Mamme Coraggio

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Circa due settimane fa, apprendevo con sgomento, che don Fortunato Di Noto, fondatore dell’Associazione Meter onlus, che da oltre vent’anni si occupa di infanzia violata, ha reso pubblico il fatto che, in meno di un anno, circa 65.000 bambini sono stati abusati sessualmente.
65.ooo bambini.
65.000 piccoli, con un’età compresa dai pochi giorni di vita a circa dodici anni, che hanno subito l’indicibile, direi l’impensabile, per gente normale.
Indicibile ed impensabile, perchè se non hai mai visto filmati a cui sono abituati i pedofili, fantasia e pensiero si rifiutano di indagare ed esplorare.
65.000 vittime, nelle mani di un numero altrettanto spropositato di pedofili.
Pedofili…criminali, detrattori di umanità.
Lerci…sozzi fin nelle ossa e nei più reconditi anfratti della loro psiche imbrattata di lurido sudiciume.
Defecatoi dell’umanità, escrementi….come altro definire i pedofili, veramente non saprei.
Non bisogna aver timore di chiamare le cose con il loro nome.
Personalmente credo che la terminologia sopra utilizzata  sia più che appropriata.
65.000 bambini violati.
Don Di Noto, assieme alla sua Associazione ne ha segnalato il numero alle autorità giudiziarie.
Lui ha visto i volti di quei bimbi, ha visto i fotogrammi, i video di corpi di bimbi innocenti, utilizzati come merce senza valore, oggetto di desideri perversi, figli di un male assoluto.
Don Di Noto sta dedicando la sua vita ad una missione, quella di difendere l’infanzia, come insegna il messaggio evangelico e lo fa in prima linea.
Un prete di frontiera…un prete che combatte il male della pedofilia non nella retroguardia, ma in avanscoperta.
Sempre pronto ad aiutare, sempre pronto a difendere il debole e l’indifeso.
Una battaglia immane, se consideriamo l’alto numero di abusati ed abusanti.
65.000.
Eppure, nessuno ne ha parlato, nessuno ha divulgato.
Nessuna testata giornalistica, nessuna televisione, ha sentito la necessità di indagare, di informare, di riflettere.
Come è possibile?
Come è possibile che 65.000 bambini violati non interessino a nessuno?
Verrebbe voglia di gridare.
Ma il grido rimane strozzato in gola e si continua ad ascoltare senza fine quello che ci propinano i mass media.
Allo stato attuale, tre sono gli argomenti principali di cui sono piene le nostre orecchie e qualcos’altro che non è rispettoso nominare…
In primo luogo il caso di Sara Scazzi: interi pomeriggi, su qualsiasi canale televisivo si decida di girare, passati a scandagliare, a sezionare ogni parola , ogni gesto di Sabrina e del padre….Chi sarà il colpevole: SAbrina o Michele?
E la nostra rabbia sale di fronte ad interviste così meschine, di fronte ad esperti criminologi che passano più tempo dal chirurgo plastico ed a scegliersi le inquadrature migliori che a studiare i casi.
Di fronte ad avvocati che ti ripetono per la millesima volta le tre ipotesi, senza far trapelare quale sia per loro la più convincente.
E di nuovo, fino allo sfinimento: chi è il colpevole?
Ma come chi è il colpevole? Sono colpevoli tutti…comunque.
Anche se Michele non avesse ucciso, non sarebbe comunque colpevole dello scempio fatto sul corpo della povera ragazza?
L’altro argomento dibattutissimo è il Grande Fratello su cui sorvolo perchè non saprei cosa dire.
Il terzo argomento più gettonato sono le amanti del Presidente Berlusconi.
Su questo so tutto, potrei parlarvene per ore…potrei raccontarvi tutti i peli ed i peletti.
So addirittura che Belen critica aspramente Rudy, l’ultimo scheletro nell’armadio de Presidente, che passa ore ed ore sotto casa di Fabrizio Corona per farsi fotografare con lui…
Potrei intrattenere un giornale scandalistico con tutto quello che si impara dai quotidiani oggigiorno.
E dei 65.000 bambini violati, neanche l’ombra.
Eppure don Di Noto chiede aiuto, chiede che si dia un nome a questi piccoli, chiede che li si difenda, che si corra in loro aiuto.
Don Di Noto chiede di rompere il silenzio.
Ed io lo rompo….e spero che voi lo rompiate con me.
FLO

In questi giorni, sul filo di fsb, corrono veloci i commenti e lo sgomento per la scandalosa pubblicità alla giornata dell’orgoglio pedofilo.

Orgoglio pedofilo è ertamente quanto di più indecente ho letto negli ultimi tempi.

Ebbene, è ora che si aprano gli occhi su una problematica che ancora fatica ad essere accettata: la pedofilia esiste ed i pedofili vorrebbero avere campo libero di azione in scuole, centri per bambini e quant’ altro.

E’ ora di smetterla di dire:

-Ma Flo, non esageriamo, un piccolo gruppetto, un numero infimo e circostanziato, frutto di un mondo che vive ai margini della società…stiamocene lontani!-

E’ ora di smetterla di giustificare sempre con commenti superficiali e che non hanno alcuno spessore e dignità di pensiero.

Con buona pace di molti politici che, chissà perché, difendono a spada tratta personaggi accusati di pedofilia, lanciando strali contro le vittime ed i loro familiari, o che si permettono di apporre le loro firme su emendamenti che lasciano perplessi e sconcertati, al punto che uno si domanda:

-Ma ci è o ci fa?-

Sicuramente qualcuno ci è e, sicuramente, qualcuno ci fa!

Uniti diventano una miscela fetosa che rischia di far collassare le ragioni della giustizia italiana su queste tematiche.

Dunque, il pedofilo esiste, sa ben nascondersi e molto spesso non viene dai luoghi più degradati a livello sociale e culturale…

Anche da quei posti, in cui si vive tra mille problematiche, carenza di tutto anche di cervello, di di ragione, di cultura, di valori, sì, anche da quei posti emerge il pedofilo, ma purtroppo non solo da lì.

Tra le famiglie più agiate, più in vista, più acculturate e con interessi che spaziano in ogni dove ed in ogni quando, pure lì ci sono i pedofili.

