Mamme Coraggio

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La settimana scorsa una mia amica mi aveva avvisato in anticipo dell’uscita di un articolo su Panorama n.24 sulla tematica dell’infanzia violata.

Quindi, di buon mattino sono corsa a comprare il giornale in questione e poi sono andata al solito bar gestito da due miei amici, che ti accolgono col sorriso sulle labbra, anche se il mondo intorno precipita, che se ti vedono un poco pensierosa, ti fanno il cappuccino più buono del mondo e ti riservano il cornetto più ambito.

Tra una chiacchiera e l’altra, una battuta sulle ultimissime sulla politica, guardo la copertina del giornale.
La solita donnina nuda, penso, molto carina e soprattutto con una posa sensualissima ed accattivante, che sembra dica: compratemi, compratemi, sono in vendita.

Chiaramente a me non fa né caldo né freddo, ma sicuramente la tiratura del giornale, se ne avvantaggerà…sono le regole del mercato: esercitare una forte curiosità partendo dagli istinti naturali, più o meno nascosti, più o meno biechi, che albergano in ognuno di noi.

Infatti, un vicino di tavolino, non può non buttare l’occhio e resistere ad un commento sardonico riguardo l’arresto della pornostar per l’accusa di pornografia davanti a minorenni.

Al bar, un pò tutti perdiamo le nostre censure e spesso diciamo quel che veramente pensiamo, sui politici, sullo sport, su tutto, tra sfottò e battutacce…a me piace fare colazione al bar, prendo tanti spunti per i miei racconti…
E poi mi diverto a litigare sui fatti politica, non resisto, mi piace da morire: se uno difende il governo, io lo attacco, se invece lo denigra io lo sostengo a spada tratta. Metto tutti in confusione.

Flo, ma si può capire da che parte sei? Diccelo, una buona volta!

Io lo so da che parte sono, ma non mi piacciono le idee precostituite, senza un contraddittorio, sia da una parte, che dall’altra.
E’ una cosa che faccio da sempre, mi aiuta a ragionare a capire se quello che si dice ha un senso, se quello che penso possa essere giusto, mi aiuta a cercare la strada della verità…e non è semplice, a volte mi perdo.

Comunque, sfoglio Panorama, vado al sommario e cerco l’articolo in questione…pagina 143…eccolo: “Figli scippati per legge“, di Karen Rubin.

Lo leggo tutto d’un fiato, veramente un buon articolo, che cerca di entrare nella tematica dell’affido condiviso, di individuarne la storia e di portarne alla luce le problematiche gravissime che la legge ha prodotto sul piano pratico.

La parte più interessante è legata sicuramente alle testimonianze, soprattutto quella riportata in prima persona di Tommaso, un bambino di dodici anni, sconvolgente ed inquietante.

Il bambino si trova in una casa famiglia da circa quattro mesi, perché, secondo i servizi sociali ed il tribunale dei minori non venivano rispettati i principi dell’affido condiviso, dato che lui non vuole assolutamente incontrare il padre se non in presenza di un medico, di cui si fida, e che vieti al padre stesso di denigrare la figura della madre davanti a lui.

-….papà mi parlava sempre male di mia madre. Io voglio vederlo solo in presenza del mio medico, perchè gli assistenti sociali lasciano che mio padre parli male di mia madre. Invece il mio dottore gli direbbe di smetterla…- questa è una parte della lunga testimonianza del bambino, resa davanti al giudice.

Tommaso non vuole incontrare regolarmente il padre, lui stesso racconta che il padre non gli ha fatto mai del male a livello fisico, ma non tollera il suo comportamento verbale nei confronti della madre.

Tommaso non vuole ubbidire al giudice, agli assistenti sociali, nonostante la madre lo spinga agli incontri stabiliti col padre.

E quello che pensa, che soffre Tommaso, non importa a nessuno: lui deve ubbidire.

E la legge pronuncia: incontri obbligatori.

Ebbene, come lo si può costringere?

Anzi, quale fantastica strada, fonte della saggezza salomonica è stata intrapresa?

Cari lettori, provate ad indovinare…
Il tribunale dei minori ha accolto la richiesta del padre, offeso dall’atteggiamento di Tommaso, ed ha disposto l’allontanamento dalla madre e la collocazione abitativa in una casa famiglia.

Bella idea davvero.

A me non sarebbe venuta in mente. Sono troppo limitata, sapete? Io credo ancora che i bambini debbano rimanere a casa loro!

-Io voglio andare da mia mamma, fare la mia vita normalmente, non stare lì dentro…..-

Più chiaro di così, come lo deve dire il bambino, in ostrogoto?

