Mamme Coraggio

VIOLENZA SULLE DONNE: la parola all’Aogoi ed ai dati Istat

Posted on: 20 novembre 2010

A metà novembre, quindi solo pochi giorni fa, c’è stato un importante convegno dell’Aogoi, l’Associazione Ginecologi ed Ostetrici Ospedalieri Italiani, che ha affrontato una tematica alquanto spinosa e delicata, quella della violenza sessuale sulle donne, toccando, senza alcun timore, tutte le problematiche ad essa legate e producendo un valido aiuto per tutti gli operatori.

La dottoressa Valeria Dubini, che è la vice Presidente dell’Aogoi, ha dato grande impulso alla discussione, affermando che la violenza sessuale è un’emergenza assolutamente chiara.

Tale sua osservazione è molto importante, perché dà un valido sostegno a tutti coloro che lottano affinché il tema della violenza sulle donne venga trattato con la dovuta sensibilità ed accortezza, sgombrando il campo da ogni forma di negazionismo, che da più parti imperversa ad inquinare tutte le attività e le forze volte ad aiutare le donne violate.

La dottoressa ha aggiunto che i ginecologi italiani, alla luce della loro esperienza quotidiana sul campo, ritengono di primaria importanza non abbassare la guardia ed acquisire sempre maggiori competenze per intervenire in qualità di medici riguardo alla violenza sessuale.

Durante il convegno, i ginecologi si sono posti il problema di come mettere un argine ed hanno redatto il primo manuale che, dalla A alla Z, descrive l’iter medico  per una paziente abusata.

E’ emerso infatti che le conseguenze di una violenza sessuale, a livello fisico e psichico, posson essere, anzi sono, devastanti e distruttive.

E’ stato messo in evidenza che l’e81% delle donne che si sono suicidate, erano persone vittime di abusi.

Inoltre le donne violate, presentano disturbi fisici importanti, che vanno dalla sindrome post traumatica da stress, a seri disturbi del sonno, a problematiche alimentari piuttosto gravi ed alla pericolosa tendenza ad isolarsi socialmente.

I ginecologi, al convegno, hanno chiarito di essere in prima linea nella lotta alla violenza sulle donne, che va dagli stupri allo stalking, e di voler essere sempre più attivi.

Sempre la dottoressa Dubini, ha sottolineato come, comunque, nonostante la grande forza messa in campo, in Italia si è ancora molto indietro su queste tematica , ed il personale sanitario non è amcora all’altezza di seguire con accuratezza le donne violate.

La dottoressa non ha quindi nascosto che, a fronte di un largo impegno da parte dei ginecologi italiani, ci sono gravi difficoltà da risolvere per fornire un valido aiuto alle vittime.

Bisogna infatti avere come priorità assoluta un personale sanitario preparato, bisogna anche offrire strutture adeguate ed attrezzate.

Purtroppo gli esempi di eccellenza in questo campo sono alquanto pochi.

Come esempi positivi possiamo citare la clinica Mangiagalli di Milano che ospita un pronto soccorso ostetrico ginecologico SVS (Soccorso Violenza Sessuale domestica), che è attualmente sotto la guida e la responsabilità della professoressa Alessandra Kustermann.

In tale punto ospedaliero, le vittime possono trovare un servizio con personale specializzato 24 ore su 24, sia dal punto di vista strettamente sanitario che da quello psicologico e legale.

Anche al S. Carlo, sempre a Milano, particolare attenzione viene rivolta alle emergenze causate dai numerosi abusi che avvengono in famiglia, attraverso l’attivazione dell’ambulatorio ‘Soccorso Rosa’, attivo da tre anni e che opera con grande solerzia e, purtroppo, sempre più spesso.

Ora, mi domando…. se il sistema sanitario italiano, sente la coscienziosa esigenza di poter intervenire in modo corretto e competente, unendo le forze mediche, psicologiche e legali, questo significa che il problema esiste ed è sempre più grave.

Questo vuol dire che molte donne si rivolgono alle strutture sanitarie, anche quando non vorrebbero, per questione di privacy, perchè costrette da problematiche fisiche serie ed evidenti.

Questo vuol dire che le donne non fingono abusi e violenze, come da più parti si vuole far credere.

Questo vuol dire che l’attenzione deve essere massima.

Un’attenzione che purtroppo è abbastanza recente.

Non dimentichiamo che fino agli anni settanta non esisteva la legge sui maltrattamenti familiari.

Non dimentichiamo che, in Italia, fino al ’96 gli stupri e gli abusi sessuali erano considerati delitti contro la morale e non contro la persona.

Non dimentichiamo che solo nel 2009 si è legiferato sullo stalking e che ancora oggi molti giuristi pensano che le norme sullo stalking non servano, che siano un’esagerazione, un’overdose legislativa.

Nonostante si stima che siano 2 milioni 77 mila le donne che  subiscono lo stalking.

Per affrontare il problema , per offrire una migliore competenza sanitaria è stato messo a punto un manuale che sarà consegnato ad ospedali e consultori, dal titolo: “Violenza contro le donne, compiti ed obblighi del ginecologo”, (ed. Editeam), con la prefazione firmata dal ministro per le pari oppportunità Mara Carfagna.