Pure tra l’incenso benedetto, pure nei luoghi in cui le persone cercano il vero senso dell’esistere…

Pure tra i santoni indiani che imperversano nei paesi, nascosti dietro un alone di santità.

Ovunque…

Pure nella classe borghese media…tra impiegati, ministeriali ed altro.

-Che esagerata Flo!-

Non sto dicendo che tra noi incontriamo pedofili come mosche in estate, ma che dobbiamo renderci conto che la pedofilia esiste ad ampio raggio.

Sto dicendo che, siamo così certi che la pedofilia sia un orrore , che non riusciamo neanche a concepirne un’immagine  vagando con la nostra mente, che si ferma schifata, e così non accettiamo di immaginare  che altri possano avere istinti così malsani e disumani.

Altri…che possono essere vicino a noi…

Ecco perché appena si sentono in televisione o sui quotidiani, sempre più spesso, storie di pedofilia, subito ci si pone dalla parte del colpevole; un maestro,  uno psichiatra, un prete, un avvocato, un giudice, un notaio, un ingegnere, mi scuso con le categorie scelte, ma ho in mente dei personaggetti….

Il colpevole spesso è un uomo con garanzie morali e culturali che non lascerebbero adito a dubbi.

Le vittime sono i bambini, cosa volete che sappiano i bambini, cosa volete che dicano di vero, se la loro testa è imbottita di fantasia…

Da una parte i colpevoli che sanno difendersi, con la loro facciata di credibilità, dall’altra le vittime che vengono sistematicamente distrutte con l’ombra della loro poca credibilità.

Per fortuna qualche volta la verità esce a galla feroce e violenta lasciando tutti sgomenti: i bambini avevano ragione, la violenza l’hanno subita!

Scandalo, sconcerto, non può essere, va bè, hai visto che famiglia…che degrado…e giù a cercare giustificazioni per riuscire a catalogare  l’orrore in maniera tale da poterlo dimenticare senza sentirsi in colpa…ed in maniera tale da poter continuare a dire: qualche volta succede…

No, succede sempre più spesso, al punto che i pedofili si permettono di dire: ci siamo, siamo la gioia del mondo, dei bambini ed altre schifezze varie…si permettono di essere orgogliosi del loro stato e di provare ad uscire allo scoperto, con gesti assurdi come quelli della candela,  per provocare, solo per provocare e far conoscere la loro voglia insana di far del male…

Intanto, quanti minori hanno dovuto subire e subiscono incidenti probatori che, nelle mani di alcuni esperti, sempre gli stessi purtroppo e che si riferiscono a gruppi di pensiero ben precisi, vengono  fatti a pezzi, smontati, rimontati, diagnosticati e contraddetti punto per punto, parola per parola, con nessi che spesso risultano sconnessi.

Intanto, a quanti minori, alla luce di quanto sopra, viene rifiutato un processo per verificare le loro accuse.

Quanti minori sono costretti ad incontrare per forza il loro violentatore, perchè non sono stati creduti…

Andando oltre, quanti bambini, vivono il dramma della violazione personale senza potersi difendere…

Perché questi piccoli, pur essendo delle personcine deliziose, vanno cresciuti, accuditi, educati, dipendono in tutto e per tutto dagli adulti.

E allora come difenderli?

Aprendo gli occhi innanzitutto…

Perchè se il problema viene posto in evidenza e gli viene dato il giusto valore, allora la razza immonda dei pedofili si può pure estinguere…

Insomma, si estinguono delle razze meravigliose di animali e noi non possiamo far estingure i pedofili?

Dobbiamo…

Intanto i bambini vanno educati a raccontare ogni cosa, ogni loro esperienza, senza apprensione sicuramente, ma questo è importante.

Ogni gesto che il bambino compie , ha un suo valore, un suo significato…se non vuole stare con una determinata persona, sia essa un familiare od un amico o un educatore, se non lo vedete  a suo agio, se ha degli atteggiamenti che non gli sono abituali, bisogna cercarne il perché…

Osservare, ascoltare, cercare di capire, ragionare…

Tante volte i capricci dei bambini sono presi dagli adulti come dei segnali di scoccianti e da tacitare.

E’ necessario invece approfondire, stabilire ragioni, anche se ci vuole del tempo…

I bambini non sono un botta e risposta, almeno non sempre, e raccontano i fatti con un linguaggio che non è il nostro.

Per estinguere il pedofilo, bisogna dare voce al bambino.

Gli ultimi fatti di cronaca, legati ad alcune educatrici dell’asilo che trattavano con violenza gli infanti, ci hanno dato una lettura alquanto interessante al riguardo.

Le mamme dei bambini che hanno subito azioni violente, hanno raccontato che, al momento dell’andare all’asilo, i loro piccoli diventavano nervosi e piangevano. Hanno raccontato tanto altro, ma non mi dilungo perché avrete certamente letto.

Ora, molte volte gli adulti giustificano questi capricci trovando altre soluzioni, e  queste possono anche essere vere, ma non sempre.

I bambini violati rivelano degli atteggiamenti, dei segnali inequivocabili, sia partendo da una gestualità legata alla sessualità che non dovrebbero conoscere, vista l’età, sia da comportamenti di chiusura, di paura, da pianti dirotti senza alcun evidente motivo….

Esiste tutta una casistica di segnali che sono stati codificati da alcuni psicologi interessati a questa problematica…

Ma importante è sempre confrontarsi col bambino, non solo riempirlo di tante cose che forse non gli servono e che limitano anche la sua fantasia e la sua ricerca personale.

Ascoltiamo i bambini, ognuno troverà la maniera più consona per entrare in un rapporto di fiducia con il suo piccolo.

Tutto questo servirà a difenderlo, ad insegnargli pian piano che ci sono persone di cui ci si può fidare e persone da cui tenersi alla larga.

Tutto questo non implica la chiusura del bambino e della famiglia rispetto al resto del mondo.

Anzi…

Non bisogna avere paura dell’altro, il bambino deve essere educato a relazionarsi, ad aprirsi, a vivere senza paura tutto ciò che di bello la vita propone ogni giorno, anche a partire dalle persone che si inseriscono nel suo cammino.

Ma bisogna anche insegnargli che esiste il lupo cattivo e che non si deve addentrare nel bosco da solo….