La giornalista cerca anche di tracciare un quadro di riferimento rispetto alla legge vigente che regola il principio di bigenitorialità, cita anche dei dati riguardo i bambini che si trovano vittime di separazioni conflittuali, riguardo quelli allontanati dalle famiglie ed anche quelli che vengono affidati ad altre famiglie.

Le cifre sono sconvolgenti e con un aumento esponenziale dopo la legge sull’affido condiviso.

Da leggere, ve lo consiglio.

In ultima analisi, l’articolo è veramente buono, spero vivamente che la giornalista continui ad occuparsi della tematica e che vada ad approfondirla, perchè è brava.
Perchè c’è veramente molto, ma molto da scrivere…si è solo ai prodromi della questione.

Certo se ripenso all’articolo di Antonio Rossitto, sempre su Panorama, che mi piacque assai, che entrò nel vivo della tematica, denunciando le gravi anomalie in campo giudiziario, le inefficenze dei servizi sociali, lanciando strali a destra e a sinistra per difendere i bambini sequestrati dallo stato e costretti a vivere in casa famiglia…..certo se lo paragono a quell’articolo, quest’ultimo ci perde in pochino (solo un pochino, brava Karen Rubin).

Devo però aggiungere che Antonio Rossitto, dopo essere stato redarguito (è quello che ho letto su internet), ha scritto un articolo sul caso di Rignano Flaminio, che mi ha fatto accapponare la pelle, per come venivano trattate le testimonianze dei poveri minori violati e dei loro genitori…
.
Se incontrassi il giornalista di persona, avrei molte cose da discutere con lui…ma non credo che gli interessi……..

Peccato, avevo creduto in lui, nel suo appoggio al problema dei bambini allontanati dalle madri.
Mi avevano riferito che è un giovane giornalista pieno di buona volontà.

Avevo pensato che sarebbe stato bello se le persone maggiormente indicate e competenti lo avessero potuto contattare, dare indicazioni, dritte, piste… avrebbero potuto aiutarlo a fare un giornalismo autentico, di denuncia, di informazione vera.

Invece tutto è caduto nella discarica della dimenticanza.

Il suo articolo ha fatto molto rumore, ma gli ha provocato troppi nemici …probabilmente…mi piacerebbe sapere se la mia considerazione su quest’ultimo punto è esatta.

Comunque quell’articolo aveva un’impaginazione migliore, foto, dati, statistiche, colore, insomma gli era stato dato uno spazio adeguato.

L’ultimo articolo, quello di Karen Rubin invece, non è stato facile leggerlo. Nonostante abbia una vista perfetta, riuscivo con fatica a leggere per i caratteri troppi piccoli. Una tematica così importante, così seria, concentrata in tre paginette tutte nere e grigie ( in verità una foto c’è).

Ecco, un buon articolo che poteva essere trattato meglio!

Da più parti mi rispondono: -ma almeno qualcuno ne ha parlato!-

E’ pur vero quello che mi dicono, anzi riconosco senza problemi che Panorama è stato l’unico giornale che abbia dato uno spazio alla scottante questione e ringrazio pubblicamente chi lo gestisce.

Ma non basta, si potrebbe fare molto di più…bisogna trovare il coraggio…
Dico questo soprattutto se osservo il resto degli articoli sul giornale.

Perchè, visto che l’ho pagato ed è un giornale di spessore con firme riconosciute per la loro bravura, me lo sono letto tutto, beh non proprio tutto…le cose noiose no.

Ebbene, mi sono accorta che su Panorama è stato dato ampio risalto alla storia della pornostar ungherese Brigitta Bulgari, che rischia di rimanere in carcere per dodici anni.

Poverina, una carriera stroncata sul nascere.

Pagine e pagine a questa storia un poco cretina e, con la scusa di parlarne, pure infarcita di foto che sono a dir poco disgustose. C’è anche una pagina intera della pornostar che non lascia nulla all’immaginazione…

E’ vero che sono una donna, ma so riconoscere la bellezza dalla volgarità, e qui ce n’è quanta ne volete.

E poi con la scusa di criticare tutte le schifezze ed i messaggi altamente erotici che compaiono nelle trasmissioni televisive seguite da adulti e bambini, vengono proposte, nell’articolo successivo, anche altre immagini ricavate dalle suddette trasmissioni, che sono veramente offensive. Una in particolare, un secchione in calore che insapona una pupa…

Insomma sono pagine ad alto tasso di erotismo, mascherate da una critica acerrima.

Subito dopo, un altro articolo.
Stavolta la pagina mostra un uomo,( per par condicio, se no le donne potrebbero offendersi) disteso in una posa erotica coperto solo da un dolciume. Osservo meglio, mi sembra una caramella, o meglio un lecca lecca.
Blah…

Una foto, in cui l’uomo pensa di essere sexi, sensuale, con lo sguardo ammaliante ma in cui, a mio parere è assolutamente ridicolo e non induce ad alcuna tentazione. Vi assicuro proprio neanche un pensierino…

Oh, se gli uomini sapessero come sono ridicoli in cert pose da donna!

