Mamme Coraggio

Archive for the ‘Misoginia’ Category

Di ritorno da due giorni di vacanza, di prima mattina, mi sono aggirata per casa, con l’intenzione di chiudermi al mondo, di spegnere telefoni e telefonini  e di dedicarmi alla lettura di un buon libro.

Mi piace ogni tanto nascondermi, dedicarmi una giornata, andare a vedere una mostra tutta sola, infilarmi in una libreria o scappare verso un rifugio  vicino al mare, che amo molto. Ogni tanto ci vuole, anche per ‘far riposare la voce’, perché, come ogni donna, parlo sempre: gli uomini dicono sia un difetto, noi donne pensiamo sia un pregio.

Stamattina dunque, mentre cercavo nella mia libreria un romanzo comprato da poco, mi sono imbattuta in una collana di libretti di Schopenhauer.

L’arte di amare le donne“….mi attrae il titolo di un volumetto che mi fu regalato tanti anni fa e mi sono messa a sfogliarlo distrattamente  dimenticandomi di cercare il romanzo.

Di Schopenhauer conosco tanto per averlo studiato all’università e di quel libretto mi sono tornati alla memoria alcuni lessemi che mi erano penetrati indelebilmente nella mente.

Non amo molto questo pensatore conosciuto come uno dei ‘filosofi del sospetto’, un tipo un poco negativo per i miei gusti, uno che pensa male di tutto e di tutti, che ha tentato di distruggere persino Dio. Un pessimista coi fiocchi, insomma. Molti che l’hanno letto, lo hanno trovato geniale e lo hanno seguito nel suo scetticismo  e nelle sue idee velenose.

Io me ne sono ben guardata, ma studiarlo si, l’ho fatto per dovere.

“L’arte di trattare le donne ” però è un libretto simpatico in cui il filosofo utilizza il meglio di sé per dimostrare tutta la sua misoginia, il suo rancore ed il suo odio nei confronti delle donne.

Consiglierei di leggerlo e poi, per ripicca, appallottolarlo per farci un bel lancio a mò di pallone. Oppure riporlo nello scaffale più alto e tenerlo nascosto tra le cose meno gradite.

Fate vobis.

Comunque mi è venuto in mente di farvene conoscere qualche pillola, cari lettori, per farne l’uso che desiderate.

Arthur Schopenauer  però, poverino,un pò di ragione ce l’aveva: era stato segnato in gioventù da una vita dolorosa che lo ha portato e credere che tutte le donne fossero come sua madre.

Il padre di Arthur morì suicida, quando lui era un fanciullo e sua madre, Johanna, una donna con grandi ambizioni letterarie, a Weimar, riunì intorno a sè un circolo letterario che la occupava molto.

Soprattutto, ciò che le prendeva più tempo era un giovane amante di cui Arthur ovviamente fu all’inizio scandalizzatissimo, poi gelosissimo.

Il padre era da poco sepolto nella fossa e già la madre si dava alla pazza gioia senza neanche rispettare un tempo decoroso di lutto.

La verità era che Johanna si sentiva finalmente libera dai lacci prima del padre, poi del marito e, non era disposta a rinunciare alla sua libertà neanche per i figli.  Arthur provò in tutti i modi a farla desistere dal suo atteggiamento che mal si confaceva a quello di una madre attenta ed amorevole, cercò di riconquistare con ogni mezzo le attenzioni della genitrice nei suoi confronti, ma non vi riuscì.

Maturò così una tale avversione per la madre, che scaturì in un odio viscerale nei confronti di tutte le donne e del mondo intero.

Certo fu sempre affascinato dalle donne, ma collezionò una tale marea di delusioni, che la sua misoginia divenne una sua caratteristica e lo portò a disseminare nei suoi scritti  così tante definizioni negative su di esse, che non sono sfuggite agli studiosi e che sono poi state raccolte nel volumetto che ho tra le mani.

“Il sesso femminile…può essere stato chiamato bel sesso soltanto dall’intelletto maschile obnubilato dall’istinto sessuale: in altre parole, tutta la bellezza femminile risiede in quell’istinto”.

Insomma Arthur ha da ridire anche sulla belle zza femminile, ma questo è il minimo.

Le donne sono il secondo sesso, che da ogni punto di vista è inferiore al sesso maschile…“. Qui Arthur parla chiaro!

“Con le donne la natura fa un colpo da maestro:riunisce in esse tutta la bellezza…per attirare gli sguardi degli uomini….e li manda in rovina (gli uomini)”.

La vanità della donna…unita alla sua scarsa intelligenza, rende la donna incline allo sperpero“.

“…la donna nuota a suo agio nella menzogna”. La falsità e la menzogna dunque sono i gioielli delle donne, sempre secondo Arthur.

“Quando le leggi concessero alle donne gli stessi diritti degli uomini, avrebbero anche dovuto munirle di un’intelligenza maschile.”

Avete ascoltato che pensa Arthur? Credo che oggi abbia ancora molti seguaci in questo senso.

Sentite questa: “Le donne hanno sempre bisogno di un tutore; perciò in nessun caso dovrebbero ottenere la tutela dei figli”.

Incredibile: un precursore dei tempi moderni di certi tribunali!

O voi, esperti del settore, voi che con grande facilità consigliate di allontanare i bambini dalle loro madri per farli entrare in una vera casa: la casa famiglia. Vedete , in Arthur trovate un autorevole appoggio! da oggi in poi potreste servirvene per mettere a tacere tante mamme, che sono così petulanti nel chiedere il diritto di crescere i propri figli!

Potrei continuare con altre dotte esternazioni sulla scarsa bellezza, lo scarso genio delle donne, concludo invece con una frase che fa capire quanto le donne siano poco intelligenti:

“Massa di cascamorti che non siete altro…non vi siete ancora accorti che esse…spesso hanno spirito, per caso hanno genio, ma intelligenza mai?”

Care donne, insomma, usate le vostre armi di seduzione per irretire il genio maschile (meschino!), non siete capaci di allevare i figli e per giunta non siete state dotate di intelligenza.

Mamma mia, tanti anni di studio, dunque non sono serviti a nulla?

Ed io che mi credevo così intelligente, in grado di conversare piacevolmente con uomini e donne, in grado di formarmi un pensiero personale, in grado di analizzare una questione qualsiasi.

E tutte le mie amiche, così care, belle, intelligenti, simpatiche, scherzose, forti, bravissime mogli, bravissime madri, bravissime cuoche (non guasta mai!)?

Mi sa caro Arthur che ti sei sbagliato proprio tanto e, come te, tutti coloro che ti hanno ascoltato.

Sai che faccio?

Ti ripongo nello scaffale in alto, in seconda fila e ti nascondo dietro a un libro di una gran  donna: Teresa d’Avila, da cui andavano molti  uomini importanti per chiedere consiglio.

Bene, arrivederci Arthur, a mai più sentirci. Torno a cercare quel bel romanzo d’amore appena comprato!

Per sognare un pò.

Flo il direttore


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