Se riusciamo ad uscire dal nostro borghesismo, se riusciamo a renderci conto che la realtà ha diverse sfumature, alcune tendenti al nero totale, ecco allora abbiamo buone possibilità di estirpare l’ignobile razza dei pedofili.

E vi assicuro che non mancheranno proprio a nessuno.

Tremate razza di pedofili!

FLO

Ai Sacerdoti piace essere chiamati “Padre” e, preferibilmente, la gente li chiama e li definisce con questo appellativo. Anzi a molti cattolici piace anche definirsi “figlio spirituale” del proprio Padre Spirituale, ed anche i Padri Spirituali chiamano “figli spirituali” quelli che li frequentano.

L’attribuzione del ruolo di “paternità spirituale”: inconsciamente è anche compensativa della carenza e della frustrazione della paternità fisica, mettendo in atto una pulsione comportamentistica imitativa del comportamento dei veri padri fisici.

Comunque tutto quello che avviene a livello di inconsapevolezza, o di non piena consapevolezza, corrisponde sempre ad una perdita di autocontrollo, e soprattutto dell’autocontrollo delle proprie pulsioni genitali, che il soggetto, in stato di piena coscienza aveva promesso e giurato di autocontrollare come impegno più importante della sua scelta di vita.

Putroppo la perdita di autocontrollo delle proprie pulsioni genitali avviene anche tra gli stessi fisici, che con la violenza sessuale, pretendono di esercitare la padronanza sulle proprie creature, anche rivendicando legalmente il diritto di proprietà sui minori, particolarmente nelle circostanze di separazione dei genitori; e i giudici la devono riconoscere, nonostante maltrattamenti e di eventuali abusi sessuali perpetrati verso i loro figli.

Questi riconoscimenti legali arretrano la civilizzazione, riportando la società all’epoca dell’antica Roma, quando riconosceva al “paterfamilias” il diritto di vita e di morte su moglie e su figli. Oppure si ripete la”strage degli innocenti”, di erodiana memoria.

Il fenomeno della pedofilia accade più frequentemente in ambienti che raccolgono numerosi bambini “handicappati” da sintomi di povertà, di abbandono, di cecità e sordomutismo, di mutilazione o handicap fsico, di perdita precoce dei genitori; si tratta di orfanotrofi, patronati, collegi e qualsiasi comunità di minori, gestite da persone che hanno scelto il celibato per dedicarsi alla gestione dei bambini adolescenti e preadolescenti colpiti da queste disgrazie. Infatti più le sintomatologie si concentrano: più provocano bisogno di tenerezza, di commiserazione e di compassione.

Comunque le comunità sono sempre costituite da somme di beni e di mali, che pesano enormemente sulla buona e sulla cattiva coscienza di chi li gestisce.
Anche il Papa Woytila aveva scritto la raccomandazione di non concentrare ragazzine nelle sacrestie per fare da chierichette, ma a questo appello non si è dato alcun ascolto, come i fatti dimostrano.

La stessa minor età è un fattore provocatorio di questi interventi pedofili.
Ultimamente questo comportamento è stato favorito, accreditato, o permesso dalla autorevolezza della psichiatria, che il “famoso” psichiatra Richard Gardner ha personificato formulando, sul piano comportamentistico, metodi educativi e rieducativi per soggetti normali e deboli.

Evidentemente la teoria di Gardner è stata giustificata dalla “deformazione professionale”, che sempre avviene da parte di chi si dedica esageratamente o esclusivamente all’esercizio nella propria professione.

L’impressione che lasciano le sue teorie acquisiscono maggiore importanza anche perché sono idee di un medico e di uno psichiatra, e comunque contengono delle novità o contraddizioni a ideologie precedentemente accettate.

A tutto si aggiunge che i comportamenti amorosi frequentemente avvengono in occasione di disgrazie, di disagi, di incomprensioni, di infedeltà, o di qualsiasi dispiacere e si tratta di isterismi compensativi di tutto quello che è accaduto di male; i pedofili normalmente sfogano il proprio isterismo, sempre inventando mali o beni che esistono o non esistono nella realtà delle persone abusate.

Tutti i pedofili ritengono di esercitare un benevolo paternalismo, attraverso la manipolazione sessuale, specialmente i “Padri Spirituali”, affermando di svolgere affettuosamente un’attività di assistenza, di educazione o anche di insegnamento tendendo a identificare con l’amore l’esercizio della propria incombenza e arrivando anche a definirlo missione.

Inoltre può dirsi pedofilia anche l’intrattenimento, comunemente più frequente e più lungo sui comportamenti sessuali, del proprio figlio spirituale, o del proprio allievo, o del proprio educando: attribuendosi il diritto e dovere di fare un discorso di educazione sessuale, specialmente nel periodo della preadolescenza, quando gli adolescenti incominciano a sentire maggiormente le prime pulsioni sessuali.

Il discorso della educazione sessuale assolutamente non appartiene al sacerdote, né all’educatore, né al docente come tale. Chi crea la vita ha il dovere e il diritto di istruire la propria creatura, sulle leggi della vita che gli ha data, creando anche la vita psichica, che è completezza di vita. Infatti questo dovere naturalmente il genitore lo svolge verso i tre anni, quando gli inculca la necessità e la motivazione dell’abbigliamento.

È un dovere che purtroppo deve sempre fare, anche controvoglia, perché insegna il male alla propria creatura, rendendola maliziosa e maligna.

Il sacerdote, che ha scelto di svolgere il compito della educazione e della gestione della spirituale, attraverso la sublimazione mistica della fisicità, cresciuta nello stesso sacerdote, come ogni altro essere umano normale: si è impegnato con il voto perpetuo del celibato, ad astenersi da ogni intervento fisico erotico e genitale sul proprio e altrui corpo.

La pedofilia esercitata dalle persone che hanno scelto il celibato dimostra la inopportunità della qualifica di “voto perpetuo”.
Infatti nella vita accade che sia umanamente sempre possibile cambiare opinione, o convinzione. o scelta.

Più utile ed opportuno in ogni tempo sarebbe allora il “voto temporaneo”, allo scadere del quale il sacerdote e qualsiasi persona “consacrata” possono sentirsi di continuare ad assumersi la responsabilità di quell’impegno, oppure di non sentirsi più in grado di assumersi quella responsabilità.

Come potrebbe accadere che gli stessi responsabili supremi delle istituzioni ecclesiastiche abbiano motivazioni di non ritenere più opportuno l’affidamento di queste responsabilità.