Almeno gli avessero appiccicato una foglia di fico, come nelle più antiche e migliori tradizioni!
Neanche per sogno, una caramella, anzi un lecca lecca.

L’uomo in questione altro non è che un famoso gigolò che giura e spergiura di essere molto ricercato ed ambito da donne in carriera, che hanno poco tempo per l’amore e che cercano solo un diversivo sessuale ogni tanto.

Beh, la sua intervista, è bella lunga, ben impaginata e me la leggo pure, sono curiosa di sapere.

Torno alla pagina precedente a riguardare la foto senza la foglia di fico, mamma mia, non ci uscirei neanche se fosse l’unica persona nel raggio di chilometri e chilometri.
E mi domando perché una donna che ha tutto, debba pagare per avere un uomo del genere.

Oltretutto il gigolò fa pure lo schizzinoso!
Si fa pagare per la prestazione in anticipo, ma dopo la cena se la signora non gli aggrada, se ne va…
Terribile per una donna, pagare e magari farsi rispondere che no, che proprio non piaci…ognuno cerca di farsi male a modo suo. Questo lo so.

Dopo queste riflessioni in libertà, vorrei raccogliere il mio pensiero allontanandomi dalle foglie di fico…

Insomma, vengono affidate pagine e pagine a questioni di marginale importanza, che sì, ci devono pur essere, ma non in misura così esponenziale. Tra le foglie di fico, tra un seno, una mano che vaga dove non dovrebbe, un sedere in esposizione e quant’altro, possibile che ai bambini che soffrono si debbano regalare solo tre misere paginette?

Possibile che un articolo di spessore come quello di Karen Rubin non possa essere imbellettato un pochino meglio?
Ringrazio pubblicamente la giornalista dell’articolo, che non conosco personalmente, ringrazio chi le ha permesso di pubblicare ed ora faccio anche un appello che estendo a tutti i lavoratori dell’informazione:

– Oh voi giornalisti, più o meno famosi, oh voi direttori di testate giornalistiche più o meno note, oh voi esperti dell’informazione, oh voi che ci dilettate e ci arricchite con il vostro lavoro, vi prego, scrivete dell’infanzia violata, dell’infanzia rubata…
Utilizzate il vostro estro, la vostra intelligenza, la vostra penna per la loro causa…-

Chissà, a qualcuno potrebbe arrivare questa mia richiesta e questo mio monito…
Chi vivrà vedrà…

FLO

Da qualche mese mi capita di girovagare e navigare su fsb alla ricerca di notizie, link simpatici, frasi carine e sempre più spesso mi imbatto in siti in difesa dei bambini e delle donne in difficoltà.

In realtà, confesso, mi sono iscritta a tutti i gruppi che si occupavano di queste tematiche ed ho scoperto madri che hanno perso le loro figlie vittime di efferati delitti da parte di fidanzati, compagni o mariti, donne ferite nel corpo e nell’anima a causa di violenze fisiche e psicologiche, madri a cui lo Stato ha ingiustamente sottratto i figli e li ha rinchiusi in case famiglia perchè troppo legati affettivamente e rei di non voler vedere i loro padri abusanti o violenti.

Potrei chiudere fsb e poi proseguire la mia vita, seguendo i tanti interessi e le tante attività quotidiane. Ma non posso, perchè questa realtà parallela di fsb in verità si respira intorno e non posso chiudere gli occhi di fronte alle tante donne vittime di violenza che conosco. Tante.

Poi apro i quotidiani, perchè sono una persona che respira cultura sin da piccola, leggo, rifletto, critico, mi interrogo sulle cose ed i casi di questo mondo, come fa la maggior parte di voi che state leggendo. Mi arrabbio con i politici, mi indispettisco di fronte alle tante anomalie della nostra società e leggo con raccapriccio la cronaca nera. Ma un fatto mi colpisce: ciò che riguarda le violenze nell’ambito familiare, gli assassinii per mano di padri, fidanzati e mariti, non sono quasi mai in primo piano e quasi si perdono tra le decine di crude notiziole di periferia e di sobborghi disagiati.

C’è un contrasto incredibile tra i fatti di violenze ed abusi che leggi sui siti e che ti investe con una crudeltà impressionante e quello che leggi sulle testate giornalistiche, che viene come edulcorato e sciolto nel tempo . E ti rendi conto che quello che di orrendo vedi accadere intorno a te, lo vivono non solo le tue amiche, ma tante, tante donne e sempre di più.

