel contempo piangevano la loro impotenza di donne.

Un’altra mia zia , invece, era sempre in lacrime per un suo amore segreto e confidava le sue pene  e mostrava i segni sul suo bel corpo, inferti da un marito violento.

Storie dolorose, da sussurrare, violenze, soprusi, inganni…

Storie che oggi ancora vengono sussurrate, ma che cominciano ad emergere dai fondali del nascondimento del moralismo benpensante.

Donne, tante donne, vittime.

Donne che ormai non ci sono più, che nessuno è riuscito a proteggere, donne che si sono salvate per miracolo, ma che ogni giorno debbono disinfettare le loro ferite mai cicatrizzate.

Donne che non hanno mai ottenuto una giustizia giusta.

Donne i cui aguzzini si ritrovano in libertà, magari per buona condotta o per i benefici del rito abbreviato, dopo qualche anno di carcere, forse in libertà vigilata, ma pur sempre in libertà e con la possibilità di crearsi pure una nuova famiglia….

Donne, per le quali il 18 settembre scenderanno in campo, per una manifestazione pacifica, a Roma, e secondo modalità che verranno presto indicate dagli organizzatori, tutte le persone di buona volontà che desiderino manifestare cordoglio, dolore e solidarietà per chi soffre le ingiustizie della violenza e nel contempo per chiedere una seria applicazione delle leggi vigenti in materia penale e per un inasprimanto delle pene, fin troppo leggere.

Tutti uniti, uomini e donne, per porre l’attenzione su tutte le vittime, non solo donne, ma anche sul numeroso elenco di bambini violati, maltrattati, oltraggiati, uccisi, o vittime di pesanti e non certo rari errori giudiziari che li portano a vivere reclusi e contro la loro volontà, in case famiglia, pur avendo dei genitori o dei parenti in grado di accudirli con amore.

Il 18 settembre, a Roma, nel cuore del nostro paese, palpiterà un popolo che chiederà ai suoi governanti di governare con giustizia, di giudicare con sapienza, di chiamare le vittime con il nome di vittime e gli assassini col nome di assassini e di dare a questi ultimi la pena che si meritano.

Perchè, come diceva spesso il grande papa Giovanni Paolo II, non ci può essere pace senza giustizia, né ci può essere giustizia senza pace.

E se l’Italia abdica alla giustizia, che ne sarà di noi italiani?

Il 18 settembre accenderemo una luce su tutte le vittime, le piangeremo, ascolteremo il loro grido di dolore, ma con forza e coraggio chiederemo giustizia.

Giustizia giusta per tutte, ma proprio tutte le vittime…..

Amici, diffondiamo…..al 18 settembre, e chi non può venire, ci sia col cuore.

FLO

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11 Risposte to "18 SETTEMBRE 2010:UNA LUCE ACCESA SULLE VITTIME"

Il tuo articolo si fa leggere tutto d’un fiato. La violenza del passato, sussurrata tra le donne e da non far trapelare…la violenza attuale, mostrata sulle pagine dei quotidani…sono diverse forse? No, è sempre la stessa, che si adegua ai tempi e alle mode. Violenza all’interno della coppia, quella che si consuma nell’abuso su ragazze, quella psicologica, lo stalking, l’ omicidio, che tante volte è l’ultimo episodio di un percorso di sofferenza…
E’ doveroso aderire in un modo o nell’altro alla manifestazione che vuole far luce sulla realtà ancora tanto estesa della violenza perpetrata sul sesso che si vorrebbe debole (forse anche per questo le donne vengono ammazzate? gli uomini non accettano che non lo siamo?).
A proposito di donne deboli, forti, violenza…poco fa guardavo il video di Lorella Zanardo, sulle donne (e il loro corpo) proposte dalla televisione…bambole per attirare il maschio a tutti i costi, anche a costo di doversi rifare completamente, immagino con quali sacrifici talvolta…anche quella è violenza, deviazione dalla ricerca di autenticità. I diritti della persona si perdono…
Grazie, Flo, ti ho letta con piacere.

grazie a te…hai dato il giusto significato…flo

Non vedo l’ora di poter urlare vogliamo giustizia, per le nostre figlie, certezza della pena per quei bastardi che ci hanno portato via le nostre figlie con crudeltà, mentre loro sono liberi e magari ridono alle nostre spalle,devono essere puniti,e nonpagheranno mai abbastanza per ciò che hanno fatto, perciò voglio anche il risarcimento danni, per poter fare una fondazione a nome di ROSSANA, così non viene dimenticata, non è giusto che mentre la piaga sanguina ancora dopo 19 anni lui si gode gli agi della vita, la giustizia dov’è, i nostri figli sono eroi come Falcone e borsellino, ma mentre loro vengono ricordati annualmente, le nostre figlie non le hanno mai avute in nota, vergogna, vergogna