Il rinnovo è sempre un processo di generazione, o di rigenerazione della vita, e la vita l’ha capita solo chi ha capito che bisogna sempre ricominciare; mentre chi ha solo capito che bisogna “continuare”: non ha capito niente del valore della vita.

Dr.Giovanni Basso – Psicologo


Il tema è di grande attualità, è delicato e non sempre affrontato in maniera corretta.

Poichè negli ultimi tempi sono emersi casi penali in cui i testimoni sono i bambini, soprattutto nei casi di abuso verificatisi in varie scuole, in varie parti dello stivale, credo che sia importante domandarsi come si comporta la memoria nei bambini.

Cosa ricordano i bambini?

Già negli USA il problema di come i bambini ricordino, di cosa ricordino e se ricordino in maniera sbagliata è molto importante e determinante soprattutto nei casi di abusi sessuali nei confronti dei minori.

Sappiamo che in alcuni processi non è stato possibile verificare la veridicità o meno delle testimonianze.

Questa problematica purtroppo sta risalendo anche nel nostro paese, a causa di varie denunce di abusi sessuali sui minori, i cui testimoni principali sono appunto i bambini.

Dagli Usa ci arrivano una serie di studi, di articoli che tentano di dimostrare che il meccanismo della memoria, va perfezionandosi nel tempo, con il passare degli anni. Gli adulti quindi avrebbero una relazione più matura con la memoria, cioè i loro ricordi sarebbero più vicini alla realtà, quella dei bambini invece sarebbe meno affidabile.

Le implicazioni di queste conclusioni, possiamo ben immaginare a cosa portino.

Al fatto che i bambini siano ritenuti poco attendibili.

Quindi…fate vobis.

Io oggi vorrei farvi conoscere due psicologi della Cornell University, non certo due pivellini, Charles Brainerd e Valerie Reynas.

Se girate su internet, potrete imbattervi nei loro articoli, ma in lingua inglese.

Ancora nessuno mi sembra abbia tradotto, per i più, i loro studi.

E questo per me è una grave mancanza per la conoscenza nel campo degli studi di psicologia infantile.

Con gran fatica dunque, ho potuto avvicinarmi ai loro studi, che ritengo affidabili, seri ed importanti al fine di contrastare una certa mentalità che si basa non su certezze razionali, ma su teorie a mio parere poco modellate sul reale.

Dunque, i due ricercatori, al termine della loro indagine, sono giunti alla conclusione che la memoria dei bimbi è certamente più ‘limpida’  se rapportata a quella degli adolescenti ed a quella degli adulti.

In definitiva, Brainerd e Reynas sono giunti ad una conclusione assolutamente opposta rispetto ad altri loro colleghi.

Come hanno fatto, cosa hanno analizzato?

I due psicologi sono partiti dal fuzzy-trace theory, cioè si sono avvalsi di un approccio teorico che giunge alla ricostruzione ottimale della memoria partendo da vaghe memorie che si codificano lungo un percorso continuo.

In parole più semplici i ricercatori hanno cercato di indagare e scoprire come si creassero i ricordi nei bambini, nelle varie età.

Si sono avvalsi di due liste di parole, che hanno presentato a bambini di 6, 10 e 14 anni, a pochi minuti l’una dall’altra.

Nella prima lista gli studiosi hanno inserito termini divisi per categorie quali, cose, animali, mobili, frutti.

Nella seconda lista hanno catalogato le stesse parole della prima, ma con l’aggiunta di sostantivi assolutamente nuovi rispetto alla prima lista, ma che appartenevano agli stessi gruppi di significato.

Gli psicologi, dopo aver dato il tempo di ascoltare le due liste, hanno chiesto ai bambini quali parole appartenessero alla prima lista.

Ebbene, è risultato che i bambini più grandi erano quelli che cadevano più facilmente in errore perché erano sicuri che parole presenti solo nella seconda lista, fossero già presenti nella prima.

Perché?

Per effetto della correlazione semantica, cioè per la loro capacità di collegare i significati delle parole: due parole diverse, ma con lo stesso significato.

I due studiosi quindi, in base ai loro studi sostengono che, poiché i bambini piccoli  non hanno ancora sviluppato l’abilità di collegare i significati delle parole, non possono, per conseguenza, creare falsi ricordi né fare errori riportando alla mente avvenimenti accaduti.

Ecco che le conclusioni a cui giungono i due psicologi hanno delle implicazioni veramente importanti, che voglio esprimere attraverso le loro stesse parole:

“POICHE’ QUESTI IMPLICAZIONI SONO FREQUENTI NELLA VITA REALE, L’IDEA CHE LE TESTIMONIANZE DEI BAMBINI SIANO PIU’ FACILMENTE SOGGETTE A FALSE MEMORIE NON E’ PIU’ FACILMENTE SOSTENIBILE”.

Avete compreso bene, cari lettori, la memoria dei bambini è più attendibile di quella di un adulto.

E direi che sia ora di smettere di trattare i bambini come dei trogloditi, degli uomini a metà, che non vanno ascoltati, né tantomeno ritenuti credibili.

IO CREDO AI BAMBINI.

CREDO ANCHE CHE I FALSI ABUSI SIANO IN REALTA’ ABUSI, VERI ABUSI, NON RICONOSCIUTI, PERCHE’ LA PAROLA DELL’ADULTO, CHE HA MOLTE POSSIBILITA’ DI SAPER MENTIRE, HA PIU’ VALORE DI QUELLA DEI BAMBINI.

CHE TRISTEZZA, CHE AMARA VERITA’.

Voglio concludere questa discussione, appoggiando la tesi dei due psicologi, con quello che la maggior parte delle persone vive accanto ai bambini: se qualche volta siete colpiti dalle frasi simpatiche dei bambini e le riportate ad amici o parenti alla loro presenza, avrete più volte verificato che, siete  stati corretti dai bambini stessi perchè non avete riportato le loro stesse parole, ma avete utilizzato dei termini assonanti dal punto di vista semantico, che loro non hanno riconosciuto. I bambini hanno dunque pensato che voi aveste mal ripetuto le loro frasi.

Questo con i bambini piccoli succede spesso. Loro, non conoscendo altre terminologie, richiedono che i loro discorsi siano riportati utilizzando le loro stesse parole.