Ma al convegno Aogoi, è stata resa pubblica un’importante indagine Istat, effettuata su un ampio campione di 25000 donne, con interviste telefoniche, che ha prodotto risultati sconvolgenti.

Uno dei dati più preoccupanti proviene dalla città di Milano che è risultata essere il luogo in cui vengono denunciati più stupri.

Pensate che, nel solo anno 2009 sono stati denunciati a Milano 480 stupri, più di uno al giorno.

In Italia, è emerso che solo l’8,4% degli stupri viene denunciato, soprattuto per il fatto che per la maggior parte, i violentatori sono partner, ex o familiari.

Solo il 6,2% delle violenze è opera di un estraneo.

Questi dati la dicono lunga anche su come i mass media ci propinano le notizie.

Infatti, chiunque si basi sulle notizie televisive  per avere un quadro della situazione, potrebbe pensare che in Italia le violenze siano opera soprattutto di extracomunitari.

Ora, risulta chiaro a tutti che molti siano i casi di stupri ad opera di stranieri, ma se andiamo a considerare i dati Istat, l’attenzione andrebbe canalizzata anche sull’altro 93,8% di stupri intrafamiliari.

E di questi se ne parla poco.

Di questi e del problema della certezza della pena…ma questa è tutta un’altra storia.

Comunque l’indagine Istata presenta altri dati che fanno riflettere e spostano il quadro del nostro immaginario collettivo rispetto alle violenze…

Le donne vittime di abusi sessuali o stupri sono nel 45% dei casi donne divorziate, con una laurea e con lavori di responsabilità.

Nel 64% dei casi abitano al centro-nord.

Tali dati ci dimostrano che il ventaglio della diffusione della violenza sessuale sta mettendo radici su diversi livelli di stratificazioni sociali.

Le donne che dovrebbero essere meno soggette a tale problematica, che dovrebbero essere più capaci a difendersi e con una possibilità economica maggiore per poter essere indipendenti, purtroppo non risultano essere, attenendoci ai dati, così capaci.

Anche le cosiddette donne in carriera mostrano fragililità a livello personale, insicurezza relazionale e quindi possibilità di divenire vittime di violenze intrafamiliari.

Consideriamo anche, che esse sono sempre più sole e sempre meno protette dalla famiglia d’origine per l’impianto della famiglia mononucleare, che è andata sostituendosi a quella patriarcale…

Donne sempre più sole in città sempre più affollate.

Sole con le proprie problematiche di violenza familiare, sole a difendersi ed a difendere i propri figli dalla ferocia dei violenti.

Il convegno ha dato voce alle tante donne che i ginecologi hanno potuto avvicinare e curare nelle loro necessità fisiche.

Donne stuprate nel corpo e nell’anima.

Donne deturpate da una guerra il cui campo di battaglia è il loro corpo e la loro anima.

Donne sfregiate, delle cui ferite non si trova la fine.

Io ne conosco di donne così….

Ed è doloroso sostenerne sguardo.

FLO

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10 Risposte to "VIOLENZA SULLE DONNE: la parola all’Aogoi ed ai dati Istat"

Vivo a Milano.
Perchè più spesso al Centro Nord?
Primo: perchè qui le donne hanno il coraggio di denunciare.
Al Sud no. Sanno che non verranno credute e che si ritroveranno contro le loro stesse famiglie.
Secondo: perchè questa violenza “moderna”, secondo me ha connotati nuovi e un po’ diversa da quella di ieri.
Oggi è proprio l’espressione della rabbia di “maschi” prepotenti e incapaci di una maturazione che non accettano l’indipendenza della donna di oggi. Non accettano che la donna si ribelli alla loro pretesa di sottomissione.
Queste le mie riflessioni.

piu’ chiaro se andiamo a guardare le fondamenta marce del pantano dell’eterno fetore:

“Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via.” Bibbia, Siracide IX, 10

“Le donne non dovrebbero essere illuminate o educate in nessun modo. Dovrebbero, in realtà, essere segregate poiché sono loro la causa di orrende ed involontarie erezioni di uomini santi.” Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica… Mostra tutto

“Adamo è stato condotto al peccato da Eva, non Eva da Adamo. È giusto, quindi, che la donna accolga come padrone chi ha indotto a peccare.” Sant’Ambrogio, padre della chiesa cristiana cattolica

“La donna è un tempio costruito su una cloaca. Tu, donna, sei la porta del diavolo, tu hai circuìto quello stesso [maschio] che il diavolo non osava attaccare di fronte. È a causa tua che il figlio di Dio ha dovuto morire; tu dovrai fuggire per sempre in gramaglie e coperta di cenci.” Tertulliano, teologo cristiano

“Ogni donna dovrebbe camminare come Eva nel lutto e nella penitenza, di modo che con la veste della penitenza essa possa espiare pienamente ciò che le deriva da Eva, l’ignominia, io dico, del primo peccato, e l’odio insito in lei, causa dell’umana perdizione.
Non sai che anche tu sei Eva? La condanna di Dio verso il tuo sesso permane ancora oggi; la tua colpa rimane ancora.
Tu sei la porta del Demonio!
Tu hai mangiato dell’albero proibito!
Tu per prima hai disobbedito alla legge divina!
Tu hai convinto Adamo, perchè il Demonio non era coraggioso abbastanza per attaccarlo!
Tu hai distrutto l’immagine di Dio, l’uomo!
A causa di ciò che hai fatto, il Figlio di Dio è dovuto morire!”
Tertulliano, teologo cristiano, De Cultu Feminarum, libro 1, cap 1.