Quelli che ti sembrano grossi errori giudiziari, quando un giudice decide di allontanare un tenero bimbo dalla sua mamma, che tu conosci e sai essere meravigliosa, in realtà sono un diabolico andazzo dei giudici minorili che, in nome di un malinteso affido condiviso tra due genitori, come un deus in terra dall’alto della loro inviolabilità , legiferano delirii.

Voi potete chiudere gli occhi, dire che sono esagerazioni. Fermatevi, lasciatevi investire da queste notizie tremende e purtroppo tutte vere, sentite il puzzo di ingiustizia che emanano, non abbiate paura. C’è una realtà da salvare, donne da aiutare, c’è una mentalità da cambiare, c’è una società che non deve essere nè maschilista, nè femminista, ma fatta di persone che si rispettano nella loro diversità.

C’è una pedofilia galoppante, che ha radici antiche, ma che tesse le sue maglie urticanti ovunque ci siano tenere vittime.
Non chiudete gli occhi, forse qualcuno vicino a voi ha bisogno di aiuto, non pensate che siano tutte stupidaggini.

Io non voglio chiudere gli occhi. Per questo voglio aiutare nell’informazione, attraverso questo blog a cui siete invitati a partecipare, blog che è figlio di tanti altri blog di donne coraggiose che in prima linea combattono per salvare i propri figli. Troverete tanti articoli, che verranno man mano aggiornati, perchè è necessaria la corretta informazione, che ormai è difficile da trovare, perchè inquinata da una mentalità distorta, che vuole rompere quel rapporto unico e speciale che è quello tra la madre e il suo piccolo.

Chiedo anche ai tanti meravigliosi mariti e padri adorabili ed adorati, di non allontanare lo sguardo dai tanti articoli sul tema, presenti in questo blog, ma di pensare che un giorno una figlia, il dolce amore di papà, potrebbe incontrare un uomo, che uomo non è. Credetemi, non sapete quanto sia facile che accada, con tutti i delinquenti che girano. Ripeto non sapete quanto sia facile che accada! E voi potete fare molto, appoggiare la lotta delle vittime contro i carnefici, perchè non accada più.

FLO, il direttore

La PAS (Sindrome da Alienazione Genitoriale) è una “patologia” INDIRIZZATA SOPRATTUTTO ALLE DONNE e coniata da uno psichiatra americano di nome Richard Gardner che la definì “un disturbo che insorge quasi esclusivamente nel contesto delle controversie per la custodia dei figli. In questo disturbo un genitore (alienante) attiva un programma di denigrazione contro l’altro genitore (alienato)”.

Forse ti interesserà sapere che in America questo “luminare” era molto famoso perché aveva testimoniato in oltre 400 cause di divorzio A FAVORE DEI MARITI (tranne rarissime eccezioni), sostenendo la sua teoria e chiedendo il “modesto” onorario di 500 dollari l’ora. In America il Dott. Gardner si guadagnò molte critiche oltre che le ire delle FEMMINISTE.

E a ragione perché più che una patologia, la PAS è uno strumento ad uso dei padri e dei loro avvocati per combattere in tribunale la propria ex moglie ed ottenere l’affidamento dei figli.

Il dott. Gardner, dopo essersi occupato di divorzi e affidamento dei figli, spostò il suo interesse sulle false accuse di ABUSO SESSUALE che alcuni genitori facevano nei confronti dell’altro coniuge per togliergli l’affidamento dei figli. Testimoniò anche per la nota separazione fra Mia Farrow e Woody Allen, nel 1992 (in cui lei accusava lui di aver molestato sessualmente i loro figli).

Riguardo alla PEDOFILIA, Gardner sosteneva che non bisogna essere troppo punitivi nei confronti dei pedofili, che occorre comprendere certi atteggiamenti tenendo nel giusto conto i fattori genetici, che in caso di abuso sessuale del padre sui figli, il padre non va allontanato da loro.

Aberrante, vero?
Il Dott. Gardner morì suicida nel 2003 e, come dichiarò suo figlio Andrew, “ mio padre era terribilmente sconvolto a causa di una grave e dolorosa malattia neurologica che lo aveva colpito e che presumibilmente per questa ragione aveva deciso di uccidersi”.La sciagura della sua teoria oggi si sta abbattendo su tante mamme accusate della PAS che si vedono portare via i figli dall’altro genitore, ma non è tutto!

Nel 2010 uscirà il DSM V, ovvero “la Bibbia degli psichiatri” che includerà anche la PAS. Le implicazioni che ne conseguiranno a livello mondiale, saranno drammatiche per noi donne di oggi e per quelle delle generazioni future!
APRIAMO GLI OCCHI, DONNE!!! Divulghiamo la conoscenza e non sottovalutiamo il pericolo di questa teoria poco empirica e attendibile (PAS)!

Fonte: Giuliana Proietti, DonnaModerna http://usciamodalsilenzio.blogspot.com


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