La signora Rita ha ragione, l’uomo pensa al sesso, mentre la donna ci rimette la vita, ma non può chiedere con dolcezza, se chiedi ti verrà dato, ma con la forza nulla è bello, ma allora uno che stupra deve essere castrato, non è giusto che obbliga una donna, a fare sesso nonè certo amore, se è obbligata vigliacco, vile padrone, ma sempre bastardo vogliamo giustizia, senza sconti o privilegi, anche chi violenta un bambino ma con che coraggio, ma coma fa a guardarlo in faccia quel povero corpicino sapendo che lo sta torturando, uomo infame vergognati, ma la giustizia deve vergognarsi, che non ci tutela, mentre siamo noi a pagare le loro spese stipendi e contorni tutelateci fannulloni

“Dai fondali del del nascondimento del moralismo benpensante”
Flo hai espresso benissimo ciò che permea la nostra società malata, quella sorta di paravento a cui i nostri maschi si nascondono e che bloccano e intimoriscono le povere donne indifese, timide e succubi di certe regole societarie, ritrovandosi poi a rovinare la propria vita sia psicologicamente che moralmente e molte rimettendoci anche la vita. Questo sistema che impedisce a noi donne di alzare la testa, tirare fuori le unghie in difesa della propria persona, perchè prima di tutto c’è il moralismo( che diranno……., che figura………ti additeranno ecc….) poi la responsabilità di aver fatto una scelta sbagliata e di non sapere dove trovare appoggio, se appoggio non ce l’hai,
e poi se non sei indipendente? come vivi dove vivi? secondo me le leggi sono state fatte proprio a misura di maschio, perchè loro hanno fatto le leggi e loro sanno quali sono i loro buchi neri.
Lo sai una conoscente di mia figlia, con prole numerosa, viene puntualmente massacrata di botte, qualche anno fa si è rivolta ai carabinieri di un paese montano per la propria situazione, e questi, siccome il marito è molto in vista, hanno minimizzato consigliandole addirittura di non dirlo nemmeno al marito…………ma si può? Non siamo tutelate, guarda quella donna che era sulla tua bacheca, che il marito vestiva una divisa, quante ne a passate!!!! Gli orchi sono più vicini di quanto pensiamo………..ricordiamocelo sempre. Flo il mio sta diventando un agnellino, anzi mi fa più paura di prima perchè io ho il cuore tenero, però come ti acchiappa nella rete ritorna ad essere lupo, eh no questa volta non ci sto! Ora vuole parlare, ora vuole rimediare dopo …….tanti..tanti… anni di vessazioni, ora si accorge di volermi bene, ora che i buoi sono scappati, pensa di mettere il recinto, ma io sono irremovibile, voglio essere libera, voglio volare, voglio vedere il sole, voglio la luce, voglio aria, voglio respirare a pieni polmoni, voglio finalmente vivere in pace quello che ho da vivere!! bacioni fata dorata degli angeli volati in paradiso, fata azzurra dei bambini che aspettano l’ aiuto, che con la tua catena di movimenti contro tutte le ingiustizie,stai cercando di dare, fata rosa per le donne che hai potuto aiutare e che aiuterai. Ci sarà sicuramente un Peter Pan che aiuterà anche te Flo sicuramente, bella come sei di animo!!!