In conclusione:

I ricordi dei bambini hanno ampia possibilità di essere veritieri, nei casi di abuso, purtroppo, e sottolineo purtroppo, possono essere veritieri.

I bambini vanno ascoltati, veramente, nella maniera più idonea e smettendo di pensare che la fantasia o gli incubi condizionino la loro visione di ciò che è reale.

Flo


Mi sono resa conto che è sempre bene ricordare e sottolineare che nella maggior parte dei casi di separazione, gli ex coniugi, che rimangono comunque e sempre entrambi genitori, si accordano per provocare meno traumi possibili alla loro prole. Essi devono far fronte a varie problematiche, alla gestione di un nuovo stile di vita, alla nascita di nuove relazioni, alla divisione dei beni comuni, ma soprattutto a saper aiutare i bambini, posti loro malgrado, di fronte alle nuove scelte dei genitori.

I figli delle coppie separate, sicuramente risultano più fragili a livello emotivo e relazionale, sicuramente soffrono per la rottura di un equilibrio che li vedeva al centro di un mondo, che più o meno improvvisamente cambia scenario e panorama.

I genitori, dunque, devono essere pronti a rendere meno traumatico possibile il passaggio ad un nuovo assetto familiare e devono certamente essere entrambi presenti nell’educazione e nel cammino di crescita.

Ciò detto, quando si parla di queste separazioni, fa ridere l’affido condiviso, perchè un padre coscienzioso, sa e comprende che i figli debbono avere una stabilità e riconoscere un luogo preciso come la loro casa. Sa che bisogna rispettare le necessità dei bambini e cercare di essere il più presente e disponibile possibile.

Le madri invece, sanno che i figli amano il loro padre e sono contente che lui si occupi di loro, che le aiuti a risolvere i problemi contingenti che nascono di continuo. Le madri quindi, dal canto loro, stando maggiormente a contatto con i figli, hanno anche il compito di aiutare a mantenere un clima disteso e naturale nelle relazioni col padre.

I figli, che amano entrambi i genitori e che mai potrebbero scegliere tra i due, si devono sentire liberi di frequentarli entrambi, senza eccessive imposizioni di orario. Non c’è nulla di male se i bambini non possono andare tutti i week end col padre, ma non c’è neanche nulla di strano se ci si mette d’accordo di volta in volta, tenendo presente sia le necessità dei figli, sia quelle degli adulti.

Non dovrebbero essere i giudici, i servizi a d organizzare gli incontri, ma i genitori stessi, alla luce di tutte le peculiarità che sono proprie di ciascun nucleo familiare.

Queste coppie che sanno fare il bene dei figli, ma che sanno anche organizzarsi , che sanno continuare a cercare un modo per sostenersi esistono.

Sicuramente mai nessuna separazione sarà priva di questioni da dirimere ( vi racconterei favole), ma persone di buon senso e con capacità di ragionare e di amare possono superare le difficoltà ed imparare ad accordarsi nel miglior modo possibile, anche con momenti di tensione probabilmente superabili.

Tutta questa premessa crolla in toto di fronte ad una serie di separazioni che definire conflittuali è troppo poco.

In alcuni casi, purtroppo sempre più frequenti, i problemi non riguardano solo la relazione tra due persone, ma i rapporti con i figli.

Prendiamo il caso di un marito violento, perchè è di questo che per l’ennesima volta mi voglio occupare. E’ chiaro, che anche una santa Maria Goretti, non riuscirebbe a trovare un punto d’incontro possibile per i figli, se l’ex marito appartiene al club degli uomini malevoli. E’ chiaro che la separazione, non riuscirà ad essere consensuale e, tra giudici, avvocati di parte, capaci di fomentare a più non posso, la situazione, omai lo sappiamo, va a degenerare quando intervengono anche i servizi sociali che, salvatori dei poveri bambini, cercano di barcamenarsi alla meno peggio.

Un uomo violento non è pericoloso solo con la ex moglie, un uomo violento è malevolo sempre e fino in fondo e, da quanto osservo, non vuole il bene di nessuno, neanche dei propri figli.

Con quanta angoscia, una madre, che conosce bene, fin nei più intimi particolari le brutture dell’animo e delle azioni di un uomo violento che le è vissuto accanto, con quanta angoscia dicevo, vede uscire di casa i suoi piccolini per recarsi col padre.

Con quanta paura, paura inascoltata, paura che attanaglia, ma che nessuno riconosce. Inutile affidare le proprie angosce ai servizi sociali: per loro sei semplicemente una madre malevola, che vuole trasmettere il suo odio sui figli, non consentendogli regolari incontri col padre che, chissà perchè, è sempre un povero padre, bistrattato ed ingiustamente offeso.

Inutile sperare in un aiuto dagli avvocati: signora è la legge, e la legge non si discute.

Inutile supplicare il giudice che si occupa del caso: a malapena si legge le carte, ti guarda in faccia, ascolta, ascolta e poi decide che, come dicono i servizi, la signora deve rispettare in ogni modo gli incontri tra padre e figli altrimenti sono guai e che, per favore, si facesse passare tutta questa montagna di odio.

La mamma, ex mogle di un uomo malevolo, cosa può saperne di cosa sia il bene dei figli?

Interessanti sono le famose terapie di coppia, gli incontri presso i servizi con esperti del mestiere, che mettono di fronte vittima e carnefice.

La vittima, se è stata vittima e per anni non si è saputa difendere, come pensate che si sentirà?

Qui uno psicologo in gamba avrebbe molto da raccontare.

Inoltre è bene sottolineare che le paure della madre di fronte ad un uomo malevolo sono alimentate dalle paure dei figli.

E’ questo il punto: tutti pensano che la madre crei paure nei figli nei confronti del padre.

In realtà le paure della madre non nascono solamente dal suo vissuto con l’uomo violento, ma soprattutto da quanto raccontano i bambini, dai loro pianti dal cambiamento di atteggiamento che spesso presentano, dalla volontà di non voler ripetere gli incontri col padre per il grande timore.

Chi ha creato quest’aurea di terrore intorno al povero padre?
LA MADRE, E’ LEI LA COLPEVOLE: su di lei gli indici puntati di avvocati della parte avversa, servizi, ctu, giudici.