“Non permetto alla donna di insegnare, né di comandare all’uomo, ma se ne stia silenziosa. Infatti Adamo fu plasmato per primo, poi Eva; e non fu sedotto Adamo prima, ma la donna essendo stata sedotta cadde nella trasgressione.” San Paolo, Lettere a Timoteo

“Se è un bene non toccare una donna, allora è un male toccarla: gli sposati vivono come le bestie, infatti nel coito con le donne gli uomini non si distinguono in nulla dai porci e dagli animali irragionevoli.” San Girolamo, padre e dottore della chiesa cattolica

“Se gli uomini potessero vedere quel che si nasconde sotto la pelle, la vista delle donne causerebbe solo il vomito. Se rifiutiamo di toccare lo sterco anche con la punta delle dita, come possiamo desiderare di abbracciare una donna, creatura di sterco?” Sant’Odone, abate di Cluny

“Quando vedi una donna pensa che sia un demonio, che sia una sorta di inferno.” Papa Pio II°

“La donna è male sopra ogni altro male, serpe e veleno contro il quale nessuna medicina va bene. Le donne servono soprattutto a soddisfare la libidine degli uomini.”
San Giovanni Crisostomo, cui è particolarmente devoto Herr Joseph Alois Ratzinger, papa Benedetto XVI°

Chi non ama le donne,il vino e il canto è solo un matto,non un santo!(Artur Shopenhauer)

come è vero…peccato che artur non fosse proprio un santo con le donne…le disprezzava alquanto…salvo prendere poi qualche sbandata per qualche bella donna…flo

ritengo che la liberazione della donna parta da Gesù di Nazareth che le trattoò come persona, che le amò e predilesse la loro compagnia. Apparve per primo alle donne, a Maria Maddalena, quando le testimonianze delle donne non avevano alcun valore…
La bibbia, predica l’uguaglianza…maschio e femmina dio li creò…uomo e donna sono sullo stesso piano….
Nel corso dei secoli il messaggio cristiano ha portato alla liberazione della donna, anche se tanti autorevoli padri della Chiesa, alcuni lei li ha citati, conservano ancora mentalità retrograde non cristiane, sulle donne…il cammino di liberazione della donna in Occidente p stato lungo, ma ho ottime basi per ritenere che la liberazione della donna abbia le sue radici nel Cristianesimo….grazie…flo

Sono d’accordo con te, Flo.
Gli uomini che odiano le donne, in realtà le temono.
Hanno paura di quanto non riescono a dominare.
Gesù Cristo parla in termini di amore.
Un grosso salto di qualità, che presuppone una profonda maturazione interiore.
Il mio augurio, per il bene degli uomini e delle donne, è che si impari a ragionare in termini di amore, di scambio, di sostegno reciproco e soprattutto di rispetto.
Altrimenti, continueremo tutti ad essere soli ed infelici.
Scusate, può essere banale, ma è una realtà molto attuale.

A Milanaccio… questi cianno raggione!

Alcuni uomini si sentono forti se sottomettono una donna, non potendo altrimenti, con la forza fisica. E’ un agire vigliacco, che non ha una collocazione nelle fasce sociali…le attraversa tutte, e non ha collocazione geografica…è ovunque. Credo che finchè non si abbia una maggiore responsabilità sociale su questo fenomeno, inclusa la “certezza della pena”, molto poco probabile allo stato attuale (la legge sullo stalking, ad esempio, è recentissima, quindi ancora in fase di rodaggio la sua applicazione) continueremo a leggere tali indici statistici. Tristissimo! Il futuro che speriamo per le donne….quando diverrà presente?

Intanto, possiamo cominciare a lavorare su di noi: diventando più “amiche” e solidali, anzichè farci la guerra. Intanto possiamo lavorare sulla nostra autostima, imparando noi a volerci bene e a tenerci lontane da uomini che ci trattano male.
Facciamoci avvicinare solo da uomini che ci trattano da persone e non cercano di “possederci” come oggetti di proprietà.
Questo cerco di trasmettere a mia figlia.
Le madri dei figli maschi hanno un ruolo importantissimo: devono insegnare loro, sin da subito, il RISPETTO per le bambine, ragazze, donne.
Secondo me queste sono le basi per un futuro migliore.
In tal modo, in futuro, i “maschi prepotenti e violenti” saranno una minoranza, isolata dagli altri.

sicuramente il cambio pare dalla cultura del rispetto…vero…flo

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