Buona sera Flo, è piacevolmente sbalorditivo constatare come ci si possa immergere nelle sue parole è rispecchiarcisi totalmente.
Perchè stranamente certe cose non si sanno e non si possono concretamente comprendere se prima non ci si trova in mezzo, poichè le lacerazioni che profonde restano incavate nel nostro animo sono totalmente incomprensibili agli altri… perchè l’immaginazione più florida non può neppure minimamente render giustizia al dolore che quotidianamente ci accompagna; essendo noi totalmente innocenti è vivendo privati del bene più caro… perchè sempre più spesso, oggi come ieri, la colpa dell’ignorante la paga il giusto…
http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=455897&idsezione=1&idsito=1&idtipo=3
Avrei piacere di partecipare con voi il 18 Settembre 2010 a Roma, perchè sono una Cittadina Italiana che crede in quanto stabilito nella Costituzione Italiana e nel suo Codice Civile, ma sicuramente non crede nel suo modo di esercitare.
Dove la giustizia dovrebbe esser giusta, attenta è responsabile; nei racconti quotidiani, appare l’esatto contrario !
Famiglie flagellate, bambini legalmente sequestrati, violenti “uomini” che con plichi di denuncie circolano liberamente tranquilli ad ammazzare ex consorti e parentado…
Certo che bisogna reagire, per dire BASTA ma se non si è davvero in molti non si ottiene l’effetto desiderato… ed è per questo che torno a rinnovarvi la mia presenza.
Cogliendo l’occasione mando cari saluti. Antonella

Noi donne sempre più spesso abbiamo paura di
subire rappresaglie, ritorsioni e nuove violenze da parte del violentatore: “Se mi denunci, te la
faccio pagare!”. “Se mi denunci, ti ammazzo!”. Violenze, aggressioni, piccoli e grandi terrorismi
che possono finire con la morte della donna che ha osato denunciare, dopo mesi o anni di
persecuzioni, come è successo anche in alcuni tragici casi recente. Perché sa che lo stupratore,
quand’anche condannato, uscirà rapidamente di prigione: per un indulto, per “buona condotta”,
perché l’avvocato di lui ha fatto ricorso in appello e nel frattempo sono decorsi i termini di
carcerazione preventiva. E sa che gliela farà pagare, questa è la pesante verità. Altro che
denunciare. Non parla, la donna, anche per paura del giudizio sociale: la donna violentata
diventa “res nullius”, cosa di nessuno, corpo oltraggiato, ferito, svalutato, “donna facile” come se
una donna lo stupro “se lo andasse a cercare”, come se ci fosse una colpa intrinseca nell’essere
violentate. E non denuncia per vergogna, perché lei stessa, dopo uno stupro, si sente sporca,
umiliata, ferita, oltraggiata nel corpo e nell’anima.
Come reagire? Non con l’umoralità reattiva con cui si infiammano parole e animi di fronte al
singolo episodio criminale. Ma con la fermezza e il senso di responsabilità operativo che ogni
cittadino e ogni politico deve avere nei confronti di una minaccia reale, quotidiana, pervadente e
ingravescente, di cui solo a tratti emerge il volto più sanguinario o addirittura mortifero.
bisogna garantire che prima venga
scontata completamente la pena. Poi semmai si parlerà di riabilitazione.
E sul fronte della vulnerabilità delle donne? E’ indispensabile che si sveglino innanzitutto i
genitori, soprattutto per proteggere il crescente gruppo di adolescenti violentate nell’ombra e nel
silenzio. Sono i genitori che si devono allertare, educando i figli e le figlie ad una maggiore
autoprotezione, che comincia dal tenere gli occhi aperti su alcuni evidenti fattori di rischio. Dove
sono i genitori di tutte le adolescenti che rientrano a notte fonda, ubriache o drogate? Dove sono
i genitori delle ragazze che escono di casa decentemente vestite per cambiarsi in auto o in taxi
per andare a prostituirsi? Dove sono i genitori delle ragazze con vestiti costosi e griffati,
certamente non acquistabili con la paghetta settimanale?
Se vogliamo ridurre la vulnerabilità delle giovani donne, ma anche dei ragazzi, di cui cresce il
numero di violentati che non denunciano, dobbiamo educarli individualmente: 1)
all’autoprotezione; 2) a non aumentare la vulnerabilità a violenze e stupri, individuali o di
gruppo, con alcool, droghe o atteggiamenti inutilmente provocanti; 3) a non buttarsi via, per
conformismo, per imitazione, per disistima, per illusione di onnipotenza (“tanto a me non
succederà mai niente di male”).
Questo è un lavoro che porta tutta la società a soffermarsi..e comprendere..e dialogare..ma se si continua a correre e non voler capire e qui mi rivolgo agli uomini che sono incapaci di domandarsi cosa gli stà succedendo…
Ecco se non ci fermiamo e non ci poniamo delle domande,credo che sarà difficile superare questa piaga sociale
un abbraccio Maria Vittoria

Scusa, ma perchè non accorci la presentazione dei post, poi chi vuole li apre a parte. Così facendo hai una presentazione migliore della home page!

notizie della manifestazione?

se so qualcosa in anteprima informerò…

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