Su di lei è puntato anche l’indice del marito malevolo: è lei, solo lei che mi mette contro i figli.

E’ STATA EVA.

Che abbaglio terribile!

Come è possibile dare questa lettura, così poco aderente alla realtà?

Come è possibile che non attraversi la mente di questi competenti e non vi alberghi, la possibilità che i figli sono terrorizzati dal padre perchè il padre è un violento?

Il padre è un violento: può esserlo e incutere terrore a livello psicologico, può esserlo nel linguaggio, può esserlo nei modi.

Può anche nasconderlo molto bene con gli adulti. E tutti a credere che la madre sia una disgraziata.

E quando poi la madre si rende conto che il padre malevolo è anche un uomo che abusa dei suoi figli?

Alcuni leggendo cominceranno a sentirsi la sedia bruciare: ancora con queste storie!

Apriamo gli occhi. Finora si sono nascosti i fatti grazie a periti consenzienti, si sono chiusi i casi e le denunce sono andate a farsi benedire con la scusa che i bambini mentono e dicono le cose suggerite dalla madre.

In primo luogo chi arriva a conclusioni affrettate e rassicuranti non conosce bene le dinamiche che avvengono in una madre che si trova di fronte ad un possibile abuso sui figli.

Prima che la madre apra gli i occhi su una realtà del genere, devono accadere molti , ma molti fatti, devono essere superate tutte le barriere ed i tabù della madre stessa e, se questa riesce a sopravvivere ad un infarto, non può far altro che chiedere aiuto e denunciare.

Denunciare per poi sentirsi dire, dopo che tutti gli esperti hanno parlato, che i bambini sono indotti.

Interessante. Immaginiamo che un bambino senta sempre sua madre ripetere che il papà è cattivo. E’ assolutamente probabile che il bimbo, in tenera età, impari a credere che il padre sia cattivo. Ciò non lo aiuterà di certo a continuare un buon rapporto con lui.

Inmmaginiamo ora una madre convincere il figlio che il padre gli ha fatto questo, gli ha messo quello e quell’altro:scusate non mi va ora di ripetere le cose che si trovano scritte negli incidenti probatori e che annichilebbero qualsiasi persona normale.

Beh, potrebbe essere che una pazza possa riuscire a convincere un figlio di dieci, undici anni e più. Ma sicuramente non può indurre un bambino di tre, quattro, cinque sei anni a racconti del genere, perchè i bambini a quell’età non conoscono quello di cui parlano. O hanno mangiato sin da piccoli latte e film porno?

No, è assolutamente non credibile che una madre abbia indotto il figlio a racconti di abusi sessuali, descritti, vi assicuro, nei minimi particolari, anche se con un linguaggio infantile.

Un altro fatto che mi colpisce e su cui si pone poco l’attenzione, è l’atteggiamento dei bambini, che durante gli incidenti probatori, pur se messi a loro agio, si vergogano moltissimo di quello che raccontano. Non lo fanno come se fosse una filastrocca imparata a memoria.

Asoltare un incidente probatorio di un bambino piccolo è devastante. Ma gli esperti riescono a dimostrare che è tutto falso. E le perizie di parte non vengono prese in considerazione.

Mi voglio ripetere: non è possibile che una madre induca, più o meno consciamente un bambino piccolo a parlare di abusi.

Mamme e bambini in questo caso non mentono, solo che non vengono creduti.

Ma anche se non vengono creduti, la realtà rimane la stessa, non cambia di certo: il bambino è stato abusato.

E questi poveri bimbi verranno costretti ad incontrare i loro padri abusanti con l’avallo della giustizia.

CHI LI DIFENDERA?

Flo il direttore

Nelle ultime settimane è tornata prepotentemente alla cronaca la tematica della pedofilia, legata soprattutto a casi gravissimi accaduti all’interno della chiesa cattolica.

Dopo aver letto di tutto, attraversando il pensiero dei vari orientamenti, mi sento di aggiungere qualcosa anch’io.

In primo luogo ci tengo a condannare la pedofilia, da qualunque parte essa provenga. Proprio poche ore fa, il Papa ha incontrato a Malta alcune vittime di preti pedofili. Una delle vittime, un uomo piuttosto giovane e padre di una deliziosa bambina, ha raccontato che il Santo Padre ha pianto di dolore nell’ascoltare il suo tormentato racconto.

Il Papa che conosciamo, abituato per educazione ricevuta, ad essere sicuramente meno espansivo del suo amato predecessore, non ha potuto far altro che commuoversi fino alle lacrime, non riuscendo a contenerre il proprio sgomento e la vergogna per quello che hanno fatto i colpevoli.

E con lui piangiamo tutti noi, per le vittime passate, presenti e forse future, piangiamo perchè la pedofilia è un dramma che sta tornando prepotentemente dal passato ad inquinare la nostra società, i nostri bambini, il nostro futuro.

Piangiamo perchè quel lassismo che riscontriamo in ogni ambito umano, in politica con scandali che si inseguono uno dietro l’altro, nei canali di comunicazione, nelle strade, nei luoghi d’incontro, quel lassismo, dicevo, sta portando ad una crisi valoriale, ad una deriva morale che fa ricordare Sodoma e Gomorra.

Nonostante la bellezza, la grandezza, l’ampliamento delle capacità e delle conoscenze dell’uomo, nonostante il sogno di uno stile di vita migliore per tutti, l’umanità, sempre più capace di dire “IO”, sempre meno disposta a dire “Dio”, sta sprofondando in un abisso di feccia.

La pedofilia è la cartina di tornasole di questa tragica realtà. Se ne parla ovunque e con tutti i linguaggi e ci si chiede se i casi aumentano prepotentemente per il fatto che se ne parla di più, perchè si è rotto un tabù o perchè sia una piaga di questa società soprattutto.

Personalmente sono molto addolorata per quanto è emerso, ma sono convinta che la verità vada guardata in faccia anche se ha il volto della Medusa. Credo che non biosogna temere di far pulizia e che bisogna invitare a parlare chi ha subìto.

Ma sono anche convinta che si stia mettendo in primo piano il problema della pedofilia nella chiesa per non occuparsi e tenere in ombra un’altra triste realtà: se nella chiesa si è rivelato questo obbrobrio, nella società civile la questione esiste eccome ed è ben nascosta.

Premetto che mi sono piaciute le parole del Papa a Malta in cui sosteneva che gli uomini hanno tentato di distruggere la bellezza della chiesa voluta da Cristo, uomini che sono all’interno della chiesa stessa e che hanno nascosto il male dietro una facciata di bene.

E se pensiamo che Gesù ha avuto parole durissime sulla pedofilia, non possiamo che sostenere che questi sacerdoti di Cristo, indegni, hanno distrutto la vita, l’anima delle loro vittime.

Infatti l’evangelista Matteo riporta le parole testuali di Gesù. Egli dice che chiunque tocca, fa del male ai bambini, è meglio che si metta una corda al collo, vi attacchi una macina e vada a buttarsi a mare.

E’ l’unico caso, l’unico peccato che Gesù non perdona, lui che ha perdonato pure coloro che lo hanno appeso su una croce e lo hanno ucciso.

Se Gesù è stato così duro, non mi sento in colpa se dico che per questi distruttori della santità dalla vita sarebbe buono un lunghissimo periodo di lavori forzati.

Ma piuttosto che farmi prendere dal rancore verso questi demoni travestiti da persone buone e disponibili, vorrei ritornare su quanto affermato poco sopra: il dramma della pedofilia è nascosto nell’ambito civile.

Quante persone partono per viaggi verso terre dove è più facile praticare il turismo sessuale con bambini, quanti siti nascono ogni giorno, pagine di fsb , che veicolano messaggi di pedofilia.

Inoltre fatto gravissimo, per un caso a settimana di abuso su minori che compare sulla cronaca, moltissimi non vi arrivano e non vi giungeranno mai perchè oscurati.

Parlo dei numerosi casi di denunce di pedofilia su bambini piccoli fatte da madri disperate che chiedono aiuto alla giustizia.

Parlo dei casi (numerosi), in cui padri orchi vengono denunciati da madri che vogliono difendere i loro figli e che credono ai racconti dei bambini.

Ebbene, le denunce vengono fatte nelle sedi preposte, in genere presso i carabinieri, poi un PM se ne occuperà e se si convincerà della veridicità della denuncia, porterà il caso presso un giudice del tribunale penale. Da qui partiranno gli incidenti probatori sui bambini, gli studi dei periti e tutto un iter fisso.

Ebbene come si concludono le denunce molto spesso? I processi non partono, i casi vengono chiusi, con buona pace di tutti.

Perchè?

Perchè i bambini non vengono creduti. La parola di un bambino non vale come quella dell’adulto e a meno che non abbia segni evidenti di violenza, quello che dice è frutto di pura fantasia. Nonostante il bambino superi tutti i test a cui viene sottoposto, nonostante risulti essere intelligente e capace di intendere e di volere, capita che il perito del tribunale (sono sempre gli stessi) afferma che il bambino non sia in grado di distinguere la fantasia dalla realtà. In molti casi il perito aggiunge che il problema è la sindrome di PAS o lo stalking genitoriale da parte della madre che, attraverso il figlio, alimenta i conflitti con il padre del bambino per non consentirgli di vederlo.

Sulla base che le donne, in questo caso le madri, siano capaci di inventarsi le cose più aberranti, il bambino non viene creduto.

E il presunto pedofilo? Innocente, povera vittima di una ex moglie inviperita.

E il povero bambino? In balia di una madre mostro, una madre che va assolutamente allontanata. E così il bambino fa la valigia e se ne va in casa famiglia.

E nessuno si domanda realmente perchè il bambino sia terrorizzato dal padre, perchè racconta cose che non può conoscere, né rielaborare per la sua giovane età, nessuno approfondisce il suo gridare, sentirsi male, gemere dicendo che non vuole andare col papà, che gli ha fatto male, molto male.

Dall’alto della sua intelligenza l’adulto soffoca i suoi dubbi dietro razionali elucubrazioni mentali, pur di non guardare in faccia la verità.

Negli ultimi tempi è arrivato alla conoscenza delle cronache la storia di quattro fratellini in casa famiglia perchè dichiarano di aver subito violenza dalla madre e dal compagno e chiedono di essere creduti, giurano e spergiurano e desiderano andare col loro amato papà. Credete che chi decide lo consenta?

No, perchè i bambini non sono creduti e il padre, persona di tutto rispetto, non può tenere i suoi figli con sé perchè accusato di fomentarli. Il povero padre ha il grave peccato di credere semplicemente a loro.

In genere parlo di padri orchi, perchè sono più numerosi, ma non mancano anche casi contrari e quello sopra citato lo dimostra.

E guai a parlare di orchi con gli esperti del mestiere. Ed anche se sei un esperto come loro, per carità, non azzardarti a dire che gli orchi esistono: non è professionale.

Se lo sentono spesso ripetere le madri presso i servizi sociali, mai parlare di papà orchi, al limite, qualora fosse vero ciò che raccontano i bambini, sono solo padri malati. Ed anche se si è verificato un abuso, si possono fare incontri protetti tra padre e bambino, perchè la genitorialità va protetta prima di tutto.

Mentre scrivo mi rendo conto di quanto tutto questo sia assurdo, purtroppo descrivo solo ciò che accade da molte parti nel nostro paese e spero che ancora ci sia chi insieme a me si scandalizzi per tutto ciò.

Sembra tutto assurdo, vero? Succede.

La verità è che oggi due correnti percorrono e guidano le azioni di psicologi , periti del tribunale e periti di parte: da una parte c’è chi dimostra che i bambini non raccontano la verità, sono falsi e bugiardi perchè indotti, dall’altra c’è chi afferma l’esatto contrario. I bambini dicono la verità e bisogna cogliere il loro grido di aiuto. Io appoggio chiaramente la seconda tesi, perchè parlare con bambini abusati e sentirli raccontare fa comprendere dove stia la verità e come bisogna leggere ed interpretare gli indici di abuso.

Comunque, a seconda della corrente a cui appartiene il perito nominato dal tribunale, si saprà già in anticipo se un bambino venga o meno creduto.
Perchè esiste uno schema prefissato, preimposto che guida tutto.
E il giudice, poichè nomina periti di cui si fida, in genere segue i risultati raggiunti in sede peritale.

Ecco spiegato il perchè in alcuni tribunali, più che in altri, le denunce si fermino e non giungano al processo.

E così gli orchi possono tranquillamente girare per le nostre strade, farsi beffe di noi poveri creduloni e continuare a fare del male: ad uccidere l’anima dei piccoli bimbi.

Intanto ci scandalizziamo perchè nella chiesa ci sono i pedofili, leggiamo, commentiamo con amici e colleghi, ascoltiamo le strumentalizzazioni che vengono fatte e ci dimentichiamo che gli orchi ci camminano a fianco.

“…sarebbe meglio che si legasse un macigno al collo e si buttasse in fondo al mare”.

Purtroppo, con il suicidio, il Dott. Richard Gardner è finito in fondo al mare.

È follia concepire certe idee: come quella che il Dott. R. Gardner afferma autorizzando la violenza sessuale del genitore verso la propria creatura, autorizzando la pedofilia e certe altre assurdità relative al rapporto di coppia.

Infatti la non condanna, o la tolleranza di certi atti è autorizzazione a compierli. Ma questo Dottore addirittura li afferma e li giustifica con personali argomentazioni paranoiche, che assurdamente vengono addirittura pubblicate, come anche sta facendo internet.

Già la mitologia antica, attraverso la tragica immagine di Edipo-Re, analizza le tragiche conseguenze di comportamenti sessuali tra parenti di stretta consanguineità (almeno di 1°,2°,3° grado), contro natura, raccontando che Edipo uccide il padre per sposare la madre, e si acceca pugnalandosi gli occhi, perchè quegli occhi avevano visto le nudità della madre. Altrettanto iniqui e perversi sono i rapporti sessuali tra padre, o madre, con la propria creatura, che perversamente R. Gardner autorizza, altre volte nega, altre volte tollera.

Questo Psichiatra rivela almeno di non essere sicuro della propria identità.

Conseguentemente alcuni tribunali, che gestiscono le separazioni della coppia, accreditano queste inique perversioni affidando i figli a chi ha abusato sessualmente di loro, o nonostante abbia abusato di loro, e comunque: indipendentemente da questi accertati episodi di abuso.

Quando si entra in certi deliri mentali: si va necessariamente verso il suicidio, o verso la sublimazione alienante dal proprio io; infatti il delirio perverte sempre l’istinto di vita in istinto di morte di fuga da se stesso.

Il Cristo, pronunciando il su-citato anatema, ha solamente richiamato l’attenzione dell’uomo dell’esistenza di questi processi autodistruttivi.

Il processo di crescita del bambino avviene attraverso il superamento del rapporto simbiotico madre-figlio, che afferma la propria individualità e indipendenza fisica e psichica, conformemente al desiderio della genitrice che intendeva creare un essere umano perfetto, come se stessa, ma diverso e distinto da se.

Pertanto ogni eventuale rapporto sessuale genitore-figlio e adulto-bambino: è violenza regressiva, sempre traumatizzante e quindi minacciosa della esistenza infantile.
Ma l’abuso sessuale del genitore sul proprio figlio è anche un grave comportamento possessivo e regressivo, che tende a reinteriorizzare il figlio nell’utero della madre, contrariamente al processo naturale di crescita, che è liberazione, indipendenza e allontanamento dagli spazi delle origini.

Altrettanto perversa è la pedofilia, peggiore della schiavitù, perché strumentalizza e sfrutta le dinamiche della identità personale del bambino o dell’adolescente, mentre la schiavitù strumentalizza le energie vitali e la personalità del soggetto.
Il pedofilo adotta un comportamento padronale su persone di cui non ha alcun diritto.

È una persona incapace di gestire se stesso, di gestire le proprie pulsioni, non ha alcuna padronanza di se, come tutti quelli che si dicono padroni dimostrano di essere incapaci di padronanza di se; infatti tutti quelli che vantano padronanze sono persone adulte immature.

Questa carenza padronale, o mancanza di autocontrollo, è patologica e pertanto esige di essere curata, perché infatti ê guaribile.

La pedofilia è una malattia mentale

Dr. G.Basso, psicologo

 

And whoever may cause one of those little ones who believe in me to stumble … (Matthew, 18,6)“… it is better for him that a weighty millstone may be hanged upon his neck, and he may be sunk in the depth of the sea.”

 

Unfortunately, through suicide, Dr. Richard Gardner ended up at the bottom of the sea.

It is crazy to accept certain ideas, such as those Dr. R. Gardner affirms when he condones sexual abuse by a parent to his own child, condoning child sex abuse and other absurdities concerning relationships. Infact, he does not condemn child sexual abuse, nor the tollerance of certain actions and the permission carry them out.

But this Dr. actually confirms them and justifies them using paranoid personal arguments, that actually get published – as is happening on the internet.

Already ancient mythology – with the tragic Oedipux Rex – analyses the tragic consequences of sexual behaviour between close relations, against nature, relating that Oedipus kills his father in order to marry his mother, and then blinds himself by stabbing himself in the eyes, because those eyes had seen his mother’s nudity. Just as perverse are the sexual relations between father or mother with their own child, which perversely R. Gardner at times condones, at other times rejects, and at other times tollerates.

This psychiatrist at least reveals that he is not sure of his own identity.

Consequenty, some courts of law that deal with the separation of couples, follow such perversion, awarding custody to the parent who has sexually abused the child, notwithstanding the fact that the parent has sexually abused the child.When we try to comprehend certain types of delirium they necessarily lead to suicide …Delirium always perverts survival instincts and turns them into death instincts or escapism.

Jesus Christ, by pronouncing the above quoted words, only called our attention towards the existence of these self-destructive tendencies.For a child to mature, there is a need for the child to become independent of the mother-child relationship, affirming their own individuality and physical and psychological independence, according to the desire of the parent to create a perfect human being, like themselves, but separate. Therefore, any sexual relationship between a parent and a child consists of regressive violence, putting the child back into its mother’s uterus, and is contrary to the natural growing up process, which consists of liberation, independence and leaving one’s origins.

Equally perverse is child sexual abuse, which is worse than slavery, because it instrumentalises and exploits the personal identity of the child or adolescent, whilst slavery only exploits the person’s energy. A paedophile adopts patronizing behaviour towards somebody he has no right to do so with. A paedophile is a person unable to handle his own behaviour and instincts, without any control over themselves. This needs to be cured, because there is in fact a cure. Paedophilia is a mental illness.

Dr. G. Basso